.....ok.....concordo.......infatti per chi non lo sapesse le torri eoliche in genere hanno fondazioni a platea con dimensioni anche decametriche (=bulbi di tensione che scaricano ad elevata profondità); le strutture fondali oltre a garantire l'equilibrio al ribaltamento, hanno la funzione di trasferire al piano di sedime i carichi dovuti essenzialmente all'azione del vento; il Ns compito è garantire lo SLU e lo SLE di queste strutture........che non sono "statiche", ma hanno spesso elevati momenti(ruotano con velocità discontinua sul proprio asse orizzontale e in funzione della direzione del vento a loro volta si spostano sull'asse verticale tramite un motore).....se il sottosuolo presenta materiali liquefacibili......livelli cedevoli (magari lenti di ghiaia e argilla).....sono posizionate in luoghi collinari (=verifica stabilità).....è la Ns competenza geologica e "geotecnica" a suggerirci cosa fare.......

Qualche anno fa ho collaborato al progetto di una decina di torri eoliche nelle Marche (poi niente....come dice Michelec....sono arrivate società spietate che usano colleghi come carta da c...); per dare un'idea delle masse in gioco e della logistica: altezza torre 90m e rotore con 3 pale di diam. 104m; tra una fila e l'altra gli aerogeneratori erano distanziati di centinaia di metri uno dall'altro in area collinare con morfologia abbastanza complessa.....

.... ogni struttura è stata trattata pertanto come un caso geotecnico singolare!

.....in questi casi, chi intende usare il DL30......pocket penetrometrini......tromografini (il "biscottino" come lo chiama il Prof.Aiello)......ecc. ecc.......avrà poco da divertirsi.....a meno di un improbabile botta di c..o (roccia granitica con GSI>75-80 senza coltre di alterazione.....senza falda........)


..il geotecnico, a differenza dello strutturista, è costretto a utilizzare i materiali che rinviene in sito e ha solo possibilità relativamente limitate di migliorarne le caratteristiche meccaniche...