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Buongiorno a tutti, sono stato incaricato di svolgere delle indagini su un sito posto sotto sequestro (in quanto contaminato da metalli pesanti, IPA e idrocarburi) all'interno di un autodemolitore.
Le indagini ambientali sono state concordate con la Provincia e finalizzate a delimitare l'area inquinata.
L'estensione dell'area è di circa 500 m2 e pertanto si è scelto di procedere seguendo la procedura semplificata.
Sono già state fatte delle indagini sui terreni (che hanno accertato inquinamento fino a 1 m da p.c.) e sulle acque (che hanno escluso la contaminazione della falda).

Posto che queste indagini consentano di delimitare l'area e confermare la superficie inquinata (500 m2) volevo sapere secondo voi qual'è il metodo migliore per procedere alla bonifica del sito.

L'analisi di rischio è stata esclusa in principio in quanto andrebbe estesa anche alle aree limitrofe e quindi all'intero autodemolitore.

La soluzione prospettata era quella di asportare il primo metro di terreno e conferirlo in discarica.

Ci sono altre alternative?

Nel caso si optasse per questa soluzione, contestualmente ai risultati delle indagini eseguite, cosa devo produrre per presentare il progetto di bonifica?

Grazie infinite a tutti...






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Caro geo_pavel non sono daccordo sul fatto di non poter applicare l'analisi di rischio, Se la sorgente si conferma di quella estensione rimane comunque tale. Inoltre, trattandosi di un attività in essere, si può applicare la messa in sicurezza operativa con controllo diretto delle acque al confine del sito.

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Salve, sono d'accordo con igor, in quanto una volta che avete definito la sorgente di 500 m2 non capisco quale sia il problema dell'applicazione dell'analisi di richio. Anche perchè l'estensione della contaminazione che hai detto penso derivi da una valutazione su indagini che sono state effettuate su tutto il sito, comprese le zone limitrofi l'autodemilitore facente parte del sito in sequestro.
Comunque tornando all'intervento a mio parere, andrei con i piedi di piombo sul conferimento in discarica, ovviamente dipende quanto si è disposti a spendere. Considera solo che per il primo metro di suolo e per una estensione superficiale di 500m2, stimando il costo al m3 del rifiuto proveniente da sito contaminato di 200 euro/m3 (non sono aggiornato sui costi ma penso che possano essere anche superiori ai 200 euro) partiamo da una somma di 100000 euro, con cer della famiglia 17. Considera che su tale rifiuto bisogna effettuare la caratterizzazione di base per capire in che discarica conferire il tutto, ovvero per rifiuti pericolosi o non pericolosi (quindi costo aggiuntivi). Ricorda una volta che scavi per portar via del rifiuto da sito contaminato stimi una profondità che poi non è quella effettiva (a meno che tu non abbia fatto una caratterizzazione ad hoc), incrementando i costi.
Perchè non opti per una analisi di rischio stimando eventualmente le CSR. Poi pensi all'eventuale intervento di bonifica da implementare. Ma che superamento hai delle CSC?


Vincenzo P.
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Il metodo migliore dipende dalle finalità, i fattori che entrano in gioco sono:
tempi di esecuzione;
costi di bonifica;
necessità di non avere vincoli sul sito (per riconversione ad es.);
accessibilità/inaccessibilità dell'area per il periodo di bonifica;
Senza contare poi il procedimento giudiziario in corso.
Credo che non ci sia un intervento migliore a prescindere ma dipenda dalle esigenze.
Nella mia esperienza la procedura semplifica è poco semplificata anzi è del tutto sovraspponibile all'ordinaria ma forse nella tua zona è differente.
Nel caso di asportazione devi presentare la delimitazione della contaminazione i volumi previsti, gli impianti di destino, il trassportatore (tutti con le relative autorizzazioni). Devi indicare le modalità di collaudo, la cantieristica ed il cronoporgramma ed i costi previsti
saluti

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Grazie a tutti, cerco di chiarire il discorso dell'analisi di rischio...

l'area contaminata è stata posta sottosequestro dalle autorità perchè su di essa erano state svolte attività di stoccaggio di veicoli non autorizzate. La fonte di contaminazione è già stata rimossa (ovvero sono stati portati via tutti i rottami e sospesa ogni attività); l'area in questione fa parte di un autodemolitore e rappresenta l'unica superficie non pavimentata.
La prima cosa che ho fatto quando sono stato incaricato è stata quella di andare a parlare in Provincia e ho subito proposto la possibilità di una messa in sicurezza permanente. La loro risposta è stata quella che per fare questo avrei dovuto caratterizzare l'intero demolitore (e sotto la pavimentazione c'è sicuramente inquinamento) facendomi capire che non era la strada migliore da percorrere....

Per cui si è concordato di concentrare l'attenzione esclusivamente sull'area sequestrata, delimitarne i confini in due direzioni (le altre 2 sono già delimitate da un muro e da un capannone)e provvedere al ripristino del sito....

Per quanto riguarda i superi considerando le CSC per i siti industriali si sono rilevati valori di Rame e Zinco di circa 4000-5000 mg/kg, idrocarburi 6000 mg/kg, PCB 28 mg/kg...

Grazie a tutti per i consigli



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