Originariamente inviato da: Ferry
e che dovremmo dire noi uomini che versiamo ogni anno 44 euro di contributo di maternità fisso per non vedere un becco di un quattrino nemmeno conteggiato sulla pensione.


Il concetto "maternità" è da rivedere: continuo ad affermare che questa cosa va vista nell'ottica della famiglia e del nascituro in particolare. Quest'ultimo ha diritto ad avere il supporto psicologico e fisico della sua mamma. Riporto il mio post:
"L’indenizzo per la maternità è regolato dalla legge n.379/90, secondo la quale la misura dell'indennità è pari all'80% di 5/12 del reddito percepito e denunciato dalla professionista nel secondo anno precedente quello del parto.
[...]
Attualmente la maternità viene vissuta come un ostacolo verso la Professione e non un valore aggiunto quale dovrebbe essere in realtà.
Vogliamo quindi sollecitare – nelle sedi opportune (CNG, EPAP in primis) – un adeguamento di quelle misure che devono essere viste non soltanto a sostegno della donna, ma soprattutto della famiglia e dei bambini.

Tali misure devono andare nella direzione indicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, o World Healt Organization, WHO) che vorrebbe in 6 mesi il periodo di allattamento esclusivo e 2 anni per quello complementare per una corretta crescita del neonato. Per andare verso questa direzione è necessario che il periodo dedicato alla crescita del neonato (al momento soltanto 3 mesi!) sia prolungato e che l’indennizzo – in un periodo in cui le voci di spesa sono in aumento – venga incrementato.
In che direzione L'EPAP (alla cui base ci sono gli stessi geologi iscritti agli Ordini Regionali) potrebbe muoversi? Tracciamo soltanto alcuni esempi:
* Incremento della quota di maternità (contributo di maternità);
* Accedere alle risorse disponibili in bilancio all’EPAP;
* Istituzione di un fondo integrativo assicurativo.


Come si può osservare, integrando la quota di maternità si può cercare di elevare anche il sostegno alla famiglia.
Tanto più che spesso il lavoro del geologo può avere connotazioni di pericolosità specifiche e spesso elevata mobilità: la donna deve essere tutelata per il bene del bambino e della famiglia stessa.
Ricordiamo che abbiamo anche un compito sociale, oltre che professionale: non siamo solo geologi!