Scusate se mi intrufolo, devo togliermi un dubbio che mi ha fatto sorgere Michele Conti.
Cito:
... aumentando la larghezza o la dimensione della fondazione aumenta il volume di influenza al di sotto della stessa e coinvolge per maggiore profondità la colonna al di sotto per cui con terreni compressibili potresti avere anche (diminuendo il carico unitario ma aumentando la zona di influenza) maggiori cedimenti
Non mi torna che un allargamento della fondazione mantenendo fisso il carico, con conseguente riduzione della pressione di contatto, possa con terreni compressibili portare a maggiori cedimenti.
Ho provato a fare delle simulazioni utilizzando l’equazione di Newmark riportata in Bowles a pagina 260 (metto il riferimento e mi risparmio la trascrizione).
Ho considerato un carico di 10000 kN distribuito su platee quadrate con lati di 10 m, 12 m e 14.14 m, e quindi con pressioni di contatto rispettivamente di 100.00 kPa, 69.44 kPa e 50 kPa. Questo in sintesi è ciò che viene fuori.
É vero che allargando la fondazione aumenta lateralmente il volume di terreno coinvolto, ma ai fini del cedimento ciò che conta è che si modifica il profilo verticale di pressione: ad una data profondità lo sforzo sarà minore perché è diminuita la pressione di contatto. Cedimenti inattesi si potrebbero verificare solo se lateralmente fossero presenti terreni più compressibili di quelli posti sotto la fondazione più stretta.
E’ così o mi sbaglio?
Saluti
Michele De Luca