Ci avrei scommesso che l’onniscienza del progettista aveva un’origine pecuniaria.
In una situazione del genere mi vedrei davanti tre alternative:
1°) Accettare le imposizioni e limitarsi al tecnicamente possibile, riempiendo la relazione di “se...”, “però..”“ma...”, “probabilmente...”, dribblando le responsabilità.
2°) Mandare garbatamente al paese di pulcinella progettista e amministrazione.
3°) Provare a far ragionare il tecnico comunale impostando, come già detto nel precedente post, un ragionamento esclusivamente su basi tecniche, prospettando i rischi che comporterebbe un mancato approfondimento geognostico (rischi che devi conoscere tu) e quindi l’opportunità di finanziare adeguatamente un lavoro necessario.
Più che una situazione da ricorso legale, mi sembra uno dei tanti casi di sottocultura tecnico-amministrativa contro cui può solo la perseveranza.
Saluti
m-d-l