Evidentemente, per la natura meccanica dell'uomo, la storia come un macabro copione ripete se stessa... anche se trattasi di bacini e miniere e non di energia idroelettrica

"Il 1° maggio 1966 il crollo per tracimazione del bacino di decantazione a servizio della miniera di zinco e piombo Mir-Placalnizza a monte del paesino di Sgurigrad e della città di Vratza nel nord della Bulgaria sprigionò una colata di fango di circa 220 mila metri cubi che percorse una distanza di quasi 8 chilometri. Oltre ad ingenti distruzioni materiali e ambientali la colata di fango provocò la morte di 488 persone. Il 19 luglio 1985 il crollo dei bacini di decantazione a servizio della miniera di fluorite di Prestavel a monte degli abitati di Stava e di Tesero sprigionò una colata di fango di circa 180 mila metri cubi che percorse una distanza di oltre 4 chilometri alla velocità di quasi 90 chilometri orari e provocò, oltre ad ingenti distruzioni materiali e ambientali, la morte di 268 persone. Le catastrofi del 1° maggio 1966 a Sgorigrad e Vratza e del 19 luglio 1985 in Val di Stava evidenziano sconcertanti analogie: entrambe furono provocate dal crollo di bacini di decantazione a servizio di miniere ed entrambe hanno provocato un’inaccettabile numero di vittime. Ma ancor più inaccettabile – scrive in una nota la Fondazione Stava 1985 – è il fatto che i 488 morti di Sgorigrad e Vratza non siano serviti ad evitare, 19 anni dopo, i 268 morti di Stava e di Tesero."


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