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Ciao a tutti
mi piacerebbe sapere la differenza tra il DISS 3.1.1 dell'INGV ed il progetto ITHAKA.
parlo per me, ma i due DB sono parzialmente (!) incongruenti
Ad esempio. Nel pisano c'è stato un grande terremoto nel 1846 il terremoto di Orciano (X Mercalli).
Nel DISS è riportata la probabile struttura sismogenetica In Ithaka non è menzionata
In Ithaka c'è una bella serie di faglie capaci tra Pisa ed il M'te Pisano, in DISS non se ne parla nemmeno.
Chi ha ragione?
Può essere che in Italia la (mano) destra non sa mai cosa fa la (mano) sinistra?
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chi è dx e chi sx attenti con i tempi che corrono ??? in genere vista anche la documentazione ottima di rferimento faccio affidamento su Diss e comunque per aree di pianura o con faglie quaternarie (non sempre dimostrate!!!!) guardo Ithaca e la carta ENEL sulle faglie (fatta per il nucleare negli anni buoni!!). poi se esistono aggiornamenti e cose nuove mi informo di certo ed immutabile visto il continuo evolversi delle conoscenze vi è molto poco
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Può essere che in Italia la (mano) destra non sa mai cosa fa la (mano) sinistra?
Non è che può essere, è che decisamente è così. Nella pubblica amministrazione spesso non esiste un coordinamento tra i vari progetti, sarebbe troppo facile per gli utenti finali. I due database si possono completare a vicenda mi sembra, il DISS ha forse dei problemi con l'ubicazione delle faglie se ben ricordo?
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Questo è un quesito posto all'INGV di Milano sulle faglie capaci. Quesito: Volevo chiederle cosa prevede la normativa italiana circa la distanza delle nuove costruzioni da faglie capaci. Grazie Risponde Fabrizio Galadini il 2010-01-22 16:58:34 Gentile Signor Bonifacio, le norme tecniche per le costruzioni non contemplano il problema della relazione tra faglie in grado di dislocare la superficie e edifici. Se non sbaglio, le cose cambiano per quanto riguarda la normativa per le dighe. Nell'ambito di questa puo' forse trovare aspetti di interesse sulle questioni da Lei sollevate. Cordiali saluti, Fabrizio Galadini
Ovviamente, la risposta di Galadini è vera solo a metà. E' vero che la normativa Italiana non considera l'aspetto, ma è altrettanto vero, come si diceva prima, che come professionisti non siamo assolutamente esentati dall'applicare lo stato dell'arte delle conoscenze per evitare un potenziale disastro. IInoltre, come è bene ripetere, esistono gli eurocodici ai quali la normativa fa esplicito riferimento ed esistono le norme tecniche di altri paesi. insisto su queste ultime perchè in alcuni settori, dove la sicurezza, nei quali c'è ormai molta giurisprudenza, l'orientamento sembra proprio questo. Di recente un CTU ha dato torto ad un RSPP perchè non ha considerato una prescrizione assente nella normativa itliana, ma presente nel British Standards.
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Se così fosse sarebbe estremamente grave. FIno ad ora se uno seguiva la norma italiana era a posto. Non si può correre dietro a tutte le normative. Un conto è dire uso questa normativa straniera perchè è compatibile e seria e mi permette di affrontare meglio il problema. Un conto è dire hai sbagliato perchè non hai tenuto conto di quell'altra normativa americana.
Diverso è il caso di negligenza o scarsa diligenza che generino progetti ed indagini approssimative.
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non è detto che il parere di un CTU sia legge e faccia giurispudenza è vero invece che dove manchino norme specifiche su certi apetti ingegneristici (vedi ad esempio geotessili e loro deformazioni) si faccia riferimento alle BS specie se richiamate nelle specifiche dei prodotti
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Massimo, non so se il giudice abbia emesso poi il verdetto ma l'RSPP con cui ho parlato (è un geometra con i cosiddetti che esponeva il problema in un corso) era certo della sentenza sfavorevole. Si trattava di un infortunio mortale dovuto ad un colpo di frusta della 'proboscide' della pompa per il calcestruzzo all'avviamento. Le normative italiane non dicono niente ma nelle BS c'è un chiaro riferimento specifico alla distanza di sicurezza.
Ho chiesto anche ad un altro CTU anziano con cui lavoro spesso e di ampia esperienza. Mi ha confermato che, dal punto di vista tecnico, in mancanza di dettagli nella normativa nazionale i giudici ammettono il ricorso a norme tecniche internazionali.
Non conoscere l'inglese non è una scusa, anzi un aggravante perchè un tecnico che non conosce questa lingua oggi non può aggiornarsi.
Non conoscere il cinese o il giapponese potrebbe essere un pò meno grave, ma questo dipende dal CTU... Non dimentichiamo che esistono i traduttori iscritti all'albo.
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non è detto che il parere di un CTU sia legge e faccia giurispudenza è vero invece che dove manchino norme specifiche su certi apetti ingegneristici (vedi ad esempio geotessili e loro deformazioni) si faccia riferimento alle BS specie se richiamate nelle specifiche dei prodotti Sarebbe interessante raccogliere pareri di molti giudici e CTU al proposito. Ma l'ignoranza non è mai una scusa, il professionista ha l'obbligo di aggiornarsi sullo stato dell'arte nel suo campo specifico, altrimenti dovrebbe cambiare mestiere.
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Caro Luca di tale argomento abbiamo già discusso in passato......proprio poco prima del terremoto aquilano. Se la mettiamo dal punto di vista delle responsabilità allora.....hai visto a l'Aquila cosa è accaduto? Che gran parte dei responsabili sono deceduti.....non bisogna aspettare il disastro con vittime per poi accertare le responsabilità. Con una normativa chiara che vieti le costruzioni in prossimità di faglie attive obbligando l'accertamento puntuale in caso di presenza segnalata, l'azione di controllo (Comuni, Genio Civile..) avrebbe gli strumenti adatti affinchè questa venga applicata. Questo allo stato attuale non avviene.
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Caro Luca di tale argomento abbiamo già discusso in passato......proprio poco prima del terremoto aquilano. Se la mettiamo dal punto di vista delle responsabilità allora.....hai visto a l'Aquila cosa è accaduto? Che gran parte dei responsabili sono deceduti.....non bisogna aspettare il disastro con vittime per poi accertare le responsabilità. Con una normativa chiara che vieti le costruzioni in prossimità di faglie attive obbligando l'accertamento puntuale in caso di presenza segnalata, l'azione di controllo (Comuni, Genio Civile..) avrebbe gli strumenti adatti affinchè questa venga applicata. Questo allo stato attuale non avviene. Ricordo benissimo che ne parlavamo ed io stesso sollevavo molte perplessità sull'efficenza delle amministrazioni al proposito. Sicuramente come dici, ci si dovrebbe battere per definire bene questo aspetto e fare rispettare alcune semplici regole a priori. Tuttavia, questo forum è letto da molti colleghi che fanno parte di enti pubblici e a volte effettuano controlli. E' bene ricordare loro che il fatto che la normativa italiana non preveda una distanza minima non è necessariamente una scusa per potere costruire sopra o a ridosso di faglie attive. Anzi.
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