Vito come al solito è stato perfetto nella sua analisi.
Oggi come oggi nessuno ti regala niente da nessuna parte. Le difficoltà sono ovunque ed in qualsiasi caso (anche in quello del figlio d'arte).
Bisogna solo munirsi di buona volontà, di carattere (testa bassa e pedalare) e pian piano i risultati arriveranno.
Purtroppo la disillusione dei giovani (anche di quelli meno giovani...veramente) che si approcciano alla professione di geologo è tanta.....certamente un ruolo importante lo gioca il modo in cui sono impostati i piani di studio (quelli vecchi e...ancora peggio quelli nuovi).
Si trascorrono tanti anni in una sorta di limbo in cui si ha che fare prevalentemente con docenti che non sanno cosa faccia il geologo professionista (e molti di quasti non hanno fatto mai ES e non sono iscritti all'Ordine)....parlano di minerali, di fossili, di subduzione, del sesso degli angeli e non solo.....e poi ad un certo punto (se sei fortunato e studi in una Università seria) passi (non senza difficoltà) ad esami quali Geologia applicata, geotecnica, idrogeologia....
Se invece sei poco fortunato e questi corsi o non ci sono o sono fatti all'acqua di rosa....ti ritroverai catapultato ad un esame di stato in cui si tratterà prevalentemente di geotecnica e di geologia applicata alle opere d'ingegneria e ad un mondo professionale che richiede prevalentemente (non totalmente per fortuna) quel tipo di conoscenze.
L'estero....vedi che alcuni dei colleghi che scrivono sul forum lavorano o hanno lavorato all'estero (sia in ambiti di ricerca che di professione)....solo che l'estero è una scelta di vita, sicuramente una opportunità, ma deve essere ponderata attentamente e sulla scorta di esigenze personali.
Quindi, secondo me, non bisogna fasciarsi la testa prima di essersela rotta, bisogna capire cosa si vuole fare da grandi e dedicarsi animo e corpo al raggiungimento dell'obiettivo.