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come ribadito nel post successivo anche da Mccoy il valore di frequenza fondamentale ottenuto è perfettamente ripetibile e robusto. il discorso amplificazione è un altro paio di maniche.. ma nessuno dice di prendere in esame l'ampiezza bensi la frequenza.
Carmelina De Rose
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Luca la tua sisntesi mi appare tecnicamente corretta.. il contrasto di imedenza è significativo come dimostrano le misure e se il progettista ti appoggia nella scelta la ategoria E sembra quella più cautelativa.
Carmelina De Rose
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Carmelina nelle linee guida sesame è scritto chiaramente ed è stato meditato negli anni, perchè è nel documento conclusivo che: pagina 28 ... the H/V peak amplitude could generally be considered as a lower bound of the actual site amplification . (l'ampiezza di picco H/V potrebbe essere generalmente considerato come un limite inferiore di amplificazione del sito stesso) Da SESAME H/V User guidelines 2004 D23:12
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ciao Ferry, all'ultimo convegno Gngts si è discusso molto del significa del rapporto H/V con notevoli apporti anche sull'origine del segnale.
Mentre esistono dubbi e perplessità sull'utilizzo dell'ampiezza del picco registrato, anzi orami nella maggioranza dei lavori si è evitato di menzionarlo (eccetto per la significatività), per quanto riguarda invece il valore in frequenza fondamentale dei materiali risonanti, che siano sediemnti o bedrock fratturato, non ci sono dubbi il risultato è assolutamente robusto. grazie luca
Carmelina
Carmelina De Rose
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Non capisco il senso della risposta, ma mi adeguo...
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Non capisco il senso della risposta, ma mi adeguo... Carmelina ha aggiunto il pezzo mancante nel precedente post
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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I progettisti si sono detti d'accordo sulla S2 degradata in E, apprezzando comunque il fatto di essere stati interpellati e di non avergli rifilato un sismogramma non di normativa che non avrebbero potuto trattare con il software strutturale a disposizione. Adesso però sto pensando alla maniera di attuare il suggerimento di Massimo, però non dire che si tratta di un E perchè effettivamente non soddisfa i requisiti della tab. 3.2.II, allo stesso tempo facendo intendere che si tratta di una E. E 'mimetizzando' la S2 nel resto del discorso. Questa è una sezione attuale del cranio del prof. mccoy:
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Trovo comunque ancora rischioso (visto i pareri contrastanti della comunità scinetifica su HVSR) fornire una valore della frequenza di risonanza che potrebbe anche essere diverso, in relazione alla presenza o meno dell'edificio stesso o addirittura con l'aumentare del grado di urbanizzazione del sito Però ci sono lavori di letteratura, tra cui quello recente di Silvia Castellato, che quantificano gli effetti delle strutture, la cui influenza è significativa quando sono molto alte (torri) o hanno una grande massa. Adesso mi hai dato un'idea, ho un giardino che si presta a questo tipo di esperimento, una casa che è una monofamilaiare ad un livello fuori terra più sottotetto mansardato, senza altre strutture nei dintorni nè disturbi appena ho un pò di tregua dal lavoro vi saprò dire gli esiti. Per quanto riguarda i disturbi antropici, le frequenze spurie sono riconoscibili dal comportamento delle componenti del segnale, mentre i segnali impulsivi possono essere semplicemente eliminati dalla registrazione. Centro non andrei a fare un rilievo in un'aiuola di una rotonda stradale al centro di Milano durante l'ora di punta.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Perfetto mccoy su questo sono d'accordo spostare un B alla categoria E in caso di marcato contrasto d'impedenza. Il rapporto Vs2 /Vs1 > 2 credo sia comunque indicativo, non dimentichiamo che potremo avere anche Vs2 poco differenti da Vs 1, ma un gamma2/gamma1 > 2, tipo ghiaie calcaree, 18-20 kN/mc su pomici 5-9 kN/mc Ferry, ma sei proprio andato a pescare un esempio leggermente estremo comunque hai reso l'idea, il rapporto da considerare in effetti dovrebbe essere l'impedenza acustica, che nel caso semplificato di un'onda piana nel nostro contesto = Vs*rho
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Ebbene, le rotelle nel cervello del prof. mccoy hanno girato a lungo surriscaldandosi, finchè è stato partorito quello che può essere ritenuto un piccolo capolavoro della sofistica tecnico-giuridica, se mi concedete la modestia. Il sottosuolo non viene definito come E, ma 'assimilabile' ad E, enunciandone le motivazioni. Viene inoltre richiamata la categoria S2 enunciando altre motivazioni secondo le quali si invoca di nuovo la E senza disconoscere la S2. Il prof. mccoy ha decisamente superato sè stesso. In caso di necessità siete liberi di utilizzare il seguente testo, che purtroppo si adatta soltanto ad una specifica situazione: Classificazione della categoria di sottosuolo secondo quanto previsto nella tabella 3.2.II delle NTC:
il sottosuolo può essere assimilato alla categoria ‘E’:
“Terreni dei sottosuoli di tipo C o D per spessore non superiore a 20 m, posti sul substrato di riferimento (con Vs > 800 m/s)”
Quantunque il profilo della VS verso la profondità non esibisca esattamente le caratteristiche contemplate dalla citata definizione di normativa (il substrato di riferimento non ha Vs > 800 m/s) si ritiene che l’azione sismica nel sito sia comunque compatibile con la categoria ‘E’ per i seguenti motivi: • Il terreno per uno spessore di 12 m al di sotto del piano di posa delle fondazioni può essere classificato del tipo ‘C’, essendo la VS variabile nel range 310÷320 m/s. • Esiste un significativo contrasto di impedenza acustica, poiché la velocità a circa 13 m di profondità dal piano di campagna passa da 320 m/s a 640 m/s. • Il segnale HVSR misurato nel sito pone in evidenza la presenza di un pronunciato picco di risonanza alla frequenza di 6 Hz, compatibile con il contrasto di impedenza presente a 13 m circa di profondità. • La categoria E in tabella 3.2.II contempla situazioni stratigrafiche con cospicui contrasti di impedenza, causati dalla brusca variazione di velocità delle onde sismiche e densità del mezzo passando da orizzonti superficiali relativamente soffici ad orizzonti meno superficiali rigidi. • Le evidenze sperimentali suggeriscono quindi, con ragionevole certezza, che la risposta sismica locale sia nella sostanza, se non nella forma, del tutto compatibile con la risposta sismica di un sottosuolo di categoria E. • In conclusione, appare pertanto tecnicamente sensato classificare il sottosuolo nel sito in categoria E, in considerazione del fatto che è stato misurato un effetto equivalente a quello che la situazione stratigrafica inerente a detta categoria può causare.
Si pone inoltre in evidenza che, quantunque la VS30 risulti essere compresa tra 360 e 800 m/s, nelle due prove geofisiche eseguite non viene rispettato il seguente criterio di appartenenza alla categoria B: ‘miglioramento graduale delle proprietà meccaniche con la profondità’, ma esiste il citato netto contrasto di impedenza nella successione. Il sottosuolo potrebbe peraltro appartenere alla categoria S2 della tabella 3.2.II:” Depositi di terreni suscettibili di liquefazione, di argille sensitive o qualsiasi altra categoria di sottosuolo non classificabile nei tipi precedenti”, in tale caso comunque la misurazione diretta del rapporto H/V con analisi dei microtremori può ragionevolmente essere ritenuta nel caso in esame quella che la normativa descrive una ‘specifica analisi per la definizione delle azioni sismiche’, in quanto ha permesso, con deduzioni tecniche del tutto ragionevoli, di fare riferimento ad una azione sismica assimilabile a quella propria della categoria E di tabella 3.2.II. Infine, si sottolinea che il caso più pessimistico previsto dalla normativa in relazione alla categoria S2, ossia la ‘presenza di terreni suscettibili di liquefazione e/o di argille d’elevata sensitività’, può essere escluso nella situazione in esame.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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