Il Forum è palestra di dialettica e confronto di opinioni ma mi trovo a dissentire con l'impostazione concettuale dell'Ing. Franceschini. Non me ne vorrà ma il mio punto di osservazione è, e continua a rimanere, quello "geologico". Non per partigianeria ma per ovvie considerazioni.
Una costruzione, non importa di quale categoria,poggia necessariamente sul terreno.
Su questo dato di fatto siamo d'accordo?
Se si dobbiamo convenire, per necessità culturale, che la condizione prioritaria dell'iter progettuale è la conoscenza della natura del sottosuolo e delle proprietà geostrutturali (tra cui leggasi anche la componente "sismicità") e fisico-meccaniche per caratterizzare compiutamente ciò che le NTC impongono e cioè il "modello geologico" e il "modello geotecnico" del sito su andreabbe a gravitare la costruzione. Espresso così sinteticamente il fondamento del mio ragionamento ribadisco che il progetto di un'opera (non m'importa quale essa sia) non può prescindere dalla approfondita conoscenza del contesto geologico s.l. senza la quale lo schema architettonico rimane avulso dallo specifico sito sul quale verrà realizzato.
La mia opinione deriva dall'esperienza quarantennale come geologo applicato nel campo delle costruzioni e nel corso di tanti anni mi sono trovato innumerevoli volte davanti a progetti che potevano essere costruiti in qualsiasi parte del mondo e che non calavano minimamente nella realtà geologica del posto specifico con tutti i problemi connessi alle c.d.varianti.
Continuo quindi a sostenere, salvo inoppugnabili prove contrarie, che "il progetto" è l'elaborato frutto del concorso interdisciplinare di più figure professionali, ognuna specialista nel proprio settore di competenza, senza particolari primazie. Se dovessero esserci non v'è dubbio alcuno che prodromico ad ogni percorso progettuale è, e ribadisco non per spirito di parte ma per profondo convincimento culturale, il "geologo".
Per quanto concerne i materiali e la loro verifica potremmo aprime un capitolo a parte, anch'esso molto impegnativo e istruttivo.
Andrea Maniscalco