Anche questa volta mi trovo in pieno accordo con Michele (questo un poco mi preoccupa :/) scherzo naturalmente.
La lettera è importante per ribadire un concetto semplice, che altrimenti porterebbe di nuovo a non capire la lezione da trarre dai disastri per eventi sismici.
Un conto è l'essersi trovati di fronte ad un disastro causato da un terremoto di magnitudo 6.7-6.9 (comunque atteso nell'area), in un contesto edilizio comunque bene o male adeguato alla storia sismica dell'area, un conto è una magnitudo 6.2-6.3 che distrugge una città capoluogo di regione, oltre a numerosi abitati limitrofi e causa più di trecento morti.
Una città che fino al 6 aprile ha vissuto come se il problema non la riguardasse (i casi sono tanti basta ricordare la vicenda di Gaetano De Luca) più di tanto e poi individua nella mancata previsione una delle principali cause del disastro.
Far partire delle indagini dall'ultimo anello delle possibili responsabilità è come invertire l'ordine stesso delle responsabilità....ed è una ulteriore dimostrazione da parte di talune Istituzioni (magistratura compresa) di non aver affatto capito la lezione aquilana e con ogni probabilità in futuro ricadere negli stessi errori.
E' come condannare l'ing. Biadene (o individuarne il principale responsabile) per il disastro del Vajont, in quanto al momento del disastro non ha saputo prevedere ciò che sarebbe potuto accadere e prendere la decisione più giusta (continuare lo svaso o fermarsi), ignorando che la maggiore responsabilità era in chi ha consentito a far arrivare l'acqua ad un livello in cui non doveva arrivare e per il quale qualsiasi decisione presa nel momento in cui la frana sarebbe partita risultava rischiosa....insomma mettersi nelle condizioni di non poter più gestire l'evoluzione di un evento.
Questo è avvenuto tramite atti firmati a cui non sono mai state fatte risalire le giuste responsabilità.
Indagare sulla Commissione Grandi Rischi è come indagare sull'ing. Biadene, è come ignorare le responsabilità di una serie di azioni (o non azioni) che hanno reso praticamente impossibile alla Commissione Grandi Rischi prendere la decisione più giusta, in quanto non disponeva di elementi per capire le zone a maggior amplificazione sismica, o degli edifici soggetti a maggior vulnmerabilità in sostanza una carta del rischio sismico sulla quale ragionare.
A chi competeva mettere in atto tali studi?
Non è difficile capirlo, basta vedere la legge cosa stabilisce.
Per non parlare degli edifici crollati che per pura fatalità non hanno provocato vittime.