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Non conosco Antonio Scaglioni ma intuisco che ha esperienza e ha voglia di impegnarsi e si è messo in gioco con la propria "Faccia", cosa onorevole per un professionista della sua età. Per Marpis, pensi che in futuro sia semplice far eseguire indagini geotecniche soprattutto per piccoli lavori. Non saranno forse privilegiate le imprese più grandi che potranno avere il monopolio facendo fare le relazioni al giovane geologo quasi gratis, spiazzando gli altri professionisti a cui costerebbero troppo le indagini geotecniche per essere competitivi.
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Marpis posso solo pensare che tu sia influenzato da qualche consigliere del CNG. Altrimenti sei ingenuo. Preciso che conosco la persona che ne ha riferito. Inoltre non ho detto niente di offensivo.
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Caro Marpis78, sono d'accordo con te sul fatto che la relazione geologica diviene obbligatoria su tutto il territorio nazionale e, direi, per tutte le categorie di opere. Tuttavia mi sembra che la competenza del geologo in materia geotecnica, al di là della sempre possibile richiesta specifica di questo o quell'ingegnere, ne esca fortemente ridotta. Infatti la definizione di tutti gli aspetti geotecnici alla piccola e - nota - alla grande scala relativi al progetto spetta, appunto, al progettista, e non credo il geologo si possa definire tale. Teoricamente il geologo potrebbe - anzi dalle norme sembrerebbe dover - definire il modello geologico e poi abbandonare lasciando totalmente al progettista le scelte in materia di caratterizzazione e modellazione geotecnica. La collaborazione stretta tra i due è auspicabile ed in molti casi si realizzerà, ma nulla nelle norme la favorisce. Inoltre ti ricordo che la giurisprudenza in materia di relazione geotecnica è antecedente a queste disposizioni, per cui non essere ottimista sulle prossime sentenze dei TAR o del Consiglio di Stato. All'inizio ero io l'ottimista, adesso lo sono un po' meno. Inviterei gli Ordini a prendere in esame questi aspetti per migliorare ulteriormente le norme.
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Marpis No, se pensi che abbia detto qualche cosa di offensivo e gratuito, ritiro tutto e ti porgo le mie scuse.
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A me interessava sapere, e l'avrei chiesto al convegno se (come ho già scritto in precedenza) 1) Abbiamo l'esclusiva nel fornire la categoria sismica del suolo?
Ha più titolo il committente di noi, infatti al punto 3.2.1 delle Norme tecniche in vigore si dice: "...Nelle definizioni precedenti Nspt, Cu e Vs sono valori rappresentativi degli strati considerati, valutati dal Committente e dal Progettista, di concerto, sulla base di insiemi statistici sperimentali."
E precisamente se noi rientriamo nel progettista citato nelle Norme?
Altrimenti non abbiamo fatto alcun passo in avanti significativo.
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Complimenti al CNG, agli Ordini e a tutti i colleghi ottimisti per il grosso passo fatto in avanti: mentre prima almeno avevamo l'esclusiva sulla relazione geologica, adesso, da come riferisce Marpis78, la classificazione di suolo (e non è forse questa Geologia ?) può farsela l'Ing. Geotecnico. Penso che da qui al calcio in c..o al Geologo ci manca molto molto poco. Certo, quello che dice Marpis78 potrebbe essere solo una delle tante interpretazione del Testo Unico, ma solo il fatto che qualcuno vada in giro a dire certe cose significa che dovremo ricombattere a denti stretti, non per migliorare la nostra professione, ma per difendere quanto già ci spettava di diritto, realtà più o meno consolidate. Un'osservazione: parlando dell'Ordinanza 3274 e del Testo Unico si è sempre accentrata l'attenzione sulla classificazione delle categorie di suolo. C'è però un altro aspetto che mi sfugge: secondo voi ha senso fare le relazioni geologico-tecniche come prima, cioè spingersi sino a valutare la capacità portante ed i cedimenti ? Ha senso considerato che non si dovrà più lavorare con le tensioni ammissibili ma con gli stati limite ?
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