del reticolo abbiamo abbondantemente discusso tempo fa parlando di travi equivalenti per poi arrivare alle conclusioni da te riportate che condivido pienamente. l'unico problema è la conoscenza delle caratteristiche del volume significativo che diventa molto grande per reticoli di una certa dimensione. e qui diventa fondamentale l'interazione con lo strutturista per la conoscenza di quali sforzi e dov si verificano nel reticolo per poi eventualemente fare verifiche mirate su una singola trave equivalente e controllare azioni e resistenze.
il discorso diventa interessante e lo abbiamo affrontato solo parzialmente per la parte che attiene ai cedimenti (K Winkler) mi sembra comunque che questo approccio lineare sia un po troppo seplicistico e non enga conto che in una successione puoi avere terreni granulari che si comportano elasticamente (entro precisi range di deformazioni) e terreni a comportamento coesivo dove l'elasticità interviene solo per il cediemnto immediato.
altro discorso sempre per sviscerare il problema è quello del contenuto d'acqua che fa variare la resistenza al taglio e in condizioni sismiche può portare ad eccessi di pressione.
di carne al fuoco ve ne è una caterva.


michele conti
fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza