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L'abbiamo già detto più volte in questi post: allo stato attuale prove CPT non danno ottimi risultati nei terreni intermedi.

Se si devono eseguire 2 o 3 CPTU, a velocità diverse, in condizioni di terreni intermedi, meglio eseguire un carotaggio continuo, con tanto di analisi granulometrica



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Originariamente inviato da: Ferry
L'abbiamo già detto più volte in questi post: allo stato attuale prove CPT non danno ottimi risultati nei terreni intermedi.


Dalle mie parti si dice "grazie, graziella e grazie al c..o". sick
Avere una indicazione più precisa sulla % di insuccesso della prova ti sembra poco? Altro che "non danno ottimi risultati".............è meglio non tenerli in considerazione del tutto........... smile

Originariamente inviato da: Ferry
Se si devono eseguire 2 o 3 CPTU, a velocità diverse, in condizioni di terreni intermedi, meglio eseguire un carotaggio continuo, con tanto di analisi granulometrica


Obvious!......ma se leggevi i riferimenti in allegato..........capivi che Boulanger & c. stanno cercando di trovare la velocità idonea per farlo con una sola CPT!!!
......ma forse questi piccoli sofismi accademici agli utilizzatori delle tecniche, non interessano..... cool

...........avresti anche notato che i Ns ricercatori italiani, con questa nuova tecnica non hanno ottenuto grandi risultati.....e che la mia era una critica per dire che come al solito gli accademici sono sempre lontani dalla praticità nelle cose..........

Rimarco in ogni caso l'importanza che la comunità scientifica si stia interessando al problema..........







..il geotecnico, a differenza dello strutturista, è costretto a utilizzare i materiali che rinviene in sito e ha solo possibilità relativamente limitate di migliorarne le caratteristiche meccaniche...
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Originariamente inviato da: Luca_76
[quote=Ferry]L'abbiamo già detto più volte in questi post: allo stato attuale prove CPT non danno ottimi risultati nei terreni intermedi.

Dalle mie parti si dice "grazie, graziella e grazie al c..o". sick
Avere una indicazione più precisa sulla % di insuccesso della prova ti sembra poco? Altro che "non danno ottimi risultati".............è meglio non tenerli in considerazione del tutto........... smile

E' una opinione discutibile: il fatto che non diano risultati ottimali non è detto che non si possano tarare per località. Ma anch'io personalmente non mi fiderei troppo

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Originariamente inviato da: Ferry
Se si devono eseguire 2 o 3 CPTU, a velocità diverse, in condizioni di terreni intermedi, meglio eseguire un carotaggio continuo, con tanto di analisi granulometrica

Obvious!......ma se leggevi i riferimenti in allegato..........capivi che Boulanger & c. stanno cercando di trovare la velocità idonea per farlo con una sola CPT!!!
......ma forse questi piccoli sofismi accademici agli utilizzatori delle tecniche, non interessano..... cool




Se fossi meno agitato avresti capito che il problema della ricerca mi interessa e come (visto che è più di un mese che sto (stiamo) dibattendo sul problema della taratura. Il mio rammarico è che anziché Boulanger, Robertson, Schmertmann, etc. Vorrei finalmente leggere un lavorio serio di ricerca con le correlazioni del "Prof. Esposito" per le vulcanoclastiti Campane e del "Prof. Brambilla " per le alluvioni padane. E non solo per CPT e CPTU, ma anche per DPSH

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Originariamente inviato da: Luca_76


...........avresti anche notato che i Ns ricercatori italiani, con questa nuova tecnica non hanno ottenuto grandi risultati.....e che la mia era una critica per dire che come al solito gli accademici sono sempre lontani dalla praticità nelle cose..........

Rimarco in ogni caso l'importanza che la comunità scientifica si stia interessando al problema..........



I nostri ricercatori non solo non hanno ottenuto risultati con gli intermedi, ma non hanno fornito alcuna correlazione locale ne con i coesivi ne con gli attritivi (In realtà qualche temerario ci sta provando tra mille difficoltà). E fino a che useremo le correlazioni testate su argille della Lousiana o su sabbie della California credo che la precentuale di attendibilità è di poco superiore al 50%-70%

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Ciao a tutti,
Comunque sia qualcosa è saltato fuori rispetto al deserto che credevo quando ho aperto la discussione. In effetti manca ancora un risvolto pratico che permetta al geologo di interpretare la stratigrafia con un minimo di attendibilità (in particolare con le CPTm che al momento sono ancora le più utilizzate in pianura padana). Al momento, come sospettavo all'inizio, è emerso che eseguire solo prove penetrometriche senza tarature da sondaggi può portare ad errori non indifferenti nell'analisi stratigrafica. Dal documento che ha postato Luca sulla situazione europea è emerso chiaramente (come del resto penso anche io) come in Italia la richiesta di CPT di qualità sia molto bassa; questo come rimarcavo nei giorni scorsi è direttamente legato alla scarsa richiesta di qualità delle relazioni. Il fatto che i miei colleghi più anziani sembrano non essersi mai posti il problema è legato al fatto che non hanno mai dovuto seriamente scontrarsi con esso. Se le CPT non danno i risultati attesi non importa, tanto so che in quel posto la res del terreno è 1 kg/cm2 e avanti così... Speriamo che con le nuove norme le cose migliorino sempre più.
Mi piacerebbe sentire anche le esperienze di altri. Come vi siete regolati sino ad oggi? Avete interpretato seguendo le carte in letteratura o vi siete creati delle correlazioni ad hoc sulla base dell'esperienza?

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L'unica indagine più accreditata per ricavare la stratigrafia è il carotaggio continuo (anche se qualcuno griderà al grazie al c...o, sembra che non tutti ne siano convinti).

Le prove penetrometriche (CPT, CPTU, CPTE, DPSH) possono solo fornire una scarsa, media, buona correlazione sulla base delle conoscenze pregresse del tecnico (esperienza locale) con dati, carotaggi, trivellazioni (già eseguiti nella località). In breve con una: TARATURA LOCALE.
La taratura stratigrafica è abbastanza fattibile. Quella geotecnica dipende da quanto detto in questo post. Occorrerebbero una gran mole di dati (su una determinata località), corrette procedure standardizzate di prove e dati, ricavare funzioni matematiche e/o empiriche affidabili

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....ok Ferry. Su questo concordo.
Nel frattempo ti consiglio spassionatamente di fidarti poco o nulla delle correlazioni stratigrafiche, soprattutto in terreni con depositi a tefra cineritici o a lapilli.....anche se tarate da te localmente.....in considerazione del fatto che i materiali durante l'azione meccanica di avanzamento della punta (a differenza dei materiali granulari a singolo clasto senza tessitura vescicolare quali quelli studiati dai soliti Robertson & c.) possono frantumarsi, producendo alterazioni volta per volta nei valori qc/fs rendendo difficile la riproducibilità del dato di correlazione. Questo si riflette anche sui parametri geotecnici.......di resistenza e deformabilità.
Correggimi se sbaglio......
Ciao. Non volermene per le ovvietà.


..il geotecnico, a differenza dello strutturista, è costretto a utilizzare i materiali che rinviene in sito e ha solo possibilità relativamente limitate di migliorarne le caratteristiche meccaniche...
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Non sbagli infatti uso le DPSH al posto della CPT che mi danno meno parametri, ma almeno riesco a distinguere una cinerite siltosa da un banco di ghiaia di pomici

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Fermo restando che faccio eseguire anche trincee e pozzetti d'ispezione anche dopo lo sbancamento

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