Ripeto: è vero o no che i componenti della commissione si sono presi la responsabilità di affermare che non esisteva nessun pericolo? Se sì, tali affermazioni avevano basi scientifiche fondate? Tali affermazioni possono essere state la causa anche indiretta delle morti? Chi sono i singoli componenti che hanno sostenuto tali affermazioni? Qualcuno ha impartito ordini di spingere la popolazione uscita di casa dopo gli eventi della sera del 5 aprile a tornare nelle case appena abbandonate? Se sì, tali ordini possono essere stati la causa anche indiretta delle morti?
Queste sono alcune delle domande che verranno poste.
parliamo di statistica e di decisioni.
quale è la soglia di "certezza" per cui si deve dire "lasciate le case".
non può essere "qualitativa" ma deve essere "quantitativa"
cioè: la probabilità di accadimento è arrivata al 30 - 40 - 50 - 60% per cui tutti fuori, è molto probabile che accada.
Ma se la probabilità di accadimento è passata dal 2% al 5% o al 10% ... pur raddoppiando rimane bassa e quindi è poco probabile che accada dal punto di vista statistico e quindi decisionale. e allora che si fa?
Se una casa è coinvolta dalle frane o dieci -cento case sono potenzialmente coinvolte si evacuano o si mettono dei sensori che monitorano " a vista " la frana.
La frana si vede, l'esondazione si vede, la colata lavica si vede, i tornado si vedono e nella loro "aleatorietà" sono comunque osservabili direttamente. i terremoti NON sono osservabili. la fratturazione della roccia a 10 km di profondità non è visibile e la risposta alla rottura è immediata e coinvolge soprattutto in maniera pesante aree di centinaia di km². non si deve evacuare un paese o una citta ma più paesi con abbondante ridondanza di sicurezza, e portare tutti gli evacuati in aree sicure, e poi, ribadisco dare l'ordine di rientro!
quindi penso sia vero che chi doveva decidere ha deciso che le probabuilità di accadimento erano statisticamente basse.
Magari nel dubbio sapendo che solo Onna sarebbe stata colpita avrebbe deciso di evacuare Onna, ma questo non si sapeva e tra il decidere di gestire per X tempo diverse centinaia di migliaia di sfollati, con attività lavorative bloccate, e tutto quello che ne consegue e dare per poco probabile lo scossa del 6 io avrei scelto la seconda opzione, ma non per paura della gestione degli sfollati, ma proprio perchè è impensabile.
è il crollo dei palazzi che uccide. Forse chi di dovere avrebbe dovuto fare le ricognizioni sui fabbricati già lesionati e dichiararli inagibili. questo sì, ma sono crollati solo i fabbricati già lesionati dalle precedenti scosse? io non lo so.
Ma so che queste decisioni sono più fattibili se coinvolgono un numero limitato di persone o cose.
non uccide il terremoto ma le case che crollano.