Al di la di tutto, è interessante per me che l'articolo metta in luce il fatto che semplicemente focalizzarsi sulla emersione della faglia, e imponendo attenzioni solo su questo aspetto è un trascurare la geometria della faglia capace.
A quanto pare non è mai la faglia dei manuali che tendono a presentarla come struttura tendenzialmente verticale o assimilabile ma è ben più malignamente una struttura suborizzontale che cammina sotto la superficie per chilometri per poi emergere subverticale (se emerge...). E' questo un punto che mi incuriosisce.
Ultima modifica di massimo trossero; 06/09/2010 07:33.