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Signori perdonatemi, non voglio allarmare nessuno e mi sono espresso male. Sul documento dell'ingv NON dicono che l'energia da scaricare è ancora molta, bensì sotto alla fig8 copio in calce: "La somma cumulativa dei momenti sismici fornisce indicazioni di massima sul rilascio progressivo di deformazione nell’area interessata dai sismi. La linea continua nel grafico di Figura 8 evidenzia che nella giornata del 31 agosto viene rilasciata più della metà della deformazione dallo sciame. Si tratta comunque di valori modesti di energia rilasciata." A presto
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Davide, più che di allarme si tratta di congruenza scientifica. Prima dell'evento del 6 aprile i non-allarmisti dicevano che con gli eventi precursori di piccola entità si sarebbe probabilmente dissipata l'energia sismica (fatto assurdo perchè se l'energia è grande per dissiparla ci vorrebbero migliaia e migliaia di eventi minori).
Ma qui il discorso è diverso ed è ben più rigoroso.Se un terremoto di 6 Mw sta 'covando' in quella struttura, sicuramente l'energia rilasciata da questo sciame non contribuisce in maniera significativa alla dissipazione delle tensioni.
In conclusione, dall'esistenza di questo sciame non possiamo trarre alcuna conclusione certa su un eventuale evento di Mw > 5.
Attenzione però alla teoria del clustering spazio-temporale, di cui stiamo parlando in altri threads. Non è un allarme ma una inferenza probabilistica basata sulle osservazioni del raggruppamento dei terremoti negli ultimi 400 anni in Italia.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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CIAo uffa tu e maccoy parlate di due effetti diversi. luca si riferisce alle risposte degli edifici e ai vincoli che alla base degli stessi hanno prodotto maggiori sollecitazioni e qundi maggiori danni agli edifici. quello che tu evidenzi invece è un effetto di direzionalità, cioè di come le onde a seguito del rilascio di energia si sono propagate. come ben denoti pizzoli sassa scoppito non hanno avuto particolari danni anche in edifici in muratura e molto antichi (basta vedere il centro di Santa Maria di Scoppito) le stesse zone però in altri terremoti storici erano state gravemente colpite, al di là dunque di fattori locali la causa di questa mancanza di effette è da ricondursi alla direzionalità dell'evento che purtroppo non è prevedibile. ciao
Carmelina De Rose
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ma potrebbero continuare a resistere ad un epicentro sui monti reatini?
Ti ha già risposto carmelina, ma hai sollevato una questione critica. Ossia, il fatto che quella zona abbia subito danni relativamente piccoli in seguito al sisma proveniente dalla faglia di Paganica-Pettino, non esclude che, in caso di sismi provenienti da strutture diverse (ad esempio l'area che citi), ci possano eventualmente essere danni consistenti. Nessuno lo sa. Però bisogna stare in guardia; Per stare in guardia intendo seguire tutte le regole dell'edificazione antisimica iniziando da complete e corrette indagini geologiche. Ribadisco che le precedenti considerazioni non intendono allarmare nessuno, gli eventi sismici per loro natura sono imprevedibili e quindi non è possibile a priori affermare se nel breve-medio termine avrà luogo un evento sismico di grande magnitudo, come non è possibile affermare con certezza il contrario.
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un dato di fatto, a parte la direzionalità non sempre prevedibile, è che molte delle costruzioni nuove con problemi sono su pendio (parte esterna centro storico) e di qesto certamente non se ne è tenuto conto in fase edificatoria. per quanto riguarda gli edifici vecchi (testati da anni e secoli di terremoti) i siti edificatori, se notate, son sempre stati scelti con oculatezza e con spirito probabilmente di "lesson learned" da altri terremoti. PS ciao carmelina avrei gradito conoscerti e parlare vedendo gli effetti nel mio giro all'aquila ma giustamente eri in ferie
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Uffa, una possibile risposta però al tuo dubbio ci sarebbe.
Consultando le cronache del '700, si può risalire al danno della zona Sassa-Scoppito a quei tempi, e, nel caso attualmente si stia attivando lo stesso lineamento, si potrebbe prevedere l'entità del risentimento.
Nel caso della faglia di Paganica-Pettino le cronache del 1400 e del 1700 hanno descritto una situazione di risentimento sismico che poi si è ripresentata nel 2009 in maniera piuttosto fedele.
Questo ovviamente vale nel caso si tratti della stessa struttura simogenetica
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... per quanto riguarda gli edifici vecchi (testati da anni e secoli di terremoti) i siti edificatori, se notate, son sempre stati scelti con oculatezza e con spirito probabilmente di "lesson learned" da altri terremoti. . con la notevole eccezione di Onna... 
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grazie delle risposte siete stati cari e chiari  voglio cercare ora le cronache del 700 la teoria sui siti edificatori lesson lerned è interessante sebbene non possa essere applicata ovunque in più di un caso di mia conoscenza la trovo verificata  mi chiedo se l'espansione così frammentaria -in molti casi per piccoli nuclei intendo dire- nelle frazioni originariamente non sia stata condizionata dalla sismicità dei luoghi
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nella letteratura anglosassone dopo un dissesto o un'opera ndata a male o dopo terremoti devastanti come haiti viene fatta una analisi critica e si traggono indicazioni e "lezioni" per non fare più errori nel caso di siti italiani e non solo terremoti (vedi maierato) si nota come gli edifici coinvolti siano sempre in zone prima evitate (probabilmente prima avevano dato problemei ed erano state evitate) con conseguenze evidenti
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Al convegno sui sinkholes tenutosi a Roma nel dicembre 2009, si è parlato di toponomastica e della "letteratura" storica, delle volte molto colorita, per delineare zone che in passato erano interessate da tali fenomeni e del loro uso per rintracciarle. L'analisi storica di un qualsivoglia fenomeno è fondamentale per la sua comprensione. Basterebbe un minimo di attenzione in più per evitare problemi.
Marco
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