Relativamente al progetto C.A.S.E., segnalo che in rete ho trovato alcune indagini geognostiche a cura della PC, dell'AGI e della facoltà di ingegneria dell'Aquila che allego. In rete purtroppo non c'è più traccia del pdf completo.
L'indagine di Pettino (nuovo campus universitario)è buona, come pure le altre.
Si tratta comunque di un gruppo di geotecnici (gruppo del prof. Marchetti) che studia il dilatometro e presenta articoli sullo stesso da decenni e attinge a budget consistenti.
Dando un'occhiata alle dilatometrie della prima presentazione (cese di Preturo) noto un modulo edometrico di 25-30 MPa, e questo mi rende molto perplesso.
Ossia, prove di laboratorio in quel tipo di limi all'AQ gneralmente risultano in moduli edometrici 5 volte minori di quelli segnalati (5-6 MPa), nel gradino di carico di interesse (100-200 kPa).
Chi sbaglia? Il dilatometro? Le prove di laboratorio? entrambi? nessuno ? Disturbo delle prove? Procedura dui determinazione sbagliata?
questo aspetto della differenza tra dilatometro ed edometrie vine lamentato anche da altri colleghi. Il dilatometro tende ad essere ottimista.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
sono d'accordo comunque fare solo DTM non è corretto le prove vanno incrociate specie le indirette guarda solo le differenze tra i moduli di una edometrica e una CPTU!!!
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
riguardandole meglio (le tue osservazioni mi hanno spinto a farlo) ho notato che (un caso) le argille sono CH molto deformabili (smorzano molto) e vedi Cu di 200 KPA (strano) non vedo edometriche o almeno limiti
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
Nella pubblicazione PEER dell'Università della California / Barkley intitolato: "Numerical Modeling of the Nonlinear Cyclic Response of Shallow Foundations" si fa riferimento (per il calcolo della capacità portante delle fondazioni superficiali in condizioni sismiche) ai coefficienti di P&P (1997) usati anche per i terreni coesivi, modificando il fattore nel seguente modo: Vi = gamma*kh*(B/cu)
Nella pubblicazione PEER dell'Università della California / Barkley intitolato: "Numerical Modeling of the Nonlinear Cyclic Response of Shallow Foundations" si fa riferimento (per il calcolo della capacità portante delle fondazioni superficiali in condizioni sismiche) ai coefficienti di P&P (1997) usati anche per i terreni coesivi, modificando il fattore nel seguente modo: Vi = gamma*kh*(B/cu)
... gli altri coefficienti sono: Vh = (1-Kh/0,85)^3 (sia per terreni coesivi che incoerenti) Ve = (1-(2*l*Kh/B))^1,8 (sia per terreni coesivi che incoerenti)