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Vedere Repubblica di venerdì 4 giugno o su Repubblica.it(voce Grandori): l'atto d'accusa della magistratura è partito da uno studio"Prevedere i terremoti:la lezione dell'Abruzzo",autori Giuseppe Grandori ed Elisa Guagenti(Politecnico Milano).
Giuseppe Metelli
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il testo era noto e gRANDORI è UN LUMINARE MOLTI ANNI FA ERA IL PRIMO A PARLARE DI CONCETTO DI RISCHIO ACCETTABILE (10-15) http://www.repubblica.it/cronaca/2010/06...html?ref=searchQUALCUNO HA CONSERVATO L'ARTICOLO DI gRANDORI? GIRAVA IN RETE
Ultima modifica di michelec; 06/06/2010 16:13.
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Dell'articolo di Gandori-Guagenti parlammo anche in questo forum, particolarmente significativa mi sembra la seguente analisi: 3 – La Commissione non ha considerato e discusso i seguenti elementi di giudizio, tutti a favore dell’opzione allerta-sì. a) Nella nota di Boschi et al. /10/ “Forecasting Where Larger Crustal Earthquakes Are Likely to Occur in Italy in the Near Future” del 1995 la regione dell’Aquilano risulta, fra le 20 regioni considerate, quella con la maggior probabilità di un forte evento nel ventennio 1995-2015. b) La testimonianza (Selvaggi) che “una sequenza di piccole scosse talvolta precede un forte terremoto e altre volte no” definisce tale sequenza come precursore, anche se non ne viene precisata la probabilità di falso allarme. c) La presenza di danneggiamenti alle costruzioni (di cui riferisce il prof. Dolce) provocati dalle scosse di modesta magnitudo dei giorni precedenti induce a ritenere particolarmente pericoloso un eventuale forte terremoto. d) I tre punti precedenti si riferiscono a sintomi utili per soppesare al meglio la probabilità di un forte terremoto in tempi brevi e la gravità dei suoi effetti. Ma a favore dell’allerta vi era, alla sera del 31 marzo, un importante elemento indipendente dal valore (comunque non nullo) di detta probabilità: il costo sociale di un eventuale allerta falso era prossimo a zero. Infatti i disagi provocati dalla sequenza sismica non sarebbero praticamente aumentati in seguito a una pacata spiegazione dell’effettivo aumento temporaneo del rischio di un forte terremoto. L’apprestamento ordinato delle misure di prevenzione (come la selezione dei luoghi di raccolta, l’organizzazione dell’evacuazione degli ospedali e del trasporto delle persone disabili, il raduno di mezzi di soccorso provenienti da zone non esposte, eventuali consigli di abbandonare le case danneggiate) rende la popolazione più consapevole e fiduciosa. Che se poi, come è molto probabile, il terremoto non viene, il comportamento del Decisore verrà giudicato prudente ma non ingiustificato da chi era già in ansia anche ensenza l’intervento degli esperti. Per contro, se l’opzione è allerta-no, e il terremoto pur essendo poco probabile si verifica, il costo in termini di vittime è incommensurabile con il costo sociale del falso allerta. 4 – Resta inspiegabile il fatto che la Commissione e i responsabili della Protezione civile, oltre a scegliere l’opzione allerta-no (scelta legittima pur se criticabile dal punto di vista metodologico), abbiano potuto assumersi la responsabilità di scoraggiare le iniziative di prevenzione che molti cittadini suggerivano o autonomamente assumevano.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Fatto sta che in giro si leggono articoli scientifici sull'Hazard i quali affermano che non è conveniente economicamente un allarme a tempo breve. Mi spiace non ricordare dove l'ho letto. Non che io sia daccordo! MA la linea difensiva sarà questa. Come lo è ancora oggi il non voler prendere in considerazione i prossimi più probabili eventi. Ma vedremo. Magari se il sisma anche questa volta si presenterà con precursori... Per ora i dati di previsione non sono più accessibili. MI correggo sono di nuovo accessibili. http://earthquake.bo.ingv.it/
Ultima modifica di massimo trossero; 06/06/2010 21:05.
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Ci risiamo, condivido molto delle considerazioni di Grandori, che peraltro scopre l'acqua calda in quanto dopo Garfagnana '85 sono tutte considerazioni che chi opera in PC ha ben presente, ma credo che a posteriori sia facile esprimere giudizi. Il problema de L'Aquila è stati 1) la lotta Giuliani - Baroni (Boschi & C) che hanno creato un inutile e pericoloso antagonismo tanto che si è arrivati a sottovalutare il fenomeno arrivando a tranquillizzare la popolazione invece di informarla 2) il buon Cialente che se avesse fatto qualcosa di piu per la sua gente (piano aree di emergenza ecc) assumendo il ruolo di autorità di PC come gli assegna la legge con decisioni che spettavono solo a lui, se non era coinvinto della "commissione", ma nessuno ha tirato un solo sassolino contro tale inerzia (o peggio) oggi si schiera a difesa dei suoli cittadini che invece dovrebbero prenderlo a pedate nel c. Resta poi la decisione di evacuare o meno una citta e di aspettare il terremoto se quando arriverà. Tra l'altro ora sembra tutto finito ma chi ci dice che non potrebbe esserci un'altra forte scossa tra giorni o mesi (speriamo tra 100anni cmq)in tal caso sarebbe stato cmq tutto vano. Qui puo valere tutto e il suo contrario in assenza di dati scientificamente esatti, ci sono solo delle decisioni quindi in assenza di una strategia (previsione che non esiste ma sicuramente prevenzione)si poteva fare qualcosa sulla tattica (informazione fino a evacuazione) ma terminata l'azione la "battaglia" poteva essere sempre persa per mancanza di un piano long-term (strategia).
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Il problema de L'Aquila è stati 1) la lotta Giuliani - Baroni (Boschi & C) che hanno creato un inutile e pericoloso antagonismo tanto che si è arrivati a sottovalutare il fenomeno arrivando a tranquillizzare la popolazione invece di informarla 2) il buon Cialente che se avesse fatto qualcosa di piu per la sua gente (piano aree di emergenza ecc) assumendo il ruolo di autorità di PC come gli assegna la legge con decisioni che spettavono solo a lui, se non era coinvinto della "commissione", ma nessuno ha tirato un solo sassolino contro tale inerzia Verissime entrambe le cose, purtroppo all'Aquila si è avuta questa concomitanza di eventi sfavorevoli.
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Tra l'altro ora sembra tutto finito ma chi ci dice che non potrebbe esserci un'altra forte scossa tra giorni o mesi (speriamo tra 100anni cmq)in tal caso sarebbe stato cmq tutto vano.
Bisogna precisare al proposito che il terremoto è stato anche un brutale collaudo di tutto il patrimonio edilizio, le strutture che erano vulnerabili sono o crollate o sono inagibili, il resto si presume non avrà problemi seri, e l'attuale edilizia si basa su ben altri metodi di costruzione (almeno, per quello che sto personalmente osservando). Un altro evento quindi di grado pari o anche maggiore avrà sicuramente un danno molto ma molto minore del precedente (ad esclusione forse del danno psicologico). Una eccezione potrebbe riguardare le aree meno colpite dal sisma, in direzione nord-ovest,qualora si attivi un'altra faglia con caratteristiche dell'evento diverse (Campo Felice, G.Sasso ad esempio).
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Concordo con quanto affermi aggiungendo che l'inerzia degli amministratori locali a partire dalla Regione non riguarda solo le ultime giunte. Insomma si indaga su ciò che si sarebbe potuto fare durante uno sciame sismico e non su ciò che si sarebbe dovuto fare prima.....è un limite di chi ha preso la decisione di indagare su tale direzione che non porterà da nessuna parte e soprattutto non rende giustizia alle vittime e faccia realmente capire qual'è la lezione che se ne dovrebbe trarre. Sarebbe veramente eccezionale che venissero condannati alcuni che non hanno saputo "leggere" e "interpretare" ciò che stava per accadere dalla sequenza sismica, mentre coloro (Sindaci, Presidenti di Provincia e di Regione e relativi Assessori alla P.C.) che per anni non hanno fatto nulla, come se la città dell'Aquila (ma anche la provincia) si trovasse collocata in una enclave sismica, la passassero liscia. Un fatto unico al mondo che anche in questo caso ci distinguerebbe dagli altri paesi più evoluti del nostro! Ciò (la sola indagine sulla Commissione Grandi Rischi) è l'ennesima dimostrazione di quanto questo popolo italico è arretrato (parte della magistratura compresa) e ancora NON HA CAPITO LA LEZIONE AQUILANA......o finge di non capirla per continuare a favorire chi ha sempre speculato sul territorio e vuole indisturbato continuare a farlo.
Ultima modifica di Alex-64; 07/06/2010 07:40.
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Fatto sta che in giro si leggono articoli scientifici sull'Hazard i quali affermano che non è conveniente economicamente un allarme a tempo breve. Mi spiace non ricordare dove l'ho letto. Non che io sia daccordo! MA la linea difensiva sarà questa.
Massimo, questo aspetto è stato discusso nell'articolo GG e inserito nello specifico caso e l'ho riportato sopra, lo riporto di nuovo per maggiore chiarezza: Ma a favore dell’allerta vi era, alla sera del 31 marzo, un importante elemento indipendente dal valore (comunque non nullo) di detta probabilità: il costo sociale di un eventuale allerta falso era prossimo a zero. Infatti i disagi provocati dalla sequenza sismica non sarebbero praticamente aumentati in seguito a una pacata spiegazione dell’effettivo aumento temporaneo del rischio di un forte terremoto. L’apprestamento ordinato delle misure di prevenzione (come la selezione dei luoghi di raccolta, l’organizzazione dell’evacuazione degli ospedali e del trasporto delle persone disabili, il raduno di mezzi di soccorso provenienti da zone non esposte, eventuali consigli di abbandonare le case danneggiate) rende la popolazione più consapevole e fiduciosa. Che se poi, come è molto probabile, il terremoto non viene, il comportamento del Decisore verrà giudicato prudente ma non ingiustificato da chi era già in ansia anche ensenza l’intervento degli esperti. Per contro, se l’opzione è allerta-no, e il terremoto pur essendo poco probabile si verifica, il costo in termini di vittime è incommensurabile con il costo sociale del falso allerta. 4 – Resta inspiegabile il fatto che la Commissione e i responsabili della Protezione civile, oltre a scegliere l’opzione allerta-no (scelta legittima pur se criticabile dal punto di vista metodologico), abbiano potuto assumersi la responsabilità di scoraggiare le iniziative di prevenzione che molti cittadini suggerivano o autonomamente assumevano. La linea difensiva sarà ovvia, ma altrettanto ovvia quella dell'accusa, si baserà soprattutto sulla frase che ho riportato in neretto, non solo la Commissione non avrebbe dato l'allerta (fatto eventualmente non condannabile) ma avrebbe esplicitamente scoraggiato la cittadinanza ad intraprendere azioni di prevenzione individuale. Questo fatto se accertato sarebbe molto, molto grave e possiamo stare sicuri che verranno indagati a fondo i fatti accaduti quella notte e se ci siano effettivamente state, secondo i riferimenti di alcuni residenti, azioni concrete in proposito. L'accusa quindi ravvisa una nesso causale tra 'allerta al contrario' e decessi. Una volta tanto comunque sono fiducioso nella Giustizia, già il fatto che i personaggi che conosciamo siano stati chiamati a rendere conto ufficialmente delle loro azioni, e con fondato motivo secondo il Procuratore, mi sembra una svolta a favore della democrazia (nel senso: non siamo soltanto noi, i pesci piccoli, a doverci prendere tutte le responsabilità per ogni azione). Per il resto sarà interessante vedere gli sviluppi, la questione si addentra nel mondo giudiziario che può essere molto diverso da quello tecnico.
Ultima modifica di mccoy; 07/06/2010 10:15.
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