Dalle info che fornisci, considerando un costo medio al mq di 1.000,00€ (quindi importo di 100.000,00€) secondo tariffario, classe I, Cat. a, verrebbe una parcella (aliquote “a” “b” e “c”) di circa 835,00€: ho volutamente escluso le aliquote “d” ed “e” in quanto per i lavori privati difficilmente si svolgono (per non dire mai)…quindi in teoria il collega ha fatto un ribasso del 46% circa, nettamente inferiore ai ribassi che fior di professionisti effettuano per i lavori pubblici…rammento che tempo fa era apparso un 3d su un ribasso del 75% circa…(se non ricordo male) per un’opera pubblica: non vedo cosa ci sia da scandalizzarsi (ormai da tempo siamo alla frutta...)…oltretutto sono prove escluse: rimando al post di Yoda e da corregionale non posso far altro che confermare quanto da lui scritto.
Occorre anche considerare altri fattori che non possiamo giudicare attraverso un forum per poter dire se l’onorario richiesto è “poco”, “troppo” o “equo”: non sappiamo se ad esempio il collega che ha proposto tale cifra conosca a menadito l’area oggetto dell’opera, se ha dati a disposizione, se l’area in questione non presenta particolari rischi geologici, se magari è proprio sotto lo studio tecnico, se impiega due ore per redigere la stessa (e quindi se applichiamo l’onorario a vacazione sarebbe un importo pari a 225,00€/ora + del 200% dei minimi tariffari..). Scordatevi poi che il lavoro “pagato poco” è di scarsa qualità: certo può anche capitare, ma l’uguaglianza “minor costo = minore qualità” spesso è falsa; è una leggenda metropolitana nata per cercare di “risollevare” (ovviamente con risultati nulli) la “professionalità e qualità”, ma ovviamente i “potenziali committenti” sono molto più furbi di noi “professionisti”.
Ma allora qual è il compenso “equo e dignitoso”?? come determinarlo???
Personalmente non so più rispondere a queste domande: gradirei suggerimenti da parte di qualcuno.