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Si sono pienamente d'accordo raccogliamo anche le firme per far dimettere anche Luciano Maiani Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Enrico Saggese Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, Vincenzo Ancona Presidente dell'Istituto Nazionale di Alta Matematica, Roberto Petronzio Presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.....che gentaccia che vive con i nostri soldi....magari con i soldi dei lori stipendi potrebbero camparci qualche altro politico e qualche giornalista a suo seguito in più in Abruzzo. Che diamine queste persone non ci rappresentano, queste persone devono essere elette dal popolo! W la Democrazia W la libertà.....ma soprattutto W l'ignoranza!
Ultima modifica di Alex-64; 08/09/2010 12:10.
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Per ritornare al discorso, lascerei perdere le questioni di potere ecc... Pare anche Tozzi ne abbia parlato. Ho scritto ad INGV Roma ed il dirigente interpellato mi ha rassicurato che hanno intenzione di continuare a pubblicare la pagina con la lista eventi sismici http://cnt.rm.ingv.it/earthquakes_list.phpMa di pagine simili ve ne sono anche altre... Vorrei comunicarvi che ieri a radiotre scienza è stato ospite, nella seconda parte della trasmissione dal minuto 17, Amato di INGV. Potete scaricarla da qui. http://www.radio.rai.it/podcast/A0064412.mp3In sostanza, non ci era giunta notizia sul forum, ma a quanto pare c'è gente che elabora i dati INGV e li rivende alle assicurazioni... altro che l'uomo del GAS. Però non è questo il modo di risolvere il problema altrimenti tutti i dati che sono in rete da google earth ai servizi GIS delle regioni dovrebbero essere tolti. Il problema sta nel colpire che ne abusa. Confermo che la pagina di INGV Bologna non è più disponibile gia da prima delle dichiarazioni di Boschi. E quella si che era interessante.
Ultima modifica di massimo trossero; 09/09/2010 06:26.
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Alex nessuno mette in dubbio la questione della cattive costruzioni, fermo restando che la maggioranza era nel centro storico e non erano cattive, erano semplicemente antiche come arcinoto, così come era noto dopo 5 mesi quali erano gli edifici più a rischio, beh la questione è un'altra ossia l'aver nascosto queste informazioni in modo arrogante e aver persino detto loro di starsene tranquilli a casa ( a morire ) e la PC ha le sue belle repsonsabilità. Ho l'impressione che alcuni facciano finta di non capire.. Per l'ennesima volta (ma non è possibile!!!) cerco di fare chiarezza, un conto è un Istituto di ricerca un conto è un Ente Territoriale. Finora gli Istituti di ricerca hanno fatto egregiamente il loro compito mentre gli Enti Territoriali no. Boschi è a capo di un Istituto di ricerca al quale non si potranno chiedere cose che (come arcinoto) non possono avere risposta e addirittura processarli per questo. Dire che a seguito dello sciame sismico che ha preceduto l'evento del 6 aprile 2009 c'era una bassa probabilità di un evento con magnitudo al disopra della soglia del danno, scientificamente è corretto dato che (se non erro) statisticamente era nella probabilità del 2%. Comunque è stato ricordato anche l'evento del 1703 (ciò non esclude che possa verificarsi un evento come quello del 1703). Sulla base di tali informazioni gli Enti Territoriali e le strutture di Protezione Civile cosa hanno fatto? Spetta a loro il compito dell'informazione ai cittadini nelle dovute maniere. Chi era a conoscenza della vulnerabilità degli edifici presenti? Chi aveva pagato 5 milioni di euro per lo studio? Soprattutto chi non aveva mai fatto nulla per conoscere meglio il rischio del territorio aquilano, attraverso anche uno studio di microzonazione sismica? Direttori, funzionari, politici locali sono ancora li o vanno in giro per l'Italia con Travaglio (vedasi la Pezzopane) per lamentarsi delle istituzioni!!! Spero che gli aquilani un giorno si sveglino e con forza denuncino coloro che finora non hanno fatto nulla per la loro sicurezza e non si lascino strumentalizzare politicamente da questi soggetti.
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Sulla base di tali informazioni gli Enti Territoriali e le strutture di Protezione Civile cosa hanno fatto? Spetta a loro il compito dell'informazione ai cittadini nelle dovute maniere. Chi era a conoscenza della vulnerabilità degli edifici presenti? Chi aveva pagato 5 milioni di euro per lo studio? Soprattutto chi non aveva mai fatto nulla per conoscere meglio il rischio del territorio aquilano, attraverso anche uno studio di microzonazione sismica?
se desideriamo cambiare qualcosa, è fondamentale sottolineare le domande che pone alex64 e possibilmente darne risposta
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In sostanza, non ci era giunta notizia sul forum, ma a quanto pare c'è gente che elabora i dati INGV e li rivende alle assicurazioni... altro che l'uomo del GAS.
sono sconcertato
Ultima modifica di mimmo71; 09/09/2010 08:04. Motivo: avevo capito un'altra cosa
confido nella percezione della mia ignoranza
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quoto alex e mimmo finalmente parlate chiaro e non ciarlate a cacchio speriamo che un poco di sale rinvigorisca qualche cervello
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Boschi sono anni che imperversa come direttore dell'INGV, ma ha una carica a vita? Se non è cambiato o è ammigliato politica/mass/mente o non sanno dove mettere dopo unobravocosì ... anche l'INGV risente di una gestione romanonepotistadabaroneuniversitario altro che libero istituto in libera scienza. Ci sono ottimi ns cervelli in fuga (bon x loro) all'USGS ma se qualcuno tornasse portando un po di quella mentalità?
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non credo che con queste discussioni "sterili" si concluda qualcosa magari sono solo riflessioni che ancghe se giuste per il peso che possono avere sno solo "pensieri in libertà" senza nessuna possibilità di arrivare a qualcosa di concreto e utile. prima di boschi mi sembra ci fosse alttro e prima di lui idem non è cambiato nulla solo che boschi ha avuto la sfortuna di incappare nel T Aquilano. gorgogna di belle teste ce ne sono molte ma come sai non basta bisogna avere anche altre qualità: manageriali, conoscenza della macchina organizzativa, credibilità internazionale ed una serie di contatti interpersonali con istituzioni italiane e straniere che si ottengono nel tempo. per cambiare una persona bisogna che sia acclarata la sua incapacità ed inadeguatezza scientifica (e non è il suo caso) e nn bastano considerazioni social politiche
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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porto alla attenzione del forum un bellissimo articolo apparso sul sito marsicanews http://www.marsicanews.it/index.jsp?inizio=1&id=241&dettaglio=1127510/09/2010 - Boschi: il controllo dei terremoti Ventiquattro ore su ventiquattro, per tutti i giorni dell’anno, tecnici e ricercatori dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) mantengono in piena funzionalità la rete sismica nazionale e forniscono informazioni dettagliate estremamente precise sull’attività sismica di tutto il territorio nazionale.
L’Ingv è l’unico ente di ricerca al mondo a svolgere volontariamente questa attività. Negli ultimi dieci anni la rete sismica nazionale ha raggiunto una densità elevatissima (oltre 300 stazioni) e quindi una estrema sensibilità. Solo nell’ultima settimana abbiamo localizzato accuratamente 327 terremoti in tutta Italia, pochissimi dei quali abbastanza forti da essere percepiti dalla popolazione, e moltissimi altri ancora più piccoli sono stati solo registrati. Appena qualche anno fa, con la rete ad un livello tecnologico ben diverso da quello di oggi, solo 8 di queste 327 scosse sarebbero state localizzate, e quindi solo 8 scosse sarebbero apparse sul nostro sito. L’aumento della sensibilità della rete porta dunque ad un aumento della sismicità che è solo apparente, e che quindi non deve comportare allarmismi o interpretazioni catastrofiste. La situazione è resa più complessa dal fatto che - come è normale che sia - molte sequenze di terremoti degli ultimi mesi hanno scosso zone già identificate “ad alta pericolosità” dagli studi dell’Ingv e come tali percepite dalla popolazione, o almeno da una parte di essa.
Contrariamente a quello che si è sentito dire in questi ultimi giorni, l’Ingv vuole continuare ad informare con sistematicità la popolazione, gli amministratori e i ricercatori sull’attività sismica in atto, proseguendo una missione che dura ormai dal 1983, quando all’indomani del terremoto dell’Irpinia del 1980 nacque la Rete Sismica Nazionale: ma vuole farlo in maniera veramente utile e cioè con completezza, tempestività e imparzialità, ma soprattutto senza prestare il fianco a chi usa in modo distorto la grande facilità di accesso alle informazioni tipica dei nostri giorni per mettersi in evidenza o lanciare messaggi di stampo catastrofista, facendo leva sulle naturali paure della gente.
Vogliamo infine sottolineare ancora una volta l’importanza di avere regolamenti edilizi stringenti, e soprattutto di farli rispettare. L’occasione ci è offerta dal terremoto di magnitudo 7.1 - esattamente la magnitudo stimata per il catastrofico terremoto del 1908 a Reggio e Messina - che pochi giorni fa ha colpito la Nuova Zelanda. Indubbiamente si sono registrati danni alle infrastrutture, come era prevedibile visto che il terremoto, molto forte e superficiale, è stato localizzato a soli 40 chilometri da Christchurch (380.000 abitanti), la terza città della Nuova Zelanda. Ci sono stati anche dei feriti - qualche decina - ma nessuna vittima. Lo scorso 12 gennaio un terremoto di dimensioni analoghe, quello di Haiti, ha giustamente dominato su stampa e televisioni per settimane. Invece, e con la sola eccezione del Sole 24 Ore e di qualche passaggio sul web, il terremoto della Nuova Zelanda non ha ricevuto alcuna attenzione mediatica: a tutti gli effetti una “non-notizia”. Ovviamente non sta a noi stabilire o criticare le regole delle comunicazione mediatica, in virtù delle quali il terremoto fa notizia solo se e in quanto produce vittime e devastazioni.
Ma come persone che hanno a cuore il futuro dell’Italia e il benessere degli italiani non possiamo non rimarcare come, con questo terremoto della Nuova Zelanda, si sia persa l’ennesima occasione per far arrivare alla popolazione un messaggio semplice e comprensibile a chiunque lo voglia comprendere: se un terremoto di un ordine di grandezza superiore al terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009, che ha rilasciato un energia pari a circa trenta volte quella che ha scosso l’Abruzzo, non ha causato neppure una vittima, la spiegazione non può essere cercata solo nella buona sorte dei neozelandesi o nella bassa densità abitativa della Nuova Zelanda. E’ chiaro che solo enormi differenze di stili costruttivi, e quindi di vulnerabilità, possono spiegare le differenze tra Italia e Nuova Zelanda: perché è passato ormai un secolo da quando l’imperatore del Giappone mandò il sismologo Fusakici Omori a Messina e Reggio Calabria per capire come mai un terremoto molto più piccolo di quelli che colpivano perodicamente Tokyo avesse causato tanto sfacelo. Il problema evidentemente è sempre lo stesso.
Soltanto costruzioni adeguate risolveranno il problema del rischio sismico in Italia, e questo è un compito che deve affrontare la politica locale. L’Ingv, con la collaborazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha prodotto la «Mappa di Pericolosità Sismica» del territorio nazionale, nella quale sono indicate le zone che possono essere soggette a forti accelerazioni del suolo e quindi a rischio per gli edifici. Purtroppo questa mappa viene - spesso o talvolta - ignorata. I media potrebbero fare molto per cambiare questo stato di cose.
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è interessante e condivisibile anche il commento a piè pagina noto pure come i maggiori danni li faccia la cattiva informazione
10/09/2010 Lettera encomiabile Questa lettera del Dott. Boschi è encomiabile. Riflette quanto gli strumenti ci mettano sempre di più a disposizione una mole di dati che a volte cozza con la facilità con cui si raggiungono non avendo però le adeguate capacità di elaborazione e soprattutto di confronto. Fa molto dispiacere sentire nel TG1 che "dopo il servizio sulle scosse a L`Aquila parlerà il Geologo Giuliani che ha previsto la scossa del 6 Aprile". Io non do giudizi sul lavoro del Sig Giuliani, credo che i terremoti non si possono prevedere ma credo altresì che un`informazione così propinata metta solo angoscia e dubbi su chi lavora al nostro servizio. Unica regola, come dice Boschi, è costruire edifici e infrastrutture in scienza e coscienza. Auguro al Boschi un buon lavoro. Serenità. (Franco)
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