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Però... non credevo di smuovere un vespaio...
"La libertà comincia dall'ironia." Victor Hugo, Leggenda dei secoli, 1859
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Iscritto: May 2006
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Iscritto: Jan 2001
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Il problema non è il taglio ma la sua entità. Probabilmente 31 dipartimenti sono troppi ma 6 sono veramente pochi. La petizione propone proprio di rivedere l'entità del taglio.
Egidio Grasso Coordinatore sito WEB www.geologi.itPuoi credere di farcela o credere di non farcela. In entrambi i casi i fatti ti daranno ragione. (Henry Ford)
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Iscritto: Mar 2010
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31 sedi differenti per sfornare in media non più di 20-25 "dottori magistrali" in Scienze Geologiche mi sembra davvero uno schiaffo alla crisi ed al buon senso. Ho letto il rapporto sul CRESME pochi mesi fa ed i numeri parlano chiaro: ecco quanti laureati magistrali in un anno (2008) Potenza 8; Ferrara 5; Benevento 8; Modena 6... sembrano quasi le rispettive temperature minime nel mese di dicembre in un bollettino meteo. Certo che bisogna chiuderle queste sedi, ed alla svelta, prima che l'economia del paese vada al collasso; una cosa è certa, che negli anni passati l'università è stato un carrozzone pauroso, una pazzia per la spesa pubblica e nessuno che controllava o faceva indagini sul bacino di utenza, possibile che un manipolo di geobaroni sia così influente da poter determinare l'apertura di sedi di corso di laurea senza tener conto di certe regole e fare i loro porci comodi? Ormai, c'è ben poco da discutere anche se mi dispiace per gli studenti e le loro famiglie che dovranno sostenere spese gravose per studiare fuori sede; come in ogni questione la fascia più debole viene sempre penalizzata dato che i baroni dei possibili atenei chiusi sicuramente non verranno licenziati o nè dovranno dare motivazioni sul loro silenzio-assenso su questa politica di avere l'ateneo sotto-casa. Da questo post, molto interessante possono scaturire iniziative interessanti e riflessioni per il futuro della nostra professione e dell'università in generale. Prima di tutto bisognerebbe fare un discorso sulla edilizia universitaria carente ed inefficiente (ve lo ricordate il collegio de l'Aquila?) per consentire a tutti i fuori sede non-benestanti l'accesso all'università che più si avvicina alle proprie aspettative. In ogni caso 6 dipartimenti mi sembrano davvero pochi, vuol dire due diparimenti per zona geografica dell'Italia; sicuramente bisognerebbe sopprimere quei corsi di laurea che sono collocati a distanze "minime" l'uno dall'altro valutando contestualmente il numero di iscritti e laureati all'anno. Purtroppo questo carrozzone di università lascerà nei guai le nuove leve e il futuro della professione di Geologo. D'altra parte non posso dare la colpa solo hai professori universitari, è come al solito una questione culturale del nostro paese nel senso che manca una cultura ed una sensibilità per le problematiche geologiche senso lato ed ambientali in generale. In altri paesi civili, forse, alla luce della fragilità geologica del nostro paese (scusate se, da geologi, banalmente ve lo faccio notare) si sarebbe pensato di istituire ad esempio una facoltà di Scienze della Terra o di Ingegneria Geologica (non geotecnica) e non di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali come lo è stato fino ad ora, all'interno della quale confluirebbero corsi di laurea afferenti ai settori scientifico disciplinari tipicamente geologici per tradizione e quelli che si avvalgono di contenuti più avanzati tipo telerilevamento e prospezioni geofisiche. In questa maniera si otterrebbe il triplice vantaggio, e cioè: 1) di eliminare la concorrenza con gli ing.ambientali, così paventata da noi geologi. 2)Evitare sprechi nelle università (che poi è tutto). 3) Formare laureati qualificati. Questa è solo una mia visione, tra l'altro sostenuta anche da pochissimi dei miei baroni (che sicuramente non hanno nè il tempo nè l'interesse a discuterne in un forum, ma lo faccio volentieri io al loro posto, per fare un po di informazione), che per essere attuata necessiterà di una stretta di mano tra due categorie diverse, ma penso necessaria. Tra l'altro dato che la questione principale è quella culturale vi ricordo che anche gli ingegneri ambientali (ne conoscono diversi, e nessuno di loro si occupa di geotecnica)non se la passano certo bene, molti di loro si devono improvvisare struttristi con conseguenze anche pericolose dal punto di vista della sicurezza. Molti tra loro ragionano nei seguenti termini: "Per quale motivo devo scegliere l'indirizzo difesa del suolo se a nessuno frega qualcosa delle tragedie annunciate? Allora scelgo l'indirizzo infrastrutture ed trasporti!". Ecco i risultati nel creare corsi di laurea spuri, tra l'altro tutta questa bella visione che ho appena dato è al netto della questione (cmq generale) di quelli che lavorano sempre e non ti fanno lavorare, o ti lasciano le briciole, perchè intrallazzati coi politicanti del Comune fino alla loro abdicazione. In quest'ultimo caso sono troppi anche 10 laureati all'anno per intraprendere la professione in maniera sana, senza ricorrere a scorrettezze così tanto paventate dalle vecchie cariatidi della professione. Fatemi sapere voi che ne pensate, è una follia utopica, magari in futuro? Poi se uno vuole studiare i fossili se li approfondisce in un dottorato o va a Scienze Naturali che tra l'altro avrebbe più competenze per tutte le speculazioni tafonomiche e paleo ambientali. Bisognerebbe puntare tutto sul rilevamento sul campo e nella elaborazione ed interpretazione di dati geotecnici e soprattutto geofisici, almeno il privato potrebbe assorbire un po di laureati nel nostro settore. Solo allora non avremmo più da rimproverare all'università italiana.
Notte a tutti!
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Iscritto: Apr 2006
Posts: 504
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Iscritto: Apr 2006
Posts: 504 |
il CNG che chiede aiuto?
Aiutare i BARONI universitari che ci hanno portato allo sfacelo?
Ma tagliassero a più non posso! Bisogna azzerare per ricostruire un Geologo che noi liberi professionisti vogliamo da tempo. Speriamo nel nuovo CNG!
your neighbour
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Iscritto: May 2000
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Iscritto: May 2000
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Io ho firmato la petizione, anche se la denuncia fatto da tanti colleghi sulla sleale concorrenza che spesso ci fanno i docenti universitari (che hanno mano d'opera e strumenti gratis, ovvero pagati da noi) è più che condivisibile. Ma secondo me questo ha poco a fare con la chiusura di tutti questi Dipartimenti (per inciso nella petizione si danno sempre dei limiti numerici, non sono esperto, ma non penso che si pretenda che tutto rimanga invariato). Voglio dire che se scompariranno tanti Dipartimenti di Scienze della Terra non è che ai Baroni verrà impedito di invadere il nostro campo: per evitare questo basterebbe regolamentare le gare, ovvero togliere la possibilità ai Docenti di iscriversi all'Albo Professionale, allora sì che risolveremmo il problema alla radice. Sullo stato attuale dell'Università italiana sono decisamente critico, avendo vissuto l'esperienza (per me drammatica) di svolgere una docenza a contratto all'Università di Chieti e Pescara: un corso di 40 ore in poco più di 2 mesi, un vero tour de force (per me ma sopratutto per gli studenti) pagato una miseria (2000 Euro lordi, comprensivi di tutte le spese, per cui la remissione è stata certa). Ma qual è il problema ? Il Dipartimento di Scienze della Terra di Chieti (che non so fra l'altro se sarà uno di quelli a rischio, ma temo di sì) ? Secondo me la madre di tutti gli errori è stata la riforma 3+2 che ha ridotto l'Università ad un "esamificio" con gli studenti che debbono rincorrere gli esami con scadenze ravvicinate, senza avere il tempo di assorbire le nozioni: in 2 mesi ho fatto loro il programma che, al tempo della laurea quadriennale, si faceva in un anno ! Ovviamente anche il fiorire di tante micro-università (sappiamo tutti per quali fini) è stato dannoso, ma nella petizione si definiscono comunque dei numeri minimi. Infine, proprio perché sono un libero professionista, mi rendo conto che, a lungo termine, un calo degli iscritti (già in atto da anni) che diventerà inarrestabile con la riduzione delle sedi in Italia, avrà conseguenze mortali per la nostra categoria: senza ricambio generazionale non avremo futuro e (egoisticamente parlando) non avremo nemmeno giovani che ci consentiranno di avere un minimo di pensione, visto che gli iscritti anche all'EPAP caleranno vistosamente. Sarebbe invece compito dei politici di prendere atto che i geologi sono NECESSARI, che bisogna investire risorse per formare nuovi geologi, se si vuole una volta per tutte iniziare una vera opera di prevenzione territoriale: ci sarebbe lavoro per tutti, liberi professionisti, geologi nelle PA, negli istituti di ricerca. E invece qui ci stiamo scannando tra poveretti, lavorando al ribasso più spinto e con la prospettiva di lasciare la "ciccia" alla neonata corporazione delle indagini certificate dal Ministero. Un Governo serio dovrebbe invece promuovere la nostra attività, favorendo l'iscrizione al nostro Corso di laurea, facendo capire all'opinione pubblica l'importanza del nostro ruolo, in poche parole fare uno sforzo per cercare di vedere con uno sguardo più ampio all'orizzonte e non limitarsi, come al solito, alle richieste contingenti del popolino
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Iscritto: Aug 2008
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Credo che la strada sia intrapresa: si passerà dalle facoltà di SSMMFF alla facoltà di ingengneria, dove la geologia diventerà engineering geology, con buona pace di mineralisti, paleontologi, ecc. ecc. La geologia applicata ha scarsissima considerazione all'interno dei dipartimenti e la conseguenza è questa. Hanno voluto relegare ad un ruolo secondario quello che avvrebbe invece dovuto essere la locomotiva di qualsiasi dipartimento di geologia? Anche qui ci sono dipartimenti di Geologia a Catania, Messina e Palermo... decisamente troppi. Quando ero tra i rappresentanti degli studenti avevo suggerito che ciascun dipartimento fosse specializzato in tematiche diverse. Invece ovunque ogni dipartimento vuole fare di tutto e di più! Ribadisco: sono stati miopi e lo sono ancora. Ognuno ha coltivato il proprio orticello.
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Iscritto: Aug 2008
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Ma guardate a Palermo: http://www.dipgeopa.com/dotgeo/?structure=tematiche - Di geologia applicata nemmeno l'ombra! I dottorandi fanno ricerca su aree tematiche come paleontologia, stratigrafia, ecc. E quando saranno dottorati cosa faranno? Ricerca all'università? Dovrebbero invece essere formati dottorati in geologia applicata: avrebbero più facilmente accesso al mercato e potrebbero elevarne il livello. Il problema è che alle spalle dovrebbero esserci docenti all'altezza...
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Iscritto: Sep 2004
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Intanto firmiamo.....ma avrei voglia di prendere a calci nel c.... molti professori universitari!!!
Quello che facciamo è soltanto una goccia nell'oceano. Ma se non ci fosse quella goccia all'oceano mancherebbe.
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Intanto firmiamo.....ma avrei voglia di prendere a calci nel c.... molti professori universitari!!! Gran parte della responsabilità di tutto ciò è la loro. A parte rare eccezioni, in molte di queste facoltà si insegna come 40 anni fa...vale davvero la pena tenerle tutte in vita? O sarebbe meglio lasciarne aperte solo alcune e cercare di portarle a dei livelli di eccellenza?
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Massimo Online17,513 Jul 9th, 2026
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