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mccoy #85614 16/07/2010 11:25
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Salve a tutti, spero di non aver sbagliato sezione.
Qualcuno saprebbe spiegarmi la differenze fra pressione di suzione e pressione interstiziale?
grazie

mccoy #85630 16/07/2010 14:20
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In sintesi: nel tuo caso, avendo i G ogni 20 o 30 cm, procederei ad una caratterizzazione degli strati omogenei come si fa con la Cu ad esempio, ossia isolando vari strati omogenei, trattando i dati all'interno degli stessi e ricavando poi il Go,k per ogni strato omogeneo, degradandoli poi a G,k (la degradazione si potrebbe anche fare prima).





Proprio quello che faccio io

mccoy #85632 16/07/2010 14:26
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Se invece la G l'hai ricavata dalla Vs di prove geofisiche di superficie, è diverso, non hai un dettaglio tale che ti permette di seguire la citata procedura, raccomandata dalla letteratura autorevole, per cui 'arrangiarsi' con altri metodi tipo la media armonica e simili è più logico.



Ho fatto si ala geofisica che le DPSH, e tra le due onestamente, propendo per le seconde.

Comunque mccoy il confronto (impari) con te è davvero gratificante riesci a trasferire veramente nozioni e idee come nessuno e ti ringrazio per il tempo ti rubo.
E ovviamente per gli appunti e le teorie sul kh e kv sono eccezionali (compreso il tuo software)

m-d-l #85633 16/07/2010 14:53
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Scusate se mi intrufolo, devo togliermi un dubbio che mi ha fatto sorgere Michele Conti.
Cito:
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... aumentando la larghezza o la dimensione della fondazione aumenta il volume di influenza al di sotto della stessa e coinvolge per maggiore profondità la colonna al di sotto per cui con terreni compressibili potresti avere anche (diminuendo il carico unitario ma aumentando la zona di influenza) maggiori cedimenti

Non mi torna che un allargamento della fondazione mantenendo fisso il carico, con conseguente riduzione della pressione di contatto, possa con terreni compressibili portare a maggiori cedimenti.
Ho provato a fare delle simulazioni utilizzando l’equazione di Newmark riportata in Bowles a pagina 260 (metto il riferimento e mi risparmio la trascrizione).
Ho considerato un carico di 10000 kN distribuito su platee quadrate con lati di 10 m, 12 m e 14.14 m, e quindi con pressioni di contatto rispettivamente di 100.00 kPa, 69.44 kPa e 50 kPa. Questo in sintesi è ciò che viene fuori.




É vero che allargando la fondazione aumenta lateralmente il volume di terreno coinvolto, ma ai fini del cedimento ciò che conta è che si modifica il profilo verticale di pressione: ad una data profondità lo sforzo sarà minore perché è diminuita la pressione di contatto. Cedimenti inattesi si potrebbero verificare solo se lateralmente fossero presenti terreni più compressibili di quelli posti sotto la fondazione più stretta.

E’ così o mi sbaglio?


Saluti
Michele De Luca


Non è così semplificabile. Allargando la platea innanzitutto aumenti il carico (più cemento e più ferro). Certamente diminuisce il carico distribuito sulla fondazione, ma non è detto che diminuisca sul terreno. Inoltre lo scarico delle tensioni avviene al di sotto dei punti caratteristici che disegnano le tensioni non come un bulbo, ma come un trapezio (Viggiani) che si approfondisce in caso di aumento.
La teoria di winkler pone i cedimenti direttamente proporzionali alla larghezza della fondazione W = q B/ E
Quindi se aumenta la larghezza...
Infine non dimentichiamo una cosa: quando parliamo di trave intendiamo un reticolato dove le aree dei bulbi si sommano e le tensioni sono sempre inferiori alla platea la quale determina un miglior comportamento nei confronti dei cedimenti differenziali, ma non in quelli immediati

Ferry #85634 16/07/2010 14:59
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Ancora altra variabile è il carico netto. Con la trave (essendo più alta) approfondisci maggiormente il piano di posa e pur considerando il rinterro nella maggior parte dei casi si ha un carico netto più basso ripsetto ad un platea che in genere non supera i 40-60 cm di spessore

Ferry #85656 16/07/2010 23:38
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In genere i paragoni su cedimenti e dimensioni della fondazione si fanno a parità di pressione, o carico specifico areale e a parità di geometria e successione omogenea.

In questo caso poichè B compare al numeratore è evidente che i cedimenti devono necessariamente aumentare, rimanendo invariati gli altri termini.

Ma se teniamo il peso costante, Q diminuisce all'aumentare di B, e viene da chiedersi se l'influenza maggiore sul cedimento la abbia B o Q. Nel foglio di calcolo allegato si dimostra che, in una platea B*B, con Es= 50 MPa, I=1, mu=0.2, in condizioni del tutto semplificate, governa Q per cui se B aumenta l'effetto complessivo è quello di diminuire i cedimenti.

Forse questo voleva dire il manuale degli ingegneri di cui si parlava prima.

Immagini allegate
cedimenti-B-Q.zip (3.21 KB, 63 download)

"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
mccoy #85665 17/07/2010 07:00
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considerazioni corrette ma se l'aumento della zona di influenza coinvolge terreni inferiori più compressibili o se i terreni sono compressibili e governa il cedimento secondario ed il creep?


michele conti
fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
michelec #85666 17/07/2010 08:37
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Originariamente inviato da: michelec
considerazioni corrette ma se l'aumento della zona di influenza coinvolge terreni inferiori più compressibili o se i terreni sono compressibili e governa il cedimento secondario ed il creep?


La situazione non cambia, ed è quello che ho cercato di mostrare con il grafico. Il punto è che si parte dall'assunto che il carico rimanga fisso. In questa ipotesi, allargando la fondazione, il carico unitario trasmesso ovviamente diminuisce.

Emulo mccoy e allego anche io un foglio excel come esempio.

Quello che osservo è che se la zona attiva di una fondazione con B=10m è, diciamo, 2*B= 20m, a questa profondità lo sforzo (nell'esempio allegato) è di 10.81 kPa; mentre per una fondazione di area doppia, con B=14.14 m, la zona attiva sarà 2*B = 28.28 metri e lo sforzo corrispondente a questa profondità sarà 5.50 kPa, perché il raddoppio dell'area della fondazione ha dimezzato il carico unitario.
Sempre con riferimento all'esempio postato, a 28 metri di profondità lo sforzo corrispondente alla fondazione con B=14.14 m è comunque più basso di quello della fondazione con B=10m.


Michele De Luca

Immagini allegate
profili_pressione.zip (21.18 KB, 44 download)
Ultima modifica di m-d-l; 17/07/2010 08:38.

How many years can a mountain exist/
before it is washed to the sea?
michelec #85669 17/07/2010 09:27
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considerazioni corrette ma se l'aumento della zona di influenza coinvolge terreni inferiori più compressibili o se i terreni sono compressibili e governa il cedimento secondario ed il creep?


michele, ovviamente l'esempio vale per semispazio omogeneo elastico e rimanendo nell'ambito della teoria dell'elasticità.

Per questo il manuale degli ingegneri sbagliava (se non p stato frainteso), faceva di un caso particolare una regola generale.



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m-d-l #85670 17/07/2010 09:27
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non hai risposto alla seconda parte del quesito!!! ced secondari e creep nel caso si coinvolgano terreni compressibili prima solo marginalmente interessati


michele conti
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