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il collegamento era il seguente: sul testo valori caratteristici del terreno (di aldo de bernardo) si fa riferimento ad un approccio geotecnico per la stima dei parametri caratteristici.

In particolare leggo che ad es. che i moduli ricavati ad es. con le prove penetrometriche, dilatometriche, di carico su piastra, etc. sono generalmente E50 e che pertanto sono già delle stime cautelative (lower bound). In pratica si potrebbe porre:

Ek=E50

Così utilizzando da geofisica la relazione di Fahey e Carter con il livello di mobilitazione del caso avremmo direttamente dei caratteristici. In questo testo si dice che la maggior parte dei problemi geotecnici assume un valore medio di FS=4.

In questa ottica FS=2 rappresenterebbe già un soglia minima per il parametro in questione.

(mccoy anche se fuori tema mi ricordi in quale parte delle NTC o circolare è indicato il fatto che le verifiche di portanza vanno efettuate a breve e a lungo termine. Mi sono perso)

saluti, agi

Ultima modifica di agi; 16/11/2010 22:40.
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Ti rispondo io 6.4.2.1 primo capoverso (non solo portanza ma genericamente tutte le verifiche di sicurezza quindi anche scorrimento).

Riguardo a quanto afferma De Bernardo, ciò è probabilmente anche giusto ma potrebbe essere in contrasto con la norma? Potrebbe essere portato in conto questo ragionamento per giustificare una stima cautelativa...dato che non si va verso il lato cautelativo?

Un saluto


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grazie mijasimo (mi credi se ti dico che avevo NTC aperte su quel paragrafo?)! blush

riguardo al FS=2 è cautelativo (e fornisce un limite minimo)per la stima del parametro geotecnico con la procedura di degradazione. Non lo è nei confronti di una verifica (ad es. resistenza ultima).

Di sicuro la cosa migliore è stimare FS in relazione alla verifica e poi applicare la procedura di degradazione.

saluti, agi

Ultima modifica di agi; 17/11/2010 08:44.
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Sì mi succede spesso anche a me!
Chiarisco un attimo quello che volevo dire sopra.
La procedura di degradazione è molto probabilmente cautelativa con Fs=2 ok.
Io però mi riferivo all'affermazione "che i moduli ricavati ad es. con le prove penetrometriche, dilatometriche, di carico su piastra, etc. sono generalmente E50 e che pertanto sono già delle stime cautelative (lower bound)" dire questo non è cautelativo, ma magari è vero non lo metto in dubbio. Quindi e quì arrivo al punto, la stima dei valori caratteristici credo debba essere fatta sui parametri ma non sul procedimento (cioè una sorta di procedimento caratteristico perchè mi deriva da Fs cautelativi). La differenza c'è, spero comunque di essermi fatto capire.

Un saluto



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mijasimo i moduli da penetrometriche non vanno sottoposti a degrazione da fahey e carter sono già degli E50 e in questo senso potrebbero essere già considerati caratteristici

Mentre quelli da sottoporre a degradazone sono quelli desunti da geofisica. In questo caso imponendo un FS=2 (E50) otterrei direttamente dei lower bound.

Il problema è tuttavia nell'assunzione di quel FS. In realtà andrebbe scelto un FS in funzione del tipo di verifica e quindi dell'approccio progettuale.

Spero ti riferissi a questo e di aver interpretato bene

saluti, agi

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Si certo i moduli che devono essere degradati derivano dalla geofisica, ma il mio dubbio è se quei moduli debbano risultare caratteristici a priori e non adottando un fs cautelativo. Ad esempio con una procedura sugli intervalli di velocità come ha descritto mccoy in un intervento precedente. Quindi dati in pasto a F&C per degradarli e quindi poi utilizzabili di fatto come parametri di progetto.

Quindi, al di là della degradazione (sopra effettivamente era scritto in maniera fuorviante) io intendevo in generale dire che parametro caratteristico come stima cautelativa e procedimento cautelativo (dove gioco su fs) sono, credo, due cose distinte.

Poi il discorso che i moduli da prove in situ sono di fatto valori da poter considerare caratteristici è molto interessante e sarebbe opportuno approfondirlo.

Un saluto


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Originariamente inviato da: mijasimo
Poi il discorso che i moduli da prove in situ sono di fatto valori da poter considerare caratteristici è molto interessante e sarebbe opportuno approfondirlo.

Un saluto


I dubbi di mijasimo mi sembrano fondati. Concettualmente quelal di Di Bernardo potrebbe essere un'interpretazione valida, ma il procedimento suggerito dall'esegesi dell'EC7 di frank et al, 2004 (Designer's guide), adottato esplicitamente dalle NTC (C6.2.2.4) afferma il contrario. Questa frase del citato paragrafo delle NTC è chiarissima:

Quote:
Valori caratteristici dei parametri geotecnici
La scelta dei valori caratteristici dei parametri geotecnici avviene in due fasi.
La prima fase comporta l’identificazione dei parametri geotecnici appropriati ai fini progettuali.
Tale scelta richiede una valutazione specifica da parte del progettista, per il necessario riferimento
ai diversi tipi di verifica
.


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Per cui, nel nostro caso la prima fase sarebbe quella di decidere se il parametro che governa il nostro SL (SLE specificamente) sia l'E25 o l'E50. Questo sarà in funzione del grado di mobilitazione della tau che saremo in grado di stimare, in funzione del carico applicato e dell'adensamento-consistenza del terreno.
Ottenuto l'E appropriato, a questo punto passiamo alla definizione del valore caratteristico.

Questa maniera permette di calibrare rigorosamente la differenza Xk-Xmedio in funzione della conoscenza del terreno, mentre nell'altro modo non sappiamo bene quale sia questo delta e se sia eccessivamente cautelativo o anti-cautelativo.


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Mobilitazione del tau-qu:

Quantunque i valori tipici sono indicati in letteratura (valori di Bruschi), la legge impone dei requisiti minimi di sicurezza.
Per cui possiamo vincolare l'upper bound della mobilitazione.

Nel caso del DA2 in condizioni statiche, nelle slides di Firenze si vede che, con molti dati a disposizione, in caso di grandi volumi interessati allo SL, una fondazione perfettamente ottimizzata ha un grado di mobilitazione di circa il 30%
Un valore più elevato comporta automaticamente una condizione illegale, ossia di mancata verifica.
Nel caso il valore caratteristico sia sensibilmente minore di quello medio, il 30% diminuisce sempre di più, arrivando magari al 15%.
Se poi siamo su orccia o brecce o ghaiie addensate, il fattore di mobilitazione arriva tranquilalmente al 5%.
A me sono capitati dei casi di costruzioen in legno suplatea su brecce con fattore di mobilitazioen dell'1% o meno. Questo vuol dire che il nostro E o G operativo = modulo tangenziale, = Eo o Go.
I cedimenti sono praticamente nulli.


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Originariamente inviato da: mccoy
Mobilitazione del tau-qu:

A me sono capitati dei casi di costruzioen in legno suplatea su brecce con fattore di mobilitazioen dell'1% o meno. Questo vuol dire che il nostro E o G operativo = modulo tangenziale, = Eo o Go.
I cedimenti sono praticamente nulli.


Mccoy siamo daccordo su tutto ma questo ultimo è un caso per cosi dire "particolare" smile....il 30% cui ti riferisci invece corrisponde ad un FS=3 circa quindi cmq in quel range di letteratura.

saluti, agi

Ultima modifica di agi; 17/11/2010 23:20.
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