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Iscritto: Apr 2009
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Ciao, Io preferisco fare prove in loco di cui ho almeno il controllo diretto della loro esecuzione. Se poi ci sono prove pregresse nelle immediate vicinanze tanto meglio. Tieni conto che le prove per il loro carattere puntuale hanno già dei limiti in partenza; in alcune zone poi le eteropie sono sempre dietro l'angolo. Per quel capanno cerca almeno di fare una prova penetrometrica più vicino possibile al sito di interesse, meglio ancora se in corrispondenza delle future strutture di fondazione; gli studi esistenti li puoi usare per caratterizzare megli l'area. Mi è capitato di ridurre la mia parcella pur di strappare al cliente l'esecuzione di almeno una prova. Il problema è che non esistono linee guida che indichino il tipo e la quantità di prove richieste in base all'opera; anche le NTC non danno indicazioni precise; tutto è lasciato alla sensibilità e alla professionalità del progettista/geologo. D'altro canto se un geologo ritiene che sulla base delle proprie conoscenze ed esperienze possa operare anche senza prove, prendendosi ovviamente tutte le responsabilità, chi può contraddirlo? Forse è per questo che l'Ordine non ha mai spinto molto sulla creazione di linee guida stringenti: si andrebbe probabilmente contro il concetto della capacità di giudizio del professionista. Ripeto io preferisco fare le prove anche a parziale detrimento della mia parcella. Saluti
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