Posso capire l'attenzione giornalistica di chi crede che il problema è risolto se qualcuno dice "entro tot ore ci sarà un terremoto di magnitudo Z con epicentro X,Y". Peccato che questo non ci dica quasi nulla sulle conseguenze del terremoto. Ammesso e non concesso che qualcuno avesse messo uno spillo sulla carta proprio sull'epicentro del 6 aprile, ci avrebbe anche predetto che, per esempio, la scuola di Goriano Sicoli, ad oltre 40 km dall'epicentro sarebbe crollata e che quella di Pizzoli (meno di 10 km) sarebbe rimasta illesa al punto di diventare il COM e magazzino della Protezione Civile? Il vate avrebbe incluso nelle previsioni direttività della sorgente, anisotropie laterali della propagazione, effetti di sito e variabilità della vulnerabilità? Purtoppo, in mancanza di questi dati è impossibile prevedrere le conseguenze di un terremoto, quelle che fanno male, ammazzano le persone e distruggono gli edifici.
Forse molti dei frequentatori del forum sono troppo giovani per ricordarsi che il problema della previsione dei terremoti era già stato risolto alla fine degli anni '80, dal gruppo greco del metodo VAN. Il loro mentore internazionale, il vulcanologo francese Tazieff, fu intervistato da Mino D'Amato in prima serata TV per dichiarare che i sismologi italiani erano o pazzi o delinquenti per non adottare quel metodo. Peccato che l'unico finito in manicomio fu proprio l'ideatore del metodo, il prof. Varotsos, quando nessuno riuscì a replicare i suoi risultati e si diffuse anche il sospetto di una truffa, quella sì delinquenziale, con manomissione dei dati originali.
Il problema era già stato risolto negli anni 30 in Italia da Bendandi, dai seguaci della sigize e da Bill Bakun dell'USGS a Parkfield, dai cinesi con i canarini e persino con le nuvole rosa. Peccato che il problema sia ancora lì.