Quello che possiamo affermare dal punto di vista puramente scientifico e qui ognuno può trarre le sue personali conclusioni:
1)L'area in questione è ad alto rischio sismico secondo la mappa di pericolosità dell'INGV, che costituisce anche il riferimento della normativa italiana per le azioni sismiche di progetto.
2)LA presenza di faglie attive circostanti non permette di escludere un evento con Mw > 6
3)Uno sciame sismico NON è necessariamente un precursore di un grande evento sismico, ma può esserlo. Nessuno può stabilirlo con precisione se non dopo l'eventuale verificarsi dell'evento disastroso.
4)Gli studi di Faenza et al. sul clustering spazio-temporale pongono le aree circostanti la faglia di Paganica-Pettino nella zona attualmente a rischio maggiore di evento > 5 Mw
5) A differenza della zona dell'Aquila e dintorni, le zone più lontane non sono state danneggiate e demolite e permangono delle strutture che potrebbero essere molto vulnerabili nell'occorrenza di un grande sisma.
Questo non è un allarme, le precedenti sono considerazioni oggettive, basate sullo stato dell'arte delle conoscenze tecniche e delle osservazioni, e dalle stesse non si può assolutamente esprimere alcun giudizio affidabile sull'eventuale occorrenza o meno di un grande evento sismico nel breve-medio termine.
Come affermato più volte in questo forum, la prevenzione è l'unica contromisura che garantisca un certo livello di affidabilità