Scusate, vorrei dare il mio contributo a questa discussione. Lo faccio da Geologo, senza tuttavia dimenticare che sono amministratore e direttore di un laboratorio autorizzato. Se non erro, ad oggi la maggior parte dei sondaggi geognostici, prove DPSH e CPT vengono affidate dai colleghi, molti anche di quelli che quì scrivono, ad imprese esterne in possesso di macchine di perforazione, penetrometri ecc., per poi farne relazioni geologiche e geotecniche.
La circolare, così come oggi riformulata, mi sembra vada proprio in tal senso. Ovvero la mia domanda a tutti voi è:
- non è meglio avere ditte certificate che realizzano sondaggi e prove(al di la del sistema di certificazione - e quì ci sarebbe da affrontare un altro discorso) piuttosto che imprese spesso improvvisate (spesso no nhanno la minima idea di cosa sia fare un sondaggio)non caratterizzate dalla direzione di un geologo o dalla presenza di geologi come sperimentatori??
Mi sembra inoltre importante tenere nella giusta considerazione la incompatibilità esistente tra il direttore o sperimentatore di un laboratorio autorizzato e il professionista che redige la relazione geologica e geotecnica.
Tutto questo non va a favore di un aumento delle possibilità lavorative dei geologi rispetto alla situazione precedente???
Sono stato tra i più critici e non sono mai stato d'accordo con i contenuti della vecchia circolare 349, nonostante sia laboratorio autorizzato e tutte le mie perplessità le ho più volte esposte direttamente al ministero.
Sono sempre stato convinto e lo sono ancora che sì le indagini e prove vanno certificate da terzi, ma con l'ausilio di sistemi che tengano vermante conto della qualità delle singole prove realizzate, della qualità delle singole modalità esecutive. Quali sistemi? Per esmpio il sistema di qualità vigente per tutti i laboratori: ex SINAL o Accredia.
Tuttavia credo che con le nuove circolari un passo avanti sia stato fatto. Pensiamo per esempio a quello che tanti colleghi, ed io in primis, hanno smepre criticato della vecchia circolare 349, ossia la impossibilità per il geologo di utilizzare il penetrometro o di realizzare le prove cosiddette "facoltative".
Spero che questo mio post sia spunto di riflessione per i tanti che a volte partono da posizioni pregiudizievoli, e per tutti quelli che ancora un idea non se la sono fatta.
Mi auguro che il nuovo CNG ( e spero ci possa veramnete essere il cambiamento da più parti auspicato a parole)possa effettivamnete affrontare questo tema come quello dell'obbligatorietà dell'APC, o meglio del "SuperAPClotto", come lo definisco,dove tanti fanno la corsa ad acquisire punti, senza manco porsi il problema della programmazione della formazione e dell'aggiornamneto per noi geologi, dell'adeguitezza dei tanti corsi e giornate di aggiornamento alle effettive esigenze del mercato del lavoro. Qualche esponente dell'ORGC, un anno fa circa, durante un corso sulla caratterizzazione dei siti inquinati affermava: " i motivi di questo corso sono essenzialmente quelli di fare capire ai colleghi che ci sono nuove opportunità anche nel settore ambientale"". Allora, come oggi, mi e vi pongo la domnada: e dovevamo aspettare l'APC per sapere che nel 1998 la L 246 individuava i siti contaminati di interesse nazionale e che nel 1999 il DM 471 esplicava i metodi per la caratterizzazione di tali siti?? Non sarebbe meglio, anziché sbandierare di quà e di là l'obbligatorietà dell'APC minacciando la cancellazione (??!!!), metter le mani ad una seria ed efficace programmazione della formazione e dell'aggiornamneto dei geologi???
Spero sinceramente, da geologo e da imprenditore che assume geologi, che il nuovo CNG (giusto per corretta informazione e non per propaganda sono candidato) si faccia carico di queste che sono le reali esigenze della categoria, insieme a tante altre.
Antonio Di Nardo