Faccio l'avvocato del diavolo: secondo me è opportuno che le PA diano le stesse possibilità a TUTTI i possibili utenti. Per tale ragione se un utente modifica sensibilmente il campo termico a monte, i successivi richiedenti non potranno usufruirne parimenti. Almeno da questo punto di vista per impianti di medie-grandi dimensioni credo sia necessario un'analisi dell'evoluzione termica su tempi medio lunghi.
Dobbiamo ragionare nei termini di tempi lunghi: come sarà modificato il sottosuolo nei prossimi 50 anni? Siamo agli inizi e possiamo regolare lo sviluppo per una progettazione che deve essere geologica!
Trovo assurdo, dal punto di vista dell'impatto ambientale, trattare in maniera differente circuito chiuso e circuito aperto, visto che nel tempo l'impatto sul sottosuolo tende ad essere similare, visto che la componente principale del trasporto termico è quella advettiva; inoltre un impianto a circuito aperto (2 pozzi di prelievo/reimissione) è controbilanciato da diverse decine di BHE, con conseguente impatto dato dalla perforazione stessa.