La discussione è stimolante e da tempo mi piaceva riproporre il problema della valutazione non solo litologica ma anche di parametrizzazione geotecnica mediante correlazioni da penetrometrie statiche e dinamiche. Dirigendo un laboratorio noto che i parametri, specie in termini di sforzi efficaci, hanno ben poco a che vedere con i valori dedotti dalle correlazione in uso per prove penetrometriche che poi, mantengono il grande limite di considerare i terreni come esclusivamente "attritivi" o "coesivi". In generale si osserva che per i materiali prevalentemente argillosi e plastici si osservano valori dell'angolo di attrito molto bassi con valori della c' prossimi a zero e di f' mai superore a 20° valori che non vengono mai fuori dalle correlazioni, va decisamente meglio con la valutazione della Cu che anche se in generale sovrastimata si avvicina al valore rilevato mediante prove di laboratorio.
Spesso nella professione, chiedo a che mi esegue la penetrometria di prelevare campioni mediante l'infissione di fustelle tipo Shelby che ad es. con il Pagani, ma penso anche con altri strumenti, si riescono a spingere fino a 3-4 m dal p.c. ottenendo campioni con basso grado di disturbo a costi modesti.


Chi confida nel Signore è come il monte Sion: non vacilla, è stabile per sempre.