Io sono molto più giovane, e mi ricordo il Vajont solo nei racconti di mio padre (Friulano) che vari giorni dopo la tragedia riusci a filmare ciò che restava di Longarone (e chissà che fine ha fatto il filmino). Ci ricordava la tragedia tutte le volte che percorrevamo la strada per andare in Cadore. Poi chiaramente fu Geologia a Firenze ed il campo di Applicata alla frana del Penerone e varie dighe del Piave...Chiaramente il clou fu il Vajont...accompagnati da Edoardo Semenza (professore del Dipartimento di Geologia Patavino) il figlio dell'Ing. Carlo progettista della diga. ....Un'esperienza che ti fa capire quanto siamo caccoline nei confronti della natura, l'unica cosa che non avevo ben chiaro era stata la dinamica e la storia. Cosa che poi mi sono abbastanza chiarito con lo spettacolo di Marco Paolini e Gabriele Vacis "Vajont 1963 Orazione Civile" (si trova il libro, la cassetta ed il DVD), uno spettacolo teatrale fatto sulla frana del Toc dietro la Diga nell'ottobre 1997.
Lo consiglio a tutti, è veramente educativo in tutti i sensi.
Ancora più educativo è il libro "Sulla pelle viva. Come si costruisce una catastrofe. Il caso Vajont" di Tina Merlin, un libro che ti racconta quanto successo sia per esperienza diretta della Merlin che dal suo lavoro certosino di trascrizione degli atti processuali.
Cerchiamo di non far dimenticare queste tragedie, anche se da quello che è successo ultimamente pare che le persone abbiano la memoria un po troppo corta.

Massimo


Predatori del mondo intero, adesso che mancano terre alla loro sete di totale devastazione, vanno a frugare anche il mare: avidi se il nemico e' ricco, arroganti se e' povero, gente che ne l'oriente ne l'occidente possono saziare; loro soli bramano possedere con pari smania ricchezze e miseria.
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero;infine, dove fanno il deserto, dicono che e' la pace.
(Tacito, Agricola, 30).
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