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In occasione di un pranzo di famiglia svoltosi ieri presso un rustico di proprietà di un mio parente situato in un comune costiero della Regione Puglia, sono venuto a conoscenza dei seguenti fatti. Alla mia domanda se avesse un pozzo all'interno del suo lenzuolo di terra, mi ha risposto che tre anni fa con 1500 Euro ha fatto scavare un pozzo artesiano di 70 metri di profondità ad uso irriguo dicendomi che l'acqua è lievemente salmastra, tuttavia utile per le esigenze degli olivi e per il bagno del suo rustico. Mi ha anche detto con mio grande stupore che lo scavo è stato fatto in maniera molto empirica senza consultare alcun professionista (quindi senza indagini geofisiche, nè prove di portata) ed in aggiunta a questo mi ha mostrato che il suo pozzo è situato a meno di 20 metri da quello del suo confinante (abusivo anch'esso, a detta sua). A conclusione di questo bel quadretto mi ha anche riferito che non possiede alcuna Vasca Imohoff per lo scarico delle acque del bagno, ma semplicemente ha un pozzo perdente non autorizzato. Mi ha rassicurato dicendomi che "se nessuno va a mettere la pulce nell'orecchio a chi controlla" non vi è possibilità alcuna di essere denunciati in quanto il tombino del pozzo è completamente coperto dalla terra delò piano campagna. A questo punto della storia mi è venuto spontaneo avvertirlo sui possibili problemi di interferenza tra pozzi così vicini. A voi colleghi tutti, invece chiedo se è possibile avere dei riferimenti normativi nazionali, meglio regionali(Reg.Puglia) che diano la possibilità di regolarizzare tale situazione senza eccessiva spesa: ho in mano una legge regionale (reg. Puglia) L.R. n.18 del 1999 che dava la possibilità di regolarizzazione entro sessanta giorni dall'emanzione della legge, con una spesa di 150.000 lire. Inoltre (datemi conferma), credo che la ditta esecutrice dello scavo non abbia rispettato la legge n. 464 del 1984 relativa alla comunicazione al Servizio Geologico. Vorrei aiutare questo mio parente nella regolarizzazione di questa situazione (sarò abilitato alla professione tra due mesi se tutto va bene) quindi chiedo a chi è esperto in ambito idrogeologico ed autorizzativo: a chi rivolgermi, le spese da sostenere, i riferimenti normativi. A difesa di questo mio parente colgo l'occasione di dire che purtroppo la questione è culturale e ne fa ancora da padrona per i committenti poco informati ed istruiti, quindi credo che situazioni del genere ce ne saranno a decine solo nel mio comune. Grazie anticipatamente.
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Non preoccuparti, guarda che accade anche qui nel "profondo nord": non hai idea quanti pozzi abusivi ci sono (fatti anche da ditte di importanza internazionale). Fino a 2 anni fa, con legge nazionale, si potevano sanare i pozzi abusivi. Ora non è possibile ! Qui in provincia di milano, per sanare un pozzo, rischi anche di pagare 30.000 Euro !!!!!! Ti conviene informarti presso gli uffici provinciali (senza dire dove è il tuo parente...) e se il prezzo è conveniente, prova a convincerlo a sanare la situazione (anche dello scarico abusivo). Ciao Francesco
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Iscritto: Mar 2010
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Grazie GeofranzDesio! Caspita, però 30.000 euro di sanatoria mi sembra eccessivo! è superiore al costo del rustico stesso! Lo stato dovrebbe comunque incentivare chi vuole mettersi in regola, la collettività ne avrebbe un beneficio soprattutto in termini di salute umana e di disponibilità idrica! Se qualcun altro ha altre info o ha assistito a casi analoghi, aiutatemi grazie!
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Iscritto: Oct 2000
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Un momento però, non credo che sia così solo in Piemonte, ma un pozzo uso domestico è sempre sanabile senza sanzioni.
Se il tuo parente non ottiene reddito dal fondo ma lo usa per fini personali è assimilabile ad un pozzo domestico e si può valutare di sanare la cosa. Anche se un pozzo artesiano uso domestico...
Ultima modifica di massimo trossero; 11/10/2010 09:59.
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Iscritto: Dec 2009
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il tuo parente ha tempo sino al 31 dic. 2010 per sanare il pozzo. Per regolarizzare il pozzo servono: la domanda da inoltrare alla REGIONE PUGLIA ove si chiede la sanatoria; la relazione idrogeologica,la relazione tecnica agronomica (per uso irriguo); copia degli atti di proprietà; corografia al 25.000; analisi delle acque; versamenti vari: contributo idrografico,tassa di concessione,ecc che ammontano in tutto a 160 euro e spiccioli,canoni dal 1999 al 2010 (30,96 E) e forse una sanzione di 360 E.Sulla sanzione non sono certo. Per far questo non affidarti a patronati o enti,ma,piuttosto rivolgiti ad un geologo o ad un agronomo (che generalmente collabora con il geologo).Ricordo,ancora una volta che hai tempo sino al 31.12.10. Ciao,llewelhyn
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Iscritto: Dec 2009
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in Puglia la sanzione max è di 2500 €. Generalmente è tra i 360 € e 510 €. L'uso domestico del pozzo non richiede la rel.idrog.,la relaz.agronomica ecc.. ma solo i canoni.Ogni 5 anni si chiede il rinnovo della concessione,che per solo per uso irriguo si richiede,oltre alla domanda di rinnovo concessione,la rel idrog.,tecnica,analisi e versamenti dei canoni. Dimenticavo che servono le marche da bollo. ciao,llewelhyn
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Vedi che potenza sto forum !
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Iscritto: Mar 2010
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Wow! Grazie llewelhyn per gli utilissimi consigli e per la professionalità! Ma secondo te o secondo voi, se mi rivolgo ad un geologo ed un agronomo abilitati quanto possono chiedere orientativamente di parcella per sbrigare e quindi regolarizzare tutta questa questione (lo so è una cosa personale, ma giusto per farmi un'idea) oltre alle varie spese burocratiche già citate? E cosa accade dopo il 31 dicembre 2010? Mi potreste fornire dei riferimenti normativi in merito? In ogni caso voglio sottolineare che il pozzo viene utilizzato sopratutto per scopi irrigui durante l'estate per annaffiare poche decine di olivi. Infine, come posso spiegare al mio parente eventuali vantaggi derivanti dalla messa in regola di questa situazione? Da una parte voglio aiutarlo ma dall'altra mi metto nei suoi panni di povero pensionato, e non saprei come giustificargli questo esborso volontario di denaro, senza ottenere da parte sua un ritorno da un punto di vista pratico. Grazie ancora!
Ultima modifica di SanteDelliCarri; 11/10/2010 10:24.
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Almeno in Provincia di Bergamo la distinzione tra uso domestico (per innaffio aree verdi) ed uso irriguo è stabilito dalla superficie servita, limite 2.000 m2, passando da una semplice comunicazione, nel caso dell'uso domestico, alla documentazione completa, nel caso dell'uso irriguo. Spiegare i vantaggi della regolarizzazione non è cosa facile nel senso che, al di là degli aspetti etici e sanzionatori, la sua situazione "di comodo" gli consente di far fronte a tutte le sue esigenze, rimane tuttavia sempre esposto a rischi di controlli e l'occultamento dell'avampozzo conta poco per un funzionario di buona esperienza. D'altra parte tieni presente che regolarizzando potresti dover fornire della documentazione tecnica che potrebbe non esserci (livelli fenestrati, stratigrafia etc) unitamente all'analisi del contesto idrogeologico che potrebbe anche determinare prescrizioni limitative alla derivazione. Io credo che dovresti verificare preventivamente il contesto ed informare adeguatamente il tuo parente in modo che possa decidere avendo però il quadro completo.
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c'è però altro se il pozzo è veramente "artesiano" che è possibile vista la profondità di 50 m. la messa in comunicazone delle falde se accertata può dare problemi, lo sversamento liquami anche (mi domando come abbia fatto ad avere i permessi abiabilità etc)
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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