Ho visitato il vostro sito e l’ho trovato molto interessante, sono un geologo e mi farebbe cosa gradita se voi poteste leggere questo sfogo. Sto attraversando, per quanto vi possa interessare, quel periodo penso comune a tutti quelli non da molto laureati e con un minimo di interesse per la materia per la quale hanno studiato, nel quale sono alla disperata ricerca di una attività che possa soddisfare i miei desideri di operare una carriera nel campo della geologia applicata. Su Internet trovo sempre molti spunti affascinanti e vedo persone che fanno lavori nel campo della geologia ambientale ed applicata molto interessanti e perfettamente coincidenti a quello che sarebbe il mio ideale per così dire “professionale". Mi domando però come si può entrare in contatto con alcuni ambienti, è brutto pensare che l’unica via sia solo quella delle piccole raccomandazioni o delle conoscenze politiche, ma col tempo comincio purtroppo a credere che questa sia se non l’unica, ma quasi sicura via. Io certo non biasimo le raccomandazioni o i passaparola, in fondo io stesso se devo comperare una macchina usata certo mi fido di più di un conoscente perché penso di avere maggiori garanzie, e poi se una persona non è valida anche se raccomandata dura poco, così come una macchina se ha qualcosa non a posto non tarderà a dare le prime avvisaglie (il paragone può piacere come non piacere).
Non capisco pio la posizione di alcuni colleghi professionisti , più o meno affermati i quali gelosi delle loro conoscenze si mettono nella condizione di “ostacolo” nei confronti di coloro che vogliono iniziare con entusiasmo una carriera nel loro campo. Così come non condivido il loro parere che un giovane appena laureato “intralci o rallenti la loro produttività”, a queste persone ricordo che non sono nate conoscendo la professione ,ma a loro volta hanno imparato da qualcuno. Penso che in queste cose si debba imparare da alcune società americane della New Economy le quali offrono stage formativi giustamente non stipendiati, se non qualche giustificato rimborso spese, poiché pensano che mettendo a completa disposizione le loro conoscenze possano creare persone valide utili poi alla loro produttività. Certo l’eventualità che poi queste persone possano andarsene è un rischio calcolato dalle aziende, ma spetta poi a loro sapersi “coccolare” l’individuo. Questa per noi è utopia, ma professionisti con i quali abbiamo spesso a che fare, come gli ingegneri, metto in atto questa strategia creando intelligentemente, un forte e più sicuro corporativismo.
Ecco tutto qui, questa sera volevo un po’ sfogarmi e rassicurare coloro che sono nella mia stessa condizione che non sono gli unici.
[This message has been edited by ma&ma (edited 11-02-2001).]