Allego anche per maggiore chiarezza i dati della stratigrafia e quelli della MASW sistemati meglio. Il collega che ha eseguito e interpretato la MASW ha anche seguito il sondaggio per cui è stato piuttosto realistico nell'interpretazione.
Il contrasto di impedenza tra riporto-copertura e arenarie siltiti a 3 m circa è forse sovrastimato dalla MASW, l'inversione con i microtremori qui darebbe un picco di ampiezza molto maggiore, mentre la frequenza di risonanza è proprio quella.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
comunque gli spessori son max 3.0 m e pure con contrasto di impedenza molto forte per me è al limite tra un B ed un A. quei tre metri sono poco significativi fossero stati da 6 a 10 allora mi sarei preoccupato
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
In effetti qui per 1 m non siamo in A, dato che il piano di posa delle fondazioni rispetto al piano di rilievo MASW e HVSR è a -4 m, per cui degli 8 m di sovra-bedrock, 4 sono da tagliare e 4 rimangono, facendo rientrare la categoria di suolo in S2 e non in B. L'esecuzione dell'HVSR è una elegante maniera di uscire dall'S2 rimanendo in una botte blindata.
Vi dirò pure che degli altri colleghi qui nessuno che io sappia si sta ponendo questi dubbi, anzi molti calcolano ancora la Vs30 dal piano di campagna e non dal piano di posa delle fondazioni. Queste cose mi fanno rabbrividire, perchè ormai è passato almeno 1 anno dalla messa in pratica dell'applicazione delle norme.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
hai ragione però nella situazione particolre che abbiamo visto con il tuo esempio fare un terzo livello e come sparare ad una mosca con un cannone. bene hai fatto ad uscirne elegantemente
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
Eh certo, sono d'accordo, in questa situazione si poteva uscirne anche in maniera sciatta ma nessuno ci avrebbe fatto caso, almeno dalle mie parti e da molte altre.
Ma la possibilità di un pignolo burocrate incombe sempre, specie se il progetto è importante e sappiamo a priori che sarà facilmente controllato. E specie se il controllore ha letto questo thread.
Un 3° livello in questa situazione dal punto di vista geologico sarebbe stato moltofacile da gestire, dato che abbiamo il bedrock a soli -4 m, per cui il modello è molto, molto semplice.
Certo avrei fatto imbestialire il progettista, che io sappia il MIDAS da queste parti è una specie ancora da classificare. Ricordo che l'edificio è esistente, pe rcui impossibile approfondire il piano di posa di 1 m.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
Ne ho parlato spesso, ma non ho mai postato un esempio su come trasformare una scomoda S2 in altra classe canonica come la B, ad esempio. In questo allegato, nel grafico in alto tratto da uan MASW, vedete che 8 m di Vs<800 sul resto della successione >800 non trovano collocazione secondo la tabella 3.2.II NTC.
Ma poichè i 2 rilievi HVSR eseguiti nello stesso sito esibiscono soltanto una modica amplificazione a frequenze che vanno da 15 a 19 Hz e pertanto verosimilmente al di fuori di quelle dell'edificio, possiamo secondo lo stato dell'arte escludere una classe S2 che comporterebbe un dubbio su una possibile deleteria amplificazione locale.
E poichè l'edificio esiste già, i suoi modi vibrazionali sono stati misurati con lo stesso strumento ed hanno come ci si aspettava frequenze minori (4 e 7 Hz), possiamo con tutto il rigore tecnico-scientifico possibile asserire che non siamo in uan classe pericolosa ed adottare la B non è a sfavore di sicurezza.
Ciao McCoy, ho uno dubbio.
Una volta stabilito che la categoria di suolo è S2, secondo la normativa occorre definire l’azione sismica attraverso specifiche indagini. Vale a dire che la procedura semplificata non può più essere usata, poiché gli spettri di risposta forniti dalla normativa non sono più in grado di descrivere in modo affidabile l’azione sismica.
Ora, è vero che con le misure HVSR si può stabilire che l’amplificazione interesserebbe frequenze molto differenti da quella dell’edificio, ma questo ci dice solo che l’edificio non andrebbe in risonanza. Non ci dice invece il valore dell’azione sismica da usare per le verifiche.
Quindi, se non posso utilizzare gli spettri di risposta della normativa perché sto in S2, e d’altra parte non faccio un’analisi di terzo livello, come farò a quantificare l’azione sismica?
Ai fini del calcolo dell’azione sismica tu hai classificato il sottosuolo passando in pratica a una categoria B dopo aver verificato le frequenze, ma con quali argomentazioni hai dimostrato che gli spettri di risposta della normativa sono ancora validi?
Saluti Michele De Luca
How many years can a mountain exist/ before it is washed to the sea?
Ciao Mccoy, non sono un esperto in materia per cui corro il rischio di essere banale, ma mi tormenta un dubbio.
Nell'esempio da te citato, per escludere la categoria S2, ti è bastato appurare che il picco di risonanza non si sia verificato in corrispondenza della frequenza fondamentale di vibrazione dell'edificio.
Ma se il moto di riferimento avesse contenuto energetico concentrato in corrispondenza di 15-19 Hz, non assisteremmo certo a fenomeni di doppia risonanza, ma in ogni caso l'edificio non sarebbe soggetto a fenomi amplificativi legati al fatto che il contenuto in frequenza del moto sismico comprenda il picco di risonanza rilevato?
...Ai fini del calcolo dell’azione sismica tu hai classificato il sottosuolo passando in pratica a una categoria B dopo aver verificato le frequenze, ma con quali argomentazioni hai dimostrato che gli spettri di risposta della normativa sono ancora validi? Saluti Michele De Luca
La logica del metodo che ho seguito è stata suggerita molti posts fa da Marco Mucciarelli ed è la seguente, da em parafrasata : in tabella 3.2.II è bene specificato che in categoria B ci deve essere un graduale miglioramento delle proprietà meccaniche. Graduale perchè un miglioramento brusco sarebbe sinonimo di contrasto di impedenza, che creerebbe riflessioni multiple= risonanza ad una certa frequenza. Questa è la logica presente anche nelle descrizioni di altre categorie. Se l'inconveniente temuto non sussiste e io posso dimostrarlo, allora di conseguenza non esiste neanche la necessità cautelativa di classificare il sottosuolo in S2. In precedenza i metodi per verificare la sussistenza di fenomeni potenzialmente deleteri di doppia risonanza non c'erano, o erano molto costosi e non applicabili nella routine professionale. Adesso ci sono, sono economici e con ragionamenti tecnicamente impeccabili simili al precedente posso utilizzare lo stato dell'arte per decidere che non c'è motivo di ricorrere all'analisi numerica rigorosa poichè il paventato contrasto d'impedenza non c'è e se c'è non interessa i modi di vibrare dell'edificio essitente o di progetto.
Tutto questo non è scritto nella legge, ma abbiamo detto anche tante volte che in quel punto al legge fa una confusione che non finisce. E ahimè, questa volta la confusione parte dall'EC8 e non dalle NTC.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
Ciao Mccoy, non sono un esperto in materia per cui corro il rischio di essere banale, ma mi tormenta un dubbio. Nell'esempio da te citato, per escludere la categoria S2, ti è bastato appurare che il picco di risonanza non si sia verificato in corrispondenza della frequenza fondamentale di vibrazione dell'edificio. Ma se il moto di riferimento avesse contenuto energetico concentrato in corrispondenza di 15-19 Hz, non assisteremmo certo a fenomeni di doppia risonanza, ma in ogni caso l'edificio non sarebbe soggetto a fenomi amplificativi legati al fatto che il contenuto in frequenza del moto sismico comprenda il picco di risonanza rilevato? Grazie
Ovvio che questo dipende dall'intensità del macrosisma, ma la fisica di base ci insegna che un segnale anche molto forte ad una frequenza diversa da quella del sistema oscillante non è in grado di produrre oscillazioni di ampiezza paragonabile a quelle prodotte da un segnale di intensità anche minore ma della medesima frequenza del sistema, il sistema si autoalimenta se c'è risonanza.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
Ciao Mccoy, non sono un esperto in materia per cui corro il rischio di essere banale, ma mi tormenta un dubbio. Nell'esempio da te citato, per escludere la categoria S2, ti è bastato appurare che il picco di risonanza non si sia verificato in corrispondenza della frequenza fondamentale di vibrazione dell'edificio. Ma se il moto di riferimento avesse contenuto energetico concentrato in corrispondenza di 15-19 Hz, non assisteremmo certo a fenomeni di doppia risonanza, ma in ogni caso l'edificio non sarebbe soggetto a fenomi amplificativi legati al fatto che il contenuto in frequenza del moto sismico comprenda il picco di risonanza rilevato? Grazie
Ovvio che questo dipende dall'intensità del macrosisma, ma la fisica di base ci insegna che un segnale anche molto forte ad una frequenza diversa da quella del sistema oscillante non è in grado di produrre oscillazioni di ampiezza paragonabile a quelle prodotte da un segnale di intensità anche minore ma della medesima frequenza del sistema, il sistema si autoalimenta se c'è risonanza.
Si certo questo è chiaro, scusa se insisto, ma proprio per questo mi chiedevo, nel caso in cui per sistema oscillante si intenda soltanto il sottosuolo, se la frequenza del segnale sismico in ingresso (15-19 Hz) dovesse coincidere con la frequenza caratteristica di risonanza del sito, non avremmo un fenomeno di risonanza, con una modifica in ampiezza del moto sismico di cui tener conto?
Voglio dire, dal punto di vista teorico, correggimi se sbaglio, il picco di risonanza da te rilevato dovrebbe rappresentare il punto di massimo assoluto della funzione di trasferimento ottenuta dal rapporto tra lo spettro di Fourier del moto sismico alla superficie del terreno e quello in corrispondenza del bed-rock, il cui modulo, funzione di amplificazione, indica quali componenti del moto sismico, nel passaggio attraverso il terreno, sono state amplificate e quali, invece, smorzate.
Oppure ha senso parlare di amplificazione soltanto in corrispondenza di frequenze di interesse ingegneristico?