Dell'articolo di Gandori-Guagenti parlammo anche in questo forum, particolarmente significativa mi sembra la seguente analisi:

Quote:
3 – La Commissione non ha considerato e discusso
i seguenti elementi di giudizio, tutti a favore dell’opzione
allerta-sì.
a) Nella nota di Boschi et al. /10/ “Forecasting
Where Larger Crustal Earthquakes Are Likely to Occur
in Italy in the Near Future” del 1995 la regione
dell’Aquilano risulta, fra le 20 regioni considerate,
quella con la maggior probabilità di un forte evento nel
ventennio 1995-2015.
b) La testimonianza (Selvaggi) che “una sequenza
di piccole scosse talvolta precede un forte terremoto e
altre volte no” definisce tale sequenza come precursore,
anche se non ne viene precisata la probabilità di falso
allarme.
c) La presenza di danneggiamenti alle costruzioni
(di cui riferisce il prof. Dolce) provocati dalle scosse
di modesta magnitudo dei giorni precedenti induce a
ritenere particolarmente pericoloso un eventuale forte
terremoto.
d) I tre punti precedenti si riferiscono a sintomi utili
per soppesare al meglio la probabilità di un forte terremoto
in tempi brevi e la gravità dei suoi effetti. Ma
a favore dell’allerta vi era, alla sera del 31 marzo, un
importante elemento indipendente dal valore (comunque
non nullo) di detta probabilità: il costo sociale di
un eventuale allerta falso era prossimo a zero. Infatti i
disagi provocati dalla sequenza sismica non sarebbero
praticamente aumentati in seguito a una pacata spiegazione
dell’effettivo aumento temporaneo del rischio
di un forte terremoto. L’apprestamento ordinato delle
misure di prevenzione (come la selezione dei luoghi di
raccolta, l’organizzazione dell’evacuazione degli ospedali
e del trasporto delle persone disabili, il raduno di
mezzi di soccorso provenienti da zone non esposte,
eventuali consigli di abbandonare le case danneggiate)
rende la popolazione più consapevole e fiduciosa. Che
se poi, come è molto probabile, il terremoto non viene,
il comportamento del Decisore verrà giudicato prudente
ma non ingiustificato da chi era già in ansia anche
ensenza
l’intervento degli esperti. Per contro, se l’opzione
è allerta-no, e il terremoto pur essendo poco probabile
si verifica, il costo in termini di vittime è incommensurabile
con il costo sociale del falso allerta.
4 – Resta inspiegabile il fatto che la Commissione e
i responsabili della Protezione civile, oltre a scegliere
l’opzione allerta-no (scelta legittima pur se criticabile
dal punto di vista metodologico), abbiano potuto assumersi
la responsabilità di scoraggiare le iniziative di
prevenzione che molti cittadini suggerivano o autonomamente
assumevano.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)