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Originariamente inviato da: Vorlicek
Personalmente per 5 anni ho tenuto il corso di tecnica dei sondaggi all'unipd e certamente spiegavo come funziona una sonda (se pur a grandi linee....).

Mi spiace non aver seguito il tuo corso.. comunque sono un po' troppo distante... pollicesu
Un conto è spiegare il funzionamento di una macchina, un conto utilizzarla: spesso un buon operaio è in grado di effettuare piccoli interventi di riparazione delle macchine: anzi, è un valore aggiunto.
Originariamente inviato da: Vorlicek

Non vorrei essere frainteso; non è che il penetrometrista e/o sondatore debba essere geologo, (e come ho già detto quando l'indagine è di tipo industriale quasi non vale la pena di essere in campagna...), ma certo il geologo deve essere spesso simbionte con loro (per non parlare poi della geofisica.....).

Concordo in pieno: avere un geologo a dirigere tutte le fasi può essere garanzia della qualità del dato. Dato che però deve essere consegnato al progettista geologo e non può essere utilizzato direttamente. Concordo anche che deve essere garantita la qualità del lavoro e queste circolari non vanno di sicuro in questa direzione: per questo motivo il CNG deve intervenire, non per difendere le mini piccole imprese: per quello ci sono associazioni di categoria.
Distinguamo impresa da professione!

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Io tendo a difendere il dirotto di utilizzo di atrezzature (anche minime) direttamente dal geologo, senno tanto vale utilizzare il pendolino da rabdomante....

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Quote:
Perchè non accettate l'incompatibilità tra esecuzione ed interpreatazione? Non volete subire la direzione lavori di un collega che magari ne sa meno di voi ma ha lui l'incarico di professionale e voi quello "imprenditoriale"?


non sono incompatibili ma aspetti diversi da eseguire come figure diverse. quello che conta è la qualità del risultato

Quote:
se non conosce la sonda ovvero il perforare (che ti garantisco non si impara solo sui libri)come fà a farle? forse che quel calo di press. nei fluidi di circolaz. o quell'aumento di torsione


qui sta la professionalità del geologo che segue la prova e si interfccia con il sondatore e "non si fa fregare"
Quote:
Quello che coi vuole è un controllo di qualità e di processo (anche singolo), non di quantità e solo burocratico


sono tutti aspetti dello stesso problema tutti condivisibili

Ultima modifica di michelec; 18/11/2010 07:09.

michele conti
fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Forse sono solo ottenebrato dalla preoccupoaziuone di buttare via 18 anni di esperienza lavorativa. Chi se la sente di cercare di fare una sintesi lucida?
Emotivamente rifuggo all'idea del geologo progettista con le scarpe lucide che mai và sul campo; ogni volta che l'ho incontrato (non molte a dire la verità) mi sono accorto della sua capacità a far casino e talora disastro/i.
Non vorrei che la complessità dei modelli che smanettiamo al p.c. 8e io ne smanetto di idrogeologia) ci facessero perdere di vista la complessità naturale e l'impossibilità (o la difficilissima praticabilità) di esaurire le problematiche geologico tecniche con un clik. Altro discorso chi comunque utilizza una Cu per una frana o una dinamica leggera per un palazzo.

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Originariamente inviato da: Vorlicek
Emotivamente rifuggo all'idea del geologo progettista con le scarpe lucide che mai và sul campo; ogni volta che l'ho incontrato (non molte a dire la verità) mi sono accorto della sua capacità a far casino e talora disastro/i.
urra
Verissimo! Per essere un buon progettista/DL credo sia fondamentale aver svolto attività di cantiere. Soprattutto se sei chiamato a redigere piani di indagine.

Credo che i percorsi da individuare siano 3:
1 - Le associazioni di categoria devono ricorrere al TAR o in altra sede contro queste circolari anticostituzionali;
2 - Sempre le associazioni (ANISIG, ecc) dovrebbero fare ricorso all'Antitrust;
3 - Il CNG dovrebbe operare per favorire la qualità. Queste circolari vanno contro un sistema di qualità e il geologo deve essere considerato come titolare nel ruolo di gestione, DL, progettazione delle indagini.

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Originariamente inviato da: Geodesi
E Tu chi sei un altro nickname, da dove vieni... .un fiorino.


Mi scusi signor geodesi... confused

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Credo che i percorsi da individuare siano 3:

1 - Le associazioni di categoria devono ricorrere al TAR o in altra sede contro queste circolari anticostituzionali;
2 - Sempre le associazioni (ANISIG, ecc) dovrebbero fare ricorso all'Antitrust;

3 - Il CNG dovrebbe operare per favorire la qualità. Queste circolari vanno contro un sistema di qualità e il geologo deve essere considerato come titolare nel ruolo di gestione, DL, progettazione delle indagini.


Sono d’accordo e aggiungo che anche il CNG deve provvedere a ricorrere al TAR.

Mi fa piacere che il nickname Yoga parli di anticostituzionalità (finalmente) delle circolari e parli di qualità.

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Originariamente inviato da: Anonymous
Originariamente inviato da: Adriano Iachetta
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Richiama il collega e consiglialo di ricorrere con il sostegno del comma 2 dell'art. 41 al provvedimento di diniego dell'EPAP.

INTERESSANTE.
Anche perchè quel collega paga l'epap anche sulla parte di indagini.
La fattura è unica!


Bravo! Ci sei arrivato...spero solo che ci arrivino anche gli altri...e che incomincino a fioccare i ricorsi!
Bisognerebbe sapere come la pensa Egidio che è tra i rappresentanti EPAP.
Egidio, è giusto che al collega che esegue prove penetrometriche e le fattura regolaramente come reddito professionale sia riconosciutà l'invalidità e l'indennità dell'EPAP?
Giusto o non giusto il collega farebbe bene a ricorrere e farselo dire da un giudice se è giusto o meno.


Caro Egidio, aiutaci a fare un po’ di chiarezza.
Può essere riconosciuto come infortunio professionale, un danno causato da un penetrometro?
Qual è la posizione dell’Epap su questo punto.


Gianluca Maccarone
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Originariamente inviato da: Anonymous

Io da geologo, per quel poco che posso, faccio lavorare alle mie dipendenze operai specializzati e geologi .
Non agisco a discapito di questi ma a favore perchè se io non lavoro o anche loro fanno lo stesso o se ne dovranno andare alle dipendenze dei monopolisti che in quanto tali attueranno tutte le strategie intimidatorie della perdita del posto di lavoro per sfruttarli, spemerli al meglio e togliergli quel poco di dignità professionale che da me avevano avuto.


Per quale motivo ritieni che un geologo libero professionista sia un datore di lavoro migliore di un laboratorio?
Dici di avere alle dipendenze "operai specializzati". Immagino che saranno inquadrati come metalmeccanici, oppure nel contratto industria o commercio o artigianato. E cosa hanno a che vedere con la professione geologo? Le prove le fai tu oppure loro? Mi sembra molto che la tua struttura, da come la descrivi, assomigli ad un piccolo laboratorio.

Originariamente inviato da: Anonymous

P.s.
Ammesso che quel centinaio di laboratori monopolisti in Italia possa assorbire la richiesta di qualche migliaia di laureati in geologia, qualche migliaia di laureati in architettura, qualche migliaia di laureati in ingegneria e qualche migliaio di geologi disoccupati come me che nel frattempo bussera alle porte per un pò di elemosina...


Francamente i numeri che citi sono irreali. Nel settore delle prove geognostiche lavorano un certo numero di geologi e poi altre figure difficilmente laureate.
Il problema che poni è certamente reale e non da sottovalutare ma riguarda quasi esclusivamente i geologi che, a torto o a ragione, per scelta o per necessità, hanno iniziato a fare prove in proprio. Questo però non cambia la realtà delle cose; eseguire prove (con macchinari please, non confondiamo poket sclerometro e martello con una sonda) non è lavoro da libero professionista.
Ho detto e ripetuto che ritengo che gli aspetti "monopolisti" della circolare vanno combattuti e che non sono assolutamente d'accordo che per fare una prova penetrometrica si debba avere anche la sonda ecc. ecc.
Ribadisco però che sono assolutamente per la separazione. Si faccia una scelta. Si operi nel campo delle prove come impresa (anche micro) oppure nel campo della libera professione.

Ottimo il richiamo alla qualità che in molti fanno. Ricordatevi però che la qualità costa; non è solo la procedura (pur fondamentale) e la capacità del tecnico (indispensabile). Conosco laboratori ex1086 che spendono oltre 30.000 euro/anno per la taratura delle celle delle presse (solo per citare una spesa tra le tante). E queste spese te le puoi permettere solo se hai un mercato, di prove, che te lo consenta.

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Ottimo il richiamo alla qualità che in molti fanno.

È l’unica strada da percorrere se vogliamo essere credibili e se vogliamo far crescere il nostro lavoro e la categoria.

Le circolari mafiose tendono a peggiorare la qualità dell’indagini ed a bloccare l’innovazione dell’indagini stesse.
A lungo termine tutto questo avrà delle ripercussione negative.

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