Voglio dire questo.
In Italia, attualmente l'Analisi di Rischio verso la falda è intesa come un mero confronto tra la tua concentrazione rilevata/simulata e la concentrazione limite ammissibile), e non come una valutazione del rischio sanitario (legato, ad esempio all'ingestione di acqua sotterranea).
Detto ciò, è evidente che se nei tuoi pozzi al confine di valle hai superamenti di solfati, automaticamente l'HI non è accettabile, quindi il sito viene classificato come contaminato(sempre ammettendo che tali concentrazioni derivino da ceneri interrate nel tuo sito e non a monte flusso).
A questo punto, effettivamente potresti cercare di fare un ulteriore passo, cioè l'An. Rischio sanitaria vera e propria, per verificare se queste concentrazioni di solfati, ancorchè superiori ai limiti di accettabilità, eventualmente non determinino un rischio inaccettabile verso il recettore uomo.
Quello che volevo sottolineare, tuttavia, è che non è automatico che questo ulteriore passo (l'An. rischio sanitaria) sia accettato dagli Enti, in quanto le linee guida APAT prevedono per l'acqua sotterranea solamente il confronto con i limiti di accettabilità, e non la valutazione del rischio sanitario vero e proprio.