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5) Con tre penetrometriche (nel caso ovvio di litologie omogenee arealmente) il cedimento differenziale si può calcolare come differenza tra i cedimenti lungo le tre verticali o è sempre la media a prevalere e il cedimento è quello mediato?
Per definizione il cedimento differenziale è un delta tra varie verticali, per cui la media non costituisce un riferimento valido. A volte ho fatto degli esempi nei corsi, bisognerebbe verificare a rigore con i valori caratteristici (di E o Ed) minori e maggiori della media, poi adottare la combinazione (di carichi e moduli caratteristici) che massimizza il cedimento tra 2 verticali
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Nella 1) che intendi per metodo di calcolo? Quello con cui il geotecnico calcolerà i cedimenti? E se chi fa il calcolo non sei tu come fai a sapere che metodo usa? E se usa un metodo fem con modello HS sai che parametri e che prove richiede?
Non è un appunto, è che non trovo troppo chiara la domanda. Ovviamente parlavo di calcoli con metodi tradizionali scelti dal geotecnico per il calcolo(Edometrico, Steinbrenner, Skempton-Bjerrum, Schmertmann, Burland-burbidge, Poulos e Davis, etc. etc.).Ovviamente mi pongo nella condizione di essere io a fare il calcolo. So che occorrono i parametri di rigidezza: E50, Eur, Eoed, ricavabili da curve di risposta sforzo-deformazione iperbolica; i parametri di sforzo; coesione, angolo di attrito e angolo di dilatazione a frattura; e i paramatri di stato inziale, anche se non ho mai provato a fare un modello HS e quindi non conosco le prove geotecniche specifiche per ottenerli, ne il numero. Credo che il FEM con plaxis debba essere per forza adottato dall'ing. per l'applicazione dei carichi e dei momenti, anche se vorrei cimentarmi
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2) Volendo eseguire anche il calcolo con il metodo edometrico. Quanti campioni e quante prove edometriche vanno eseguite lungo una verticale con un bulbo delle tensioni che arriva a 12 metri? Sia in caso di terreno omogeneo litologicamente (ma forse non dal punto di vista geomeccanico) oppure stratificato. Poiché non credo che con una sola prova edometrica, in 12 metri di verticale, il calcolo sia attendibile
La risposta corretta è: più ne sono , meglio è. Certamente si sceglierà di campionare alla profondità dove il campo di pressioen è maggiore e quindi influenza maggiormente i cedimenti, quindi al di sotto delle fondazioni. Con 1 solo campione nel tuo caso, ad intuito: 2 m Con 2 campioni: 1m, 4m Con 3 campioni: 1m, 2.5, 6, Questo con terreno omogeneo, se il terreno è disomogeneo bisogna campionanre ogni strato omogeneo, almeno quelli prossimi alle fondazioni. Perfetto inevitabilmente hai risposto alle prime due domande: un sola prova edometrica, lungo ad una verticale (come è abitudine fare da molti), anche se eseguita ottimamente, non può essere affidabile per una verifica con il metodo edometrico. Io direi addirittura di eseguire le tre CPT per poi prelevare i tre campioni per le edometriche lì dove le fluttuazioni delle Rp danno i valori più bassi (ovviamente d'accordo con te lì dove le tensioni indotte sono più elevate). Altrimenti affidarsi ai metodi che utilizzano prove penetrometriche per la stima
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[ Questo con terreno omogeneo, se il terreno è disomogeneo bisogna campionanre ogni strato omogeneo, almeno quelli prossimi alle fondazioni. Pienamente d'accordo
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3) Si possono usare i parametri geotecnici deterministici anziché quelli caratteristici che vanno ulteriormente ad aggravare il calcolo?? Se non in tal caso lo Schmertmann avvantaggerebbe il calcolo (negli incoerenti) in quanto il parametro di resistenza alla punta Rp (che influisce sul calcolo) non andrebbe trattato statisticamente
No, secondo la normativa non si possono usare i parametri nominali, quelli che tu chiami deterministici impropriamente. vanno utilizzati i parametri caratteristici sempre, anche per gli SLE. Il valore di un modulo edometrico si abbatte in questa maniera della metà. Un'alternativa è quella della scelta diretta del valore caratteristico, abbattendo il modulo di un vlaore arbitrario. In questo caso esci però dalla botte di ferro. Bisogna attuare quindi delle procedure con le quali si riesca ad ottenere il modulo edometrico di campo, meno cautelativo e più realistico di quello di laboratorio. a) Con il metodo Schmertmann, però il parametro che influisce sulla stima del cedimento è la resistenza alla punta Rp della CPT o dobbiamo inserire una valore di Rp,k ? b) Eseguire analisi statistiche su prove edometriche non comporta però una sovrastima dei cedimenti? Poi trovare il valore caratteristico su tre dati (tre campioni) non ci riconduce al punto 2, cioè un unico dato lungo una verticale? c) In tal caso, andrebbe bene la media armonica che già hai citato in alcuni tuoi post? d) Cosa intendi per scelta diretta del parametro caratteristico abbattendo il modulo di un valore arbitrario?
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4) Poiché per la platea i cedimenti (stimati con tutti i metodi) risultano sempre elevati (3-8 cm) con conseguente riduzione del kwinkler fino a valori (inf. unità) tali da essere mandati a fan.....lo dai cugini. Mi sorgeva il dubbio: come stimare il massimo valore di cedimento sopportabile per una platea? E la distorsione angolare proposta da Bjerrium (1963) o dal Cestelli Guida, fornisce un rapporto deltaS/L valido anche per una platea o fondazioni assialsimmetriche con L/B = 1 o circa? Il valore di S_critico per platee lo trovi in Bowles, ed è un comodo riferimento. Però questi valori andrebbero determinati dal progettista, non sono i progettisti che li devono chiedere a noi, altrimenti c'è qualcosa di sbagliato, non è il geologo che può determinare il valore del cedimento critico oltre il quale un manufatto si può lesionare. Oltre le nostre competenze, molto, molto oltre.. Certo però conoscere il cedimento massimo ammissibile ci può far capire il carico netto massimo che il terreno può sopportare, che spesso è molto inferiore di carico al rottura. Infatti nell'ultimo calcolo che ho eseguito, per una platea 7,40 m x 8.50 m ho determinato un Rd a rottura di 360 kN/mq, a fronte di un cedimento di 2.5 cm ad un carico di appena 60 kN/mq, e ti parlo di un terreno sabbioso mediamente addensato, adottando i parametri "nominali". Ora la mia domanda è questa: se adotto parametri caratteristici su terreni sabbiosi leggermente più scadenti i cedimenti arrivano nell'ordine di 10-12 cm, direi, troppo elevati rispetto alla realtà e al contempo, probabilmente, incompatibili con la struttura
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5) Con tre penetrometriche (nel caso ovvio di litologie omogenee arealmente) il cedimento differenziale si può calcolare come differenza tra i cedimenti lungo le tre verticali o è sempre la media a prevalere e il cedimento è quello mediato?
Per definizione il cedimento differenziale è un delta tra varie verticali, per cui la media non costituisce un riferimento valido. A volte ho fatto degli esempi nei corsi, bisognerebbe verificare a rigore con i valori caratteristici (di E o Ed) minori e maggiori della media, poi adottare la combinazione (di carichi e moduli caratteristici) che massimizza il cedimento tra 2 verticali Perfetto! figuriamoci quindi per l'analisi del cedimento differenziale vige la regola: meglio 2/3 CPT che un solo carotaggio con 3-4 campioni
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Perfetto! figuriamoci quindi per l'analisi del cedimento differenziale vige la regola: meglio 2/3 CPT che un solo carotaggio con 3-4 campioni Se ragioniamo sul caso dell'unico sondaggio, non abbiamo alcuna prova che ci confermi l'omogeneità laterale o ceh la confuti. In genere si procede ipotizzando omogeneità laterale, per cui le caratteristiche di deformabilità si ipotizza siano le stesse ovunque. A questo punto quello che causa i cedimenti differenziali sono le fluttuazioni statistiche determinate secondo la teoria dei campi aleatori e la semplificazioen EC7, quindi adotterai per tutta l'area un valore ad esempio Edk,- ed un valore Ed,k+ Per ogni pilastro di capannone ad esempio prenderai il carico e avrai 2 cedimenti caratteristici, sk,- e sk,+ Ripeterai il procedimento per tutti i plinti e alla fine calcolerai il valore massimo tra i nodi contigui di cedimento differenziale
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Perfetto inevitabilmente hai risposto alle prime due domande: un sola prova edometrica, lungo ad una verticale (come è abitudine fare da molti), anche se eseguita ottimamente, non può essere affidabile per una verifica con il metodo edometrico. Io direi addirittura di eseguire le tre CPT per poi prelevare i tre campioni per le edometriche lì dove le fluttuazioni delle Rp danno i valori più bassi (ovviamente d'accordo con te lì dove le tensioni indotte sono più elevate). Altrimenti affidarsi ai metodi che utilizzano prove penetrometriche per la stima Il problema però è sempre quello: il costo. Per cui si ovvia calibrando le CPT ad esempio sull'edometrica, se questa è ritenuta affidabile. Il metodo che tu descrivi (prelievo in corrispondenza delle fluttuazioni negative) implica il fatto che vuoi prendere come rappresentativi i valori minimi del modulo edometrico. Per cui avresti già dei parametri caratteristici del modulo, senza bisogno di ulteriore trattazioen statistica. DA uan parte questo metodo ha un fondamento tecnico nel senso che gli strati più deboli governano i cedimenti, dall'altro utilizzare tale valore per tutta la successione può essere troppo cautelativo
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Perfetto! figuriamoci quindi per l'analisi del cedimento differenziale vige la regola: meglio 2/3 CPT che un solo carotaggio con 3-4 campioni Se ragioniamo sul caso dell'unico sondaggio, non abbiamo alcuna prova che ci confermi l'omogeneità laterale o ceh la confuti. In genere si procede ipotizzando omogeneità laterale, per cui le caratteristiche di deformabilità si ipotizza siano le stesse ovunque. A questo punto quello che causa i cedimenti differenziali sono le fluttuazioni statistiche determinate secondo la teoria dei campi aleatori e la semplificazioen EC7, quindi adotterai per tutta l'area un valore ad esempio Edk,- ed un valore Ed,k+ Per ogni pilastro di capannone ad esempio prenderai il carico e avrai 2 cedimenti caratteristici, sk,- e sk,+ Ripeterai il procedimento per tutti i plinti e alla fine calcolerai il valore massimo tra i nodi contigui di cedimento differenziale Per sk+ e sk- inendi un valore di cedimento minimo ed un massimo?
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