Ma se viviamo in un paese dove ai progetti in molte zone non viene allegata nemmeno la relazione geotecnica (meno che mai la geologica); al più la si richiede al ritiro della concessione, come si può pretendere che le prove siano certificate.
Nel caso venga applicata tale normativa penso comunque che aumenterrebbero le opportunità di lavoro (nell'ambito dell'edilizia civile) oppure che si dilaterebbe la fascia delle "zone ben note" oppure ancora si ricorrerrebbe a pozzetti esplorativi...
Resta il fatto che per vincoli di PRG in molte zone la relazione è comunque prescritta resta da vedere di cosa sarà corredata.
Per quanto riguarda i costi, se le indagini sono obbligatorie e verificate da un ente, i soldi, saltano fuori, altrimenti non si costruisce.
Certo le nostre entrate sono minime in confronto al notaio, all'agente immobilare, all'elettricista o al termico... e quindi ci preoccupiamo se in costi raddoppiano, ma dovremmo tener conto che partiamo da un livello così basso.
Faccio un esempio, per la caratterizzazione di un sito in zona sismica per uno strumento urbanistico esecutivo, si sono dovute fare indagini per trovare la VS30, prescritte da un ente di controllo, spendendo ben 8mila euro, quando di solito se ne sarebbero spesi ottimisticamente 2mila, una spesa prettamente burocratica perchè al contrario, per la progettazione, il progettista non si avvarrà della categoria di suolo ma seguirà, come gli permette la legge, la vecchia normativa, quindi soldi quasi buttati, ma solo qualche mugugno.