Parliamo di studio della stabilità generale del versante. Qundi di qualcosa che non solo include il volume significativo, inteso sotto il profilo delle sollecitazioni indotte dal carico applicato, bensì di un'analisi geomorfologica e nella fattispecie anche di stabilità del versante a monte e a valle. Primo par di capire che esiste una zona di nicchia ( dove si è costituita la prima fase del fenomeno franoso di tipo rotazionale ) a monte e di una succcessiva colata dovuta al decadimento delle caratteristiche geotecniche dei terreni coinvolti per alcune centinaia di metri a valle. Inizia a dimensionare questa area rispetto alla posizione dell'opera in progetto. Dovresti a quel punto fare delle verifiche di stabilità che ti consentano di capire qual'è il valore del fattore di sicurezza più basso. In una fase successiva ripetere le analisi con e senza carico applicato dell'opera incrementando l'estensione a monte e a valle rispetto ai profili precedenti. Se in questa successiva analisi denoti che il fattore di sicurezza tende ad aumentare , rispetto ai valori trovati precedentemente per l'area interessata, allora puoi a quel punto fermare l'implementazione. Sempre che ovviamente ottieni valori del fattore di sicurezza superiori ad 1,3; questo perchè ti potresti in teoria trovare in una condizione locale ( nel senso prossima all'opera) in condizione di equilibrio precario e nel contempo avere valori del F.S. poco rassicuranti anche a distanza. Certo con una frana che interessa già di per se, tra nicchia e cumulo alcune centinaia di metri, quindi in condizioni di equilibrio precario e con la collocazione di un'opera comunque atta ad appesantire il versante, la cosa è da valutare con attenzione e magari con l'aiuto di un collega di riconosciuta esperienza in materia. Le argille varicolori sono brutte bestie... Ricordati di inserire anche i valori delle accelerazioni sismiche massime attese. In quel tipo di terreni, i fattori di sicurezza, tendono a cambiare sensibilmente.
Saluti