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Buongiorno a tutti! Presa dallo sconforto (si fa per dire..) chiedo a voi un parere. Volendo verificare l'efficacia di un setto bentonitico, immerso in depositi fini (sabbie limose, limi argillosi...), può essere di aiuto l'indagine geofisica? Cosa dite?
The road not taken (Robert Frost)
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Cosa intendi esattamente con "setto bentonitico"? A me è capitato di dover affrontare un problema simile (cioè la valutazione della tenuta di un sistema di diaframmi) ed ho utilizzato una prova di pompaggio. C'è da dire comunque che le condizioni erano molto favorevoli in quanto i diaframmi erano profondi e penetravano per circa 10 metri all'interno di un orizzonte argilloso notevolmente esteso e continuo che costituiva quindi una base impermeabile. I diaframmi in altre parole racchuidevano una zona rettangolare limitata inferiormente da una base impermeabile e pertanto l'esecuzione di una prova di pompaggio poteva essere una buona soluzione per verificare la tenuta generale del sistema. Per poter dare qualche suggerimento sul tuo caso sarebbe utile avere qualche informazione aggiuntiva sulla geometria del sistema di impermeabilizzazione e sulle condizioni generali del sito. Saluti
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OP
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Gent.mo Gabriele, il "setto bentonitico" rappresenta (fino a prova contraria e lo devo verificare) una delle barriere di protezione, profonda 8 mt dal p.c., delle falde soprastanti. Si incerniera su livelli impermeabili. E' al perimetro di un immenso "rettangolo" di 24 ha circa. Prove di pompaggio non hanno senso, vista la bassa permeabilità del sistema di acquiferi, contenuti in sabbie fini limose. Dovrei pensare di raccogliere dati continui su lunghe distanze. All'epoca la tecnologia non consentiva impiego di altri materiali, ma soprattutto, la bentonite fu sversata "a gravità" in uno scavo realizzato da una catenaria (strumento per la messa in posto di dreni sotterranei). Cosa dire...è un bel dilemma...Grazie se ne discutiamo ancora. Ciao
The road not taken (Robert Frost)
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dipende dallo spessore della bentonite (con una buona geoelettrica ma dubito per lo scarso-possibile scarto di resistività con i limi) e dalla profondità. con una tomografia elettrica potresti controllare che lo spessore sia o meno continuo. sul controllo dell'efficacia dubito bisogna vedere cosa vuoi controllare ?
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Gent.ma Pasionaria, non potresti provare mettendo qualche quintale di sale grezzo all'interno del rettangolo. Sciolto in acqua o senza scioglierlo e aspettando la pioggia e poi procedere ad alcune geoelettriche corte all'interno ed all'esterno del rettangolo per vedere se vi sono differenze di resistenza. Un altro metodo potrebbe essere utilizzando la fluorescina (ne basta poca) all'interno del rettangolo e procedendo ad alcune prove penetrometriche fuori e dentro il rettangolo, pulendo le aste e annotando se fuori le aste che estrai sono fluorescenti (non occorre contare i colpi basta che vai a 8 metri), la fluorescina si deve usare disciolta in alcool mi sembra che un flacone costa all'incirca 100 Euro mi ti dovrebbe bastare. Saluti Spirifer
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Con tomografia di dettaglio se lo psessore del setto è pari almeno alla semidistanza fra gli elettrodi dovresti vederlo. Per testarlo il sale è una buonta idea (meglio il cloruro di ammonio, lo trovi nei consorzi agrari9 ed è meglio iniettarlo direttamente in falda; cercto che si crea comunque un pennacchio inquinante e dovresti essere sicura che almeno la falda non vada in direzione opposta al confien che stai testando. Per la fluorescina temo che si afuori luogo usarla, la si utilizza in oroccia o terreni a grana grossa, mai sentito di uso in terreni a grana fine o finissima
"laudato si mi signore per sora nostra acqua tanto umile et preziosa et casta" S. Francesco d'Assisi
Vorlicek Pier - Andrea Phd in applied geology Post doc in hydrogeology vorlicek@libero.it
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e poi devi mettere i fluorocaptori
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Da quello che mi sembra di aver capito si tratta quindi di un setto rettangolare realizzato fino alla base impermeabile. In pratica, quindi, all'interno di questo rettangolo si dovrebbe trovare una porzione di terreno isolata dall'esterno. In queste condizioni è importante conoscere un valore, almeno indicativo, della permeabilità dei terreni coinvolti e avere un'idea dei gradienti idraulici naturali presenti nel sito (cioè se la falda è suborizzontale o se ha una chiara direzione di filtrazione). Se intendi usare dei traccianti, infatti, occorre conoscere in linea di massima la direzione di flusso e sopratutto il gradiente. Se i mezzi sono poco permeabili e se non esiste una significativa differenza di carico idraulico fra interno ed esterno dello scavo può essere difficoltoso l'utilizzo di un tracciante in quanto i tempi di transito potrebbero essere molto lungi. In questo caso sarebbe possibile forse eseguire prove localizzate su porzioni di diaframma, imponendo artificialmente una differenza di carico tramite emungimenti localizzati. Ad esempio si potrebbe pensare ad una fila di well-point all'interno dello scavo immediatamente a ridosso del diaframma con immissione del tracciante all'esterno mediante un sondaggio. Procedendo in questo modo però si testa unicamente una porzione di diaframma (per ragione di costi sarebbe impensabile un sistema di well-point che copra tutto il perimetro del setto). Eventualmente potresti scegliere due o tre porzioni, magari fra quelle che puoi supporre essere in condizioni più critiche ed eseguire test localizzati di questo tipo. Comunque penso che il primo dato da chiarire sia la permeabilità dei materiali coinvolti nel problema e sopratutto il livello di precisione che devi raggiungere nella valutazione, cioè se si tratta di una valutazione di massima o se occorre proprio garantire la tenuta idraulica del sistema. Saluti
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Attenzione che il Cloruro di Ammonio non sia stato già usato come concime. Con riguardo Spirifer
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Gent.mi tutti, 24 sono circa gli ettari (ha) del rettangolo....Ho certamente fatto delle ipotesi su quali tratti sembra essere venuto meno nella sua funzione. Il piano campagna è sotto il livello del mare. Siamo in zona di bonifica e due canali seguono all'esterno del diaframma due lati adiacenti. Si tratta di canali pensili che alimentano (o alimentavano) la prima falda, comunque in pressione e sottostante un primo bancone argilloso. Parlo all'imperfetto, perchè al momento la quota del materiale all'interno del rettangolo supera anche quello degli argini di contenimento dei canali di bonifica. Il livello di questi è gestito dai Consorzi appositi. La direzione delle falde è variabile: non è possibile stabilire "un monte e una valle", a meno che, non tenendo il diaframma...Ci siamo capiti? Riguardo ai coefficienti di permeabilità delle sabbie, sono al max 10exp-3m/s, ma il rettangolo è lì dal 1987...Grazie per i vostri pensieri..
The road not taken (Robert Frost)
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