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#84640 19/06/2010 10:29
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Il caso dei geologi: quando il problema non è l'articolo 41 ma chi ne abusa

Una versione ridotta di questo articolo è stata pubblicata da Libertiamo.it



Alcuni giorni fa il ministro dell’economia Giulio Tremonti ha espresso la volontà di cambiare l’articolo 41 della Costituzione: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”

Come ricordato in questi giorni dal costituzionalista Stefano Ceccanti l’art. 41 fu affrontato durante l’Assemblea Costituente in modo da evitare impronte cattocomuniste così come da impostazione voluta dal liberale Francesco Saverio Nitti che l’8 maggio 1947 osservava che: «nella unione attuale fra democristiani e comunisti non si può procedere troppo avanti senza danno...la falce e il martello e la croce e l’aspersorio non possono avere né gli stessi ideali né la stessa azione» e maggiormente delineato da Paolo Emilio Taviani (DC) il giorno dopo: «Allo scopo di garantire il diritto al lavoro di tutti i cittadini, lo stato interverrà per coordinare e dirigere l’attività produttiva, secondo un piano che dia il massimo rendimento per la collettività» preparando in questo modo, come evidenziato da Meuccio Ruini (socialdemocratico) il terreno per il legislatore successivo tagliando fuori solo il comunismo puro e il liberalismo puro.

Sempre Ceccanti ricorda che “La giurisprudenza costituzionale ha proseguito sulla linea di Taviani e Ruini, dando interpretazioni moderate della «utilità sociale», nonché dei programmi e dei controlli del comma successivo, ritenendo illegittima la riduzione dell’iniziativa privata a «residuale » e concependo il ruolo dello stato come agente «per incentivo» anziché per obbligo, come commentava Vittorio Bachelet già nel 1961 annotando la prima sentenza in cui l’art. 41 era stato ampiamente utilizzato, con esiti anti-dirigisti. Una tendenza accentuatasi coi Trattati europei.

E’ interessante, a questo punto, soffermarsi su un passaggio dell’art. 41: “(…) La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
In pratica, se lo Stato decide di limitare l’attività economica pubblica e privata lo può fare esclusivamente attraverso una norma avente forza e valore di legge con la conseguenza di conferire ex novo posizioni giuridiche attive al destinatario, ampliandone così la sfera giuridica attraverso quel provvedimento amministrativo chiamato concessione, consentendo a soggetti privati lo svolgimento di determinate attività prima loro precluse oppure riservate a soggetti pubblici.

Attualmente l’art. 41 Cost. viene violentato a danno dei geologi liberi professionisti il cui lavoro non può prescindere dalle indagini e dalle prove, sia in laboratorio sia in sito, alla stregua di un cardiologo che usa un eco cardiografo o di un chimico che usa un laboratorio di analisi. Le indagini e le prove sono parte integrante e sostanziale dell’attività professionale di un geologo.

Nel luglio 2009 entravano in vigore le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC), alle quali il lavoro professionale dei geologi si rifà seguendone le direttive, dove al punto 6.2.2 si dispone che “Le indagini e le prove devono essere eseguite e certificate dai laboratori di cui all’art.59 del DPR 6.6.2001, n.380. I laboratori su indicati fanno parte dell’elenco depositato presso il Servizio Tecnico Centrale (abbreviato STC) del Ministero delle Infrastrutture”.
L’art. 59 sopra richiamato, rifacendosi inizialmente ad una norma di legge (la L. 1086/71) il cui ambito di applicazione era esclusivamente riferito ai materiali da costruzione, veniva esteso alle “prove geotecniche su terreni e rocce” (cosa ben diversa dai materiali da costruzione) grazie all’art. 8 del DPR 246/93. In pratica un vero e proprio meccanismo di scatole cinesi fatte di combinati disposti.

L’elenco dei laboratori del punto 6.2.2 delle NTC sopra citato veniva composto da quei soggetti gestori (ditte individuali, società o enti pubblici) ai quali “ai sensi dell'art. 8 comma 6 del D.P.R. n. 246 del 21.4.93, il Ministro dei lavori pubblici (oggi Ministero delle Infrastrutture, ndr) ha la facoltà di rilasciare, con apposito decreto, concessioni ad emettere certificazioni ufficiali relative all'esecuzione di prove geotecniche sui terreni e sulle rocce per la determinazione delle caratteristiche geotecniche del sottosuolo” così come disposto nella Circolare del Ministero dei Lavori Pubblici del 16 dicembre 1999, n. 349/STC che ne definiva i criteri tecnici e amministrativi per richiedere la concessione.

In pratica il Ministero attribuiva facoltà nuove al privato come al pubblico allargandone la relativa sfera giuridica con la creazione di un diritto (di certificazione) prima inesistente, richiamandosi ad un Decreto (il DPR 246/93) non avente né forza né valore di legge ma esclusivamente funzione di regolamento.

Tale condizione di illegittimità è stata ampiamente chiarita dal giudice amministrativo con la sentenza TAR Lazio del 18 febbraio 2008 n. 1422, passata in giudicato, che ha annullato non solo la circolare STC/349 ma anche l’art. 8 del DPR 246/93 (che aveva istituito il regime concessorio e allargato la sfera di interesse sulle indagini geotecniche su terreni e rocce) e “tutti gli atti presupposti, conseguenti e comunque connessi” (le concessioni rilasciate) riconoscendo e ricordando che: La necessità di un’espressa previsione legislativa (norma avente forza e valore di legge, ndr) discende dall’art. 41 della Costituzione il quale pone una riserva di legge in ordine alle limitazioni dell’iniziativa economica privata da parte dei pubblici poteri., così come da sentenza.

In definitiva, venendo meno il regime concessorio per le indagini e prove geotecniche verrebbe meno anche il relativo obbligo così come disposto nelle NTC al punto 6.2.2. sopra richiamato, essendo stato annullato l’art. 8 del DPR 246/93 con la conseguenza di far aprire, distruggendole, tutte le scatole cinesi dei combinati disposti di cui sopra.

Purtroppo, come spesso capita in Italia, le sentenze vengono disattese e così, ad oggi, nonostante l’annullamento reso esecutivo dal giudice amministrativo nella sentenza di cui sopra, si continua a richiedere, da parte degli uffici tecnici regionali (ex Genio Civile), che le prove e le indagini siano eseguite e certificate dagli stessi soggetti gestori titolari delle concessioni citate, e si continuano a concedere da parte del Ministero delle Infrastrutture concessioni ex novo o a rinnovarne le precedenti (che avevano una durata di tre anni), questa volta in maniera del tutto arbitraria essendo venuto meno il regolamento (Circ. STC/349) che ne stabiliva i criteri. E a livello regionale, come in Campania, si è fatto anche di peggio.

Tutta questo vulnus sta di fatto danneggiando la stragrande maggioranza dei circa 15.000 geologi italiani liberi professionisti, spesso con famiglia, non raramente monoreddito, che, senza alcun supporto imprenditoriale alle spalle, sia per mancanza di fondi sia per le onerose, e spesso proibitive, condizioni richieste dalla certificazione, si trovano a subire una concorrenza sleale dovendo rivolgersi al mondo imprenditoriale dei servizi certificati non potendo adoperarsi in proprio con conseguente aggravio di costi e perdita di concorrenzialità sul mercato.

Concludendo, pertanto, contrariamente a quanto spesso ultimamente si vuole far passare come messaggio, il problema non è l’art. 41 come non lo è l’intera Costituzione, troppo spesso e gratuitamente vituperata, ma la sua reale applicazione da parte di coloro deputati a farlo.
Ogni Costituzione è nata a seguito di eventi storici importanti e grandi sommovimenti politici. Lo fu all’indomani dei moti del 1848 come all’indomani della Liberazione dopo la seconda guerra mondiale. Come scriveva Piero Calamandrei “sono le lacrime e il sangue del popolo che hanno cementato i muri maestri della costituzione italiana”, anche se in molti, oggi, le uniche lacrime che sanno versare sono quelle di coccodrillo, e i fiumi sono infestati da questi rettili.

19 giugno 2010
Alessandro Cascone




Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui"
(Ezra Pound)
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Grazie.


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Caro Alessandro hai scritto un bel pezzo, complimenti.
Su questi argomenti purtroppo dobbiamo registrare la totale assenza degli ordini regionali e del cng, impegnati in passerelle mediatiche fini a se stesse.

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urla ed alti lai. ma dopo ci continuiamo a fare i complimenti? e "loro" continuano a farsi a c propri e gli organi di stato a interpretare e applicare la legge all'ITALIANA?????


michele conti
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Se ti riferisci al Forum di Roma degli OORR, a cui molti di noi, GRATIS, hanno dedicato tempo ed energie per l'organizzazione ed il coordinamento, ritengo (e a sentire i commenti molti sono con me) che la passerella mediatica non sia stata fine a sè stessa, ma strumento di sensibilizzazione, anche a livello politico (guardati chi siamo riusciti a portare!), che ha destato ottime impressioni anche fra i critici "a prescindere"; certo se ognuno, anche in piccole dosi, dedicasse tempo e proponesse idee, forse otterremo risultati maggiori. Comunque grazie del commento

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Troncarelli infatti dal 17 giugno si respira un'aria nuova.
I problemi della categoria sono finalmente stati risolti.
Ma ci voleva tanto?
La soluzione era lì, bastava organizzare il mitico Forum, invitando qualche politico, un bravissimo giornalista della televisione, un comunicato stampa qua, un comunicato stampa la, etc etc.
Meglio di così non si poteva chiedere.
Bravo e grazie Troncarelli.
Visto che ci sono volevo chiederti a quando la prossima passerella mediatica?

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Troncarelli, le ho sentite quasi tutte, molto interessanti, alcune troppo abbondanti e per addetti ai lavori altre un poco autocelebrative e direi un poco "politiche" nel senso dell'ammiccamento. comunque una buona iniziativa che non so che effetti possa avere. penso comunque che le iniziative a questo punto possano essere solo legali ma non in punta di forchetta ma pesanti a fendenti con "bravi" avvocati che separino finalmente gli interessi della categoria da quelli imprenditoriali e concorrano alla difesa della professione e quindi del territorio


michele conti
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Complimenti ad Alessandro per l'articolo che ci consente di guardare con un'ottica di più ampio respiro le nostre miserrime vicende.

Il Forum è stato secondo me una buona iniziativa: non è scontato richiamare l'attenzione di tanti media (vi ricordo che oltre al TG3 Regionale che ha trasmesso un servizio nelle due edizioni giornaliere, il TG5 delle 20 si è occupato di noi), così come del Vice della Prot Civ, del Vicepresidente del senato.
Poi Beppe Rovera è un giornalista che fa un bel programma su Rai 3 sull'ambiente e credo dovremmo tenercelo stretto: conta più un passaggio con lui in TV di tanti mega-convegni per addetti ai lavori.

Dulcis in fondo ci sono stati interventi molto polemici e grintosi (uno su tutti quello del Prof. Aiello) che hanno gridato delle verità sacrosante, che pochi hanno il coraggio di palesare. Se poi tali interventi serviranno ad eventuali autocandidature, ben vengano: abbiamo bisogno di persone così !

Finisco con una cattiveria: è la prima volta che hanno intervistato colleghi giovani (Presidenti e vice-presidenti degli OORR) invece dell'obsoleto Pietro Paolo ! Non mi pare poco !

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Complimenti Cascone!!
Oltre a pubblicarla su Libertiamo, inviala anche al Ministro Tremonti, ecc.....

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New, spero presto ma che non tocchi a noi del Lazio il coordinamento perché il tempo e le energie che occorrono sono tante.
E spero che possiate dare tutti un contributo

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