condivido, ma è il passo successivo alla condivisione che rimane critico.
se la probabilità di accadimento è del 2% mi sembra corretto pensare che sia poco probabile, anche se è 200 volte più probabile del "normale".
se allertare la popolazione vuol dire comunicare che c'è il 2% di probabilità che si verificherà una scossa forte, allora credo che la maggior parte delle persone stia tranquilla in casa o in macchina a sua scelta.
La differenza è che non c'è, secondo me, un vuoto di informazione, ma c'è la speranza, insoddisfacibile, della popolazione di sentirsi dare delle certezze, e qui di certezze non ce ne sono,
o meglio la speranza di sentirsi dire quello che si pensa sia giusto.
La certezza della scossa di magnitudo elevata a seguito di una sequenza sismica ... non c'è .
ed anche Grandori lo dice in chiaro. è statistica, e se la statistica mi dà come risultato il 2% di probabilità ....
INGV e DPC più che dire che le probabilità di accadimento erano basse, che cosa dovevano fare?
La loro colpa, oggi, è stata di non soddisfare il desiderio di parte della popolazione di sentirsi dire state fuori dalle case.
Dire state tranquilli suona, oggi, come un eresia.
Qui non sono state sottovalutate ricerche scientifiche o dati scientifici, il processo decisionale ha preso quella strada.
L'evacuazione è cosa grande, difficile, lo Stato non può sulla base dei sentito dire evacuare 100.000 persone.
Anche perchè poi ci deve essere qualcuno che si prende la briga di dire "rientrate cessato allarme!" e lì so'..... amari!
L'uomo cerca nella scienza spiegazioni e certezze che la scienza oggi non può dare, e la frustrazione per l'assenza di certezze si trasforma in fiducia nelle fattucchiere, e sfiducia nella scienza.
che dire ... ai posteri l'ardua sentenza