riporto "Viviamo nella “società del rischio”, secondo l'ormai celebre libro del sociologo Ulrich Beck. Nel senso che la nostra società – sicuramente meno “pericolosa” di quella di un secolo fa – è ossessionata dai rischi, li ha matematizzati con il calcolo delle probabilità, si è inventata il risk assessment e il risk management. Ma tutta questa impalcatura concettuale non è servita a correggere i bias che ci fanno spesso percepire come grandi minacce inezie e come inezie grandi minacce"
ora una sovraesposizione di informazioni interpretate ascientificamente o alla "c..." dai nostri bravi giornalisti e dai molti polemisti che affollano i "Blog" può portare (appunto ragionando da sociologi) a danni meggiori e a istersmi senza controllo secondo dinamiche già note (stadio)


michele conti
fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza