No purtroppo (visto il caso), le fondazioni verranno poste ad una quota di 2,00 m. dal piano campagna, per tale ragione visto che il caso non è contemplato, come dovrei classificare il suolo???S2???Continuo ad essere perplesso e non poco....
No purtroppo (visto il caso), le fondazioni verranno poste ad una quota di 2,00 m. dal piano campagna, per tale ragione visto che il caso non è contemplato, come dovrei classificare il suolo???S2???Continuo ad essere perplesso e non poco....
georghit, ti trovi senza scampo in S2, adesso le tue opzioni sono 2:
Ignorare l'S2, facendo finta di essere in B, se il lavoro è piccolo non dovrebbero eserci problemi. Ma se io fossi chiamato a controllare il tuo lavoro mi accorgerei subito dell'omissione.
Procedere con i suggerimenti forniti da Marco Mucciarelli. Ossia, misura HVSR. Se non c'è risonanza: OK, puoi adottare la B Se c'è risonanza: devi procedere con un'analisi numerica
Accogliendo poi i suggerimenti di Silvia Castellaro, la risonanza del terreno per essere pericolosa deve essere situata nei dintorni della frequenza di risonanza dell'edificio.
Argomentando, motivando, ecc. ecc. potresti trarti d'impaccio abbastanza elegantemente dalla situazione.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
Egregio prof Mucciarelli, essendomi avvicinato da poco alla tecnica HVSR, mi permetto di chiederle un parere su come interpretare una misura, della quale allego il relativo file. A distanza di circa 30 metri da quella cui si riferisce il file, è stata eseguita una seconda misura che è esattamente identica alla prima ma con un picco di frequenza più basso (3)a 6.00 HZ. Circa l'assetto stratigrafico del sito in cui è stata realizzata la misura, dal rilievo e da un pozzetto geognostico eseguito, si evincono almeno 4 metri di materiali di riporto ( da saggio meccanico spinto sino a 4.00 metri) poggianti su un substrato di marne e calcari marnosi della formazione geologica dei Trubi. Utilizzando il codice di calcolo implementato in Grilla, per l’inversione della curva H/V, ottengo un Modello di sottosuolo dato da un primo strato con vs 160÷170 m/s poggiante a 7.5 metri di profondità su un substrato con vs= 320 m/s. Mi chiedo se questa interpretazione è corretta e se il picco è attribuibile al contatto terreni di riporto substrato marnoso calcareo.
Il quesito è ovviamente rivolto oltre che al prof. mucciarelli a tutti i colleghi del forum. Ogni parere è gradito grazie.
Geolbar, questo è un quesito pe i colleghi che hanno esperienza con la formazione di Trubi, loro possono dirti se la Vs è compatibile con un una facies alterata della stessa, da ignorante quella velocità mi sembra bassa per una roccia. E poi non ci sono altri contrasti, per cui il passaggio roccia alterata-roccia sana?
I problemi di inversione come noto non sono univoci, infatti in tutti gli articoli della Castellaro ricorre la verifica tramite prove in situ e sondaggi almeno del primo contrasto di impedenza di interesse ingegneristico.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
Si tratta di una "roccia" bianca in parte calcarea e in parte argillosa, costituita prevalentemente dai gusci carbonatici di alcuni organismi caratteristici di ambienti di mare profondo ("globigerine"). I valori di vs misurati in questa formazione sono variabili a seconda delle facies e vanno da 220 a circa 450 m/s. In particolare dagli affioramenti che circondano il sito in questione, la roccia si presenta stratificata con psessori varib. da 5 a 20 cm. le proprietà geomeccaniche non mi sembrano particolarmente elevate, si frantuma facilmente con un piccolo colpo della punta del martello; è quindi classificabile, dal mio punto di vista come roccia da molto tenera a tenera. Penso quindi che ci stiano i 320 m/s (per il substrato integro) ad essa attribuiti. Il problema è relativo a quello che ci sta sopra: Dalla inversone delle curve con grilla ottengo spessori di 7.5 metri con vs pari a 160÷170 m/s. Il dubbio che ho io è il seguente: Questi 7.5 metri sono tutti attribuibili al riporto? (interpretazione che non mi convince molto per via di tutta una serie di considerazioni derivanti dal rilievo di campagna), oppure sono interpretabili come riporto + orizzonte superficiale alterato e decopresso del sottostante substrato, che nell'ipotesi di una vs quasi uguale a quella del riporto non viene segnalato come picco nell'output dell'hvsr. L'ultima questione che voglio porre riguarda la interpretazione del grafico dello spettro in ampiezza delle tre componenti del moto: Silvia Castellaro nelle sue dispense, afferma che il massimo di origine stratigrafica nella curva H/V è dato da un minimo nella componente verticale, con o senza massimo nelle componenti orizzontali. Dal grafico che ho allegato nel precedente post, si nota, all'interno del minimo della componente verticale, un massimo relativo compreso tra due minimi (3÷ 9 hz). Dal momento che questo stesso andamento me lo ritrovo in un altro punto di misura, chiedo se si tratta di un dettaglio trascurabile o se ha una qualche importanza.
Personalmente il geologo, nella sua relazione geologica dovrebbe fornire solo la velocità delle onde s nei trenta metri (o del Nspt) e la massimo un Vs,30 indicativo. La scelta spetta all'ing. sulla base del progetto. Infatti se ipotizziamo che il piano di posa e il bedrock fossero situati in un primo momento a 5 metri sul bedrock avremmo categoria A, ma chi ci dice che poi in fase esecutiva l'ing non ritiene opportuno cambiare piano di posa, magari poggiando a 2 metri (con 3 metri di coltri e quindi, avere una situazione tipo B? Visto tutte le nostre perplessità e soprattutto la non conoscenza in fase di modello geologico di dare solo un Vs,30 indicativo. Poi se ci incaricano anche della relazione geofisica (e ci pagano) allora
la legge è chiaramente sbagliata (anche nella copia) perché quando si vogliono fare leggi poponendo le classifiche c'è bisogno solo dei numeri e delle casiste complete.
I numeri invece li da il legislatore, quando affianca ai parametri matematici gli aggettivi opinabili. Basta pensare che per il solo termine "mediamente addensati" o "per consistenza" esistono innumerevoli correlazioni e interpretazioni diverse.
Io interpreto un solo termine: "approccio semplificato". Per semplificato si intende che non si presta a calcoli complicati o a molteplici interperetazioni, per cui il dato matematico prevale sugli aggettivi. Ne è proprio una conferma il termine: "oltre i 30 metri", sta per terreno tipo C omogeneo anche in profondità, mentre nel terreno E il: "B o C minore di 20 metri" interpreta la situazione di un forte contrasto d'impedenza. In questo caso un po di esperienza possiamo mettercela anche noi. Il dato certo che le NTC 2008 tentando di perfezionere le OPCM 3274/2003 hanno fatto fiasco. I pareri degli esperti sono Autorevoli e meritevoli di considerazione, ma penso che sarebbero più gradite nuove Circolari del Ministero dei Lavori pubblici o sentenze della Cassazione
Una maniera per evitare di eventualmente trovarsi dalla parte sbagliata nel caso di sentenza di Cassazione sarebbe proprio quella di propendere per la categoria S2 in presenza di minimo dubbio.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
Un'analisi 1-D speditiva di questo tipo è fattibile con costi contenuti.
Il tempo dovrebbe esserci pagato tuttavia. Per ora credo si andrà avanti ignorando gli S2, pur sapendo che ci sono.
A proposito dei codici EERA e NERA posto in allegato un breve articolo sull'argomento pubblicato sulla rivista 1/2006 dell'ORGS Per me si tratta di un argomento che ammetto di non aver mai avuto modo di affrontare concretamente nella pratica professionale, ma alla luce delle problematiche di classificazione emerse con l'approccio semplificato, mi sembra quasi una strada obbligata.