Infatti le ristrettezze economiche rendono difficile strappare anche qualche prova penetrometrica figuriamoci un sondaggio di taratura. Nella mia esperienza molto dipende anche dal rapporto che si ha con il progettista e dalla considerazione che quest'ultimo ha del lavoro del geologo. I progettisti più giovani sono in media più propensi a starci a sentire e a farsi consigliare. Sta poi a noi dimostrargli che le prove che chiediamo sono fondamentali per una corretta progettazione. Io personalmente trovo soddisfazione nell'indagare i terreni e per questo mi sono scontrato con il problema della correlazione stratigrafica con le CPTm; vorrei che le mie relazioni avessero un minimo di valenza "scientifica", anche se tra certi miei colleghi questo termine ha un significato negativo (inutile perdita di tempo tipica di chi venendo dall'università ragiona ancora in modo accademico). Per me le prove geognostiche sono la base per qualunque tipo di modellazione del terreno e per questo ritengo che debbano essere le più affidabili possibili, a costo di rimetterci qualcosa di parcella (es punta elettrica al posto di quella meccanica).
Ciao a tutti