Killer.....uno dei problemi di fondo.......è che i laboratori sono delle imprese......come tali seguono le leggi del mercato.....
......il dubbio di dati fasulli in certe occasioni.......li ho avuti ancora anch'io.......se confrontati con i dati delle prove in situ alla medesima profondità ........ma sai.....è difficile poi avere la certezza che sia colpa di questo o di quel motivo, come saprai i motivi possono essere tanti e anche legati alla scarsa professionalità del tecnico geologico di cantiere (es. non andare in cantiere a seguire il sondaggio) e all'impossibilità reale di ottenere campioni "perfettamente indisturbati"........è chiaro che dietro a questi motivi (più o meno veri) i laboratori si nascondono.......questo però le associazioni delle loro categorie non lo dicono.......
MOTIVI PRECEDENTI ALLE ANALISI DI LABORATORIO:
- quelli legati all'attrezzatura e alla professionalità della ditta esecutrice e del geologo in cantiere (che si può cercare di limitare seguendo le indicazioni AGI 1977 e la propria esperienza): scelta di un campionatore non idoneo al tipo di terreno (dovrebbe essere il geologo che lo sceglie); rivestimento foro; diametro del campionatore troppo piccolo (deve essere il geologo che lo sceglie in base alla sua esperienza e al tipo di prova di lab. che vuole fare);campionatore senza pulizia o manutenzione(es. valvola di sfogo intasata);campionamento mal realizzato e sbrigativo(questo è legato all'esperienza e professionalità dei sondatori; il geologo di cantiere come direttore lavori nei casi di errore grossolano, quali ad es. l'infissione oltre la lunghezza del campionatore, non deve accettare il campione); conservazione del campione (il geologo di cantiere deve esigere sempre la sigillatura agli estremi paraffinata....non ce l'hanno, l'hanno dimenticata.....si ferma il sondaggio.....li si manda a comprarla o a prenderla al loro magazzino); trasporto del campione senza cura al laboratorio (es. buttato sul cassone del furgone senza fissarlo; lasciato tutta la giornata in inverno a temperature sotto lo zero......; ecc. ecc.)
- quelli legati alle alterazioni ambientali (condizione dell'elemento di suolo prima e dopo il prelievo) che è solo possibile limitare: stato tensionale; contenuto d'acqua; indice dei vuoti; disturbo alla struttura; variazioni chimiche;ecc.
MOTIVI LEGATI ALLA PROFESSIONALITÃ del LABORATORIO:
- estrusione del materiale dal campionatore
- preparazione del provino
- non rispetto degli standard della prova o delle richieste specifiche del geologo
- rielaborazione dei dati con software dedicati
E' chiaro che pertanto che la sovrapposizione di tutti i sopraccitati errori può portare a risultati.....anche assurdi......
......perciò le prove in situ su materiale sciolto......se fatte bene e di tipo continuo come le CPTE/U.......spesso possono fornire parametri (a patto di avere attrezzature con adeguata manutenzione, taratura e calibrate regolarmente), anche se di minor rigore scientifico (ma migliori delle CPTm, grazie alla presenza di sensore per la misura della velocità della punta e dell'inclinometro, e per le U anche la pressione interstiziale)......e semi-empirici........che possono essere anche più "caratteristici" di 2-3 campioni da laboratorio (quando il budget lo permette) prelevati lungo una singola verticale a carotaggio continuo.....che portino in carico già tutta una serie di errori sistematici di prelievo, sigillatura e trasporto al laboratorio.......
......certo un'altro problema è avere fornitori di prove CPTE/U che garantiscano "attrezzature con adeguata manutenzione, taratura e calibrazione regolare"........e stesso discorso per le CPTm dove mi è capitata una ditta (forse la più assurda) che è arrivata in cantiere con manicotto della punta Begemann bloccato (arrugginito).......e già li m'incazz.........montano la cella di carico che presenta il visore a cristalli liquidi con un'alone di umidità ........accendono la cella di carico e compaiono numeri ostrogoti......è chiaro che in queste condizioni..........non avendo fiducia nell'attrezzatura (che dopo 30min al sole e una intera bomboletta di spray sbloccante sembrava funzionare) ho preferito cautelativamente la più classica e "grezza" DPSH (rivestita)..........