Ciao,
il controllo dovrebbe venire dai professionisti fruitori delle analisi. Purtroppo è molto difficile "cuccare in castagna" l'eventuale laboratorio falsificatore. Occorre un esperienza diretta nell'esecuzione delle prove e neppure basta.
Io per più di un anno ho lavorato in un laboratorio dove se i risultati non erano "belli" venivano corretti a tavolino...
Un esempio: nelle prove di taglio diretto, invece che fornire le coordinate dei punti di rottura come vorrebbe la prassi, ci si ostinava a fornire le curve, magari rendendole "belle" come quelle dei libri...
Inoltre con le argille molto compatte è quasi impossibile preparare campioni (per taglio edometro ecc.) senza creare un forte disturbo. In questi casi sarebbe più corretto comunicare al committente l'impossibilità di eseguire la prova; invece si preferisce eseguirla fornendo poi valori presi dalla letteratura. Mi fermo ma potrei andare avanti....
Il problema è che dalle mie parti si continua a lavorare per esperienza... e l'affidabilità delle prove non interessa poi tanto.