Ragazzi carissimi, i toni di georghit sono piccantini ma, come spesso accade, ogni opinione contiene un po' di verità. Il tirocinio obbligatorio potrebbe teoricamente contribuire positivamente alla formazione dei neolaureati ma chiediamoci, prima di tutto, quanti di noi sono veramente disposti a spendere effettivamente del tempo per il tirocinante e, quando questo contribuisce ai lavori, a riconoscergli un compenso non dico da tariffario ma un minimo congruo. Date le esperienze per lo più tristi dei tirocinanti in tutte le professioni non stupiamoci se la proposta ha l'effetto del fumo negli occhi; o si assicurano adeguati standard qualitativi e quantitativi o il rifiuto dell'idea è assicurato. Potenziare e migliorare il sistema di tirocini durante l'Università potrebbe essere una soluzione almeno parziale al problema. Seconda cosa: la questione qualità della formazione e qualità/quantità del lavoro esiste, ovviamente, ma credo che vada posta in un contesto più generale. La riforma del sistema universitario con l'introduzione del 3 + 2, come attualmente realizzata, è fallimentare sotto il profilo della preparazione; il problema è stato segnalato più volte, ed è chiaro che all'aumento del numero di esami non corrisponde un pari aumento delle conoscenze e capacità di chi si laurea. Rispetto ai delusi posso solo dire che a 18 anni, quando si sceglie un percorso universitario, bisognerebbe cercare di essere consapevoli: il mercato del lavoro è quello che è, le richieste di mercato nel campo della geologia sono quelle che sono e, come in ogni settore, l'ingresso di geologi senza un incremento proporzionale del lavoro - incremento che comunque in qualche misura c'è stato - corrisponde ad una riduzione della fetta di torta per tutti e a maggiori difficoltà - in media - per gli ultimi arrivati. Quando ho iniziato l'Università, nel 1986, diversi miei docenti dicevano che il geologo avrebbe potuto al massimo aspirare a fare l'informatore farmaceutico; vent'anni dopo ho ancora il mio studio professionale, diverse cose mi rompono le scatole ma non sono ancora stanco o tanto deluso da non riuscire più ad andare avanti. Sono fortunato, lo so, ma che fosse una questione di probabilità lo sapevo sin dall'inizio, quando ero in tempo per fare qualche altra cosa.