Sto cercando disomogeneità nel setto bentonitico (profondo da 8 a 10 m). Per tarare non ci sono problemi, conosco quella stratigrafia come le mie tasche. Potrei comunque per l'occorrenza fare una serie di sondaggi a mano: ho una trivella Eijkelkamp, arriva fino a 6 m circa..
se è qello che cerchi (disomogeneità) puoi fare una prova (previa taratura) con carotaggi sonici (queli che si fanno per l'integrità dei pali). ma solo grosse imperfezioni non credo sia precisissimo
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
Io credo che imperfezioni il setto ne abbia anche di macroscopiche. Mi riferisco al fatto che all'epoca la bentonite in grani fu versata per gravità sul solco tracciato dalla catenaria. Il setto, attraversando anche banconi di argilla compatta, in molti punti non si sarà nè compattata nè idratata, vista l'assenza di circolazione idrica..ma questo non è il problema, visto lo scopo per il quale è stato messo in posto. E' dove attraversa i livelli granulari che sarebbe utile individuarne la continuità, quindi, in teoria, lì si dovrebbe percepire la diversa resistività...
io suggerisco la fluorescina: ho collaudato dei palancolati in questo modo, e la risposta è stata positiva (nel senso che "non tenevano") dovresti però disporre di un minimo di flusso negli acquiferi, consiglierei una pompa di piccola portata che riversa in uno spettrofluorimetro da campo. Oppure usi dei captori in goretex, se mi scrivi in pvt ti do delle indicazioni ciao. D.
Grazie dacodac, avevo considerato la fluoresceina, anche con altri in questo forum, ma, visto il basso valore di k (non di winkler...grrr) degli acquiferi, come pure la vasta estensione del perimetro (intorno ai 24ha), l'avrei scartata già...Dovrei attendere le calende greche per vedere qualcosa anche sul geotessile a ridosso del diaframma bentonitico...voglio sperare che non sia così "bucherellato"
Se ci sono perdite di percolato in atto, la semplice indagine a potenziali spontanei può essere di aiuto, magari integrata con geoelettriche a polarizzazione indotta. Allego un articolo al riguardo.
Se ci sono perdite di percolato in atto, la semplice indagine a potenziali spontanei può essere di aiuto, magari integrata con geoelettriche a polarizzazione indotta.
Ciao pasionaria Concordo con Mucciarelli; a livello microscopico nel materiale sottoposto a corrente elettrica, si verifica (in caso di perdita di percolato o comunque altre soluzioni ioniche) il fenomeno della polarizzazione elettrodica: in caso di perdita, nelle immediate vicinanze del setto bentonitico ci dovrebbe essere un "gruppo" di ioni relativamente mobile (percolato)e il loro numero dovrebbe decrescere esponenzialmente verso l'esterno.
Vi sono molto grata per quanto mi suggerite. Vi dirò, da noi questo tipo d'indagine non la fa nessuno, proprio per la difficoltà d'interpretare le risposte dei livelli tra loro molto simili...Mi piacerebbe ampliare i miei orizzonti, magari mettendo a confronto i costi con l'efficacia dei risultati. Per fare questo dovrei mettermi in contatto con qualche ditta che utilizza questa procedura e metterla di fronte al contesto geologico. Potete inviarmi un messaggio privato con qualche nominativo?